IN PRIMO PIANO

 

Il Parco tempestivo nell’intervenire sull’inquinamento del sistema carsico del Monte Corchia

 

 

In data 28 luglio 2011 il Parco riceveva dalla Federazione Speleologica Toscana la segnalazione di presenza di marmettola in zona RetroCorchia (“Buca del Becco” e “Pozzo della Fangaia”).

Il 6 agosto il Comando Guardiaparco richiedeva per scritto ad ARPAT e a Comune di Stazzema un sopralluogo congiunto per le verifiche del caso, con tecnici e strumentazioni necessarie per ottemperare alla segnalazione.

Nel frattempo gli Uffici Tecnici del Parco informavano che tale sopralluogo era urgente, in quanto strettamente collegato al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale in corso per la cava, e chiedeva di partecipare al sopralluogo congiunto, così da poter introdurre, nella Pronuncia di Compatibilità Ambientale, tutte le misure di mitigazione e di monitoraggio eventualmente dovute.

In data 25 agosto l’ARPAT di Lucca riferiva che, in base a sopralluoghi effettuati da colleghi di Firenze, il problema aveva una certa gravità e veniva fissato il sopralluogo per il successivo giovedì 1 settembre a cui partecipavano Parco (Uffici Tecnici e Comando Guardiaparco), ARPAT Lucca, Federazione Speleologica Toscana e Gruppo Speleologico Alpinistico Valfreddana.

Durante tale sopralluogo venivano rilevate zone di potenziali infiltrazioni di marmettola, pur non essendo presenti palesi evidenze; alcuni problemi venivano poi messi in luce dagli esperti ARPAT rispetto al sistema di decantazione dei fanghi nelle vasche della cava, si sensibilizzava inoltre il personale presente ad essere particolarmente solleciti nel cementare eventuali fessure che potessero dar luogo alle infiltrazioni.

L’8 settembre anche Regione Toscana, che aveva ricevuto la segnalazione della Federazione Speleologica, invitava Comune di Stazzema, ARPAT e Provincia di Lucca, oltre al Parco, ad attivarsi.

Il 16 settembre ARPAT comunicava che “a seguito del suddetto sopralluogo vi erano criticità nel sistema di depurazione delle acque meteoriche e di lavorazione, come pure nella gestione dei limi di decantazione delle stesse, ritenendo prioritari ed urgenti gli interventi finalizzati ad eliminare ogni possibile apporto di tale materiale verso la cavità carsica”.

Da altre verifiche compiute tra agosto e fine ottobre 2011, si presumeva che l’apporto di tali materiali potesse essere riconducibile al periodo tra il 23 giugno e il 1 luglio 2011 (in particolare l’evento temporalesco del 29 giugno).

Nel frattempo, la Pronuncia di Compatibilità Ambientale rimaneva sospesa in attesa delle integrazioni richieste ai titolari della cava. Il procedimento veniva riaperto il 24 ottobre 2011 data della seconda riunione della Conferenza dei servizi in cui le Amministrazioni interessate esprimevano i seguenti pareri:

Provincia di Lucca: comunicava la richiesta di un incontro con il Proponente e i Tecnici incaricati;

ARPAT Dip. Di Lucca: confermava il parere favorevole con prescrizioni, già espresso in sede di precedenti Commissioni tecniche del Nulla Osta; altrettanto faceva il Parco.

La Conferenza di servizi sospendeva pertanto il rilascio del parere al fine di acquisire gli ulteriori chiarimenti richiesti dalla Provincia, nonché la necessaria autorizzazione paesaggistica da parte del Comune di Stazzema.

In data 16 dicembre 2011, in Conferenza dei servizi, veniva redatto il verbale conclusivo dal quale risultava l’acquisizione da parte del Parco di tutte le prescritte autorizzazioni e pareri in materia ambientale:

- autorizzazione paesaggistica;

- parere sulle acque meteoriche dilavanti;

In data 22 dicembre 2011 a conclusione del procedimento, il Parco rilasciava Pronuncia di Compatibilità Ambientale, nonché Nulla Osta comprensivo dell’autorizzazione al vincolo idrogeologico, relativa alla variante al progetto di coltivazione del sito, secondo le prescrizioni contenute nel seguente programma di gestione ambientale:

 

1.    la ripresa delle lavorazioni potrà avvenire soltanto a seguito della completa risoluzione delle criticità ambientali rilevate ed evidenziate nella nota ARPAT,  attestata da una relazione tecnica di dettaglio comprensiva di schemi planimetrici a firma del Proponente (legale rappresentante della ditta) e del Tecnico incaricato, da presentare al Parco e alle Amministrazioni interessate contestualmente alla ripresa delle lavorazioni (la nota ARPAT è contenuta nel Rapporto interdisciplinare, allegato al presente atto);

2.    prescrizioni e condizioni contenute nel parere dell’ARPAT contenuto nel Rapporto interdisciplinare, allegato al presente atto;

3.    nel caso in cui le coltivazioni portino alla luce una cavità carsica il Proponente dovrà sospendere le lavorazioni in quell’area e darne immediata comunicazione al Parco e agli enti competenti. Inoltre dovranno essere messe in opera tutte le misure necessarie ad evitare che le acque di lavorazione penetrino all’interno delle fratture presenti;

4.    in corrispondenza dei luoghi di lavorazione in cui si utilizzi acqua dovrà essere realizzato un idoneo sistema di raccolta e convogliamento della medesima tramite canalette e tubazioni in materiale plastico, al fine di evitare infiltrazioni di marmettola nelle eventuali fratture presenti;

5.    Si prescrive il mantenimento, anche nel periodo di minima portata, dello stato idrico delle sorgenti di Mosceta;

 

RIPRISTINO

Nella realizzazione delle attività previste nel piano di ripristino, devono essere effettuate le seguenti operazioni e lavorazioni:

6.    nella ripulitura finale delle aree di cava dovranno essere rimossi con estrema cura tutti i materiali e utensili residui delle lavorazioni precedenti (serbatoi dell’acqua, ricoveri provvisori, linee aeree di cantiere e ogni altro materiale metallico e/o plastico);

 

ULTERIORI PRESCRIZIONI E CONDIZIONI

7.    nel cantiere estrattivo dovranno essere conservati materiali oleoassorbenti e sistemi di intervento utili in caso di sversamenti;

8.    nel caso in cui lo stato finale presenti diversità da quanto previsto nel progetto in esame, sempre che rientranti nei limiti autorizzati, queste dovranno essere documentate da idonea documentazione descrittiva, grafica e fotografica da trasmettere a questo Parco.

 

Come si evince dalla ricostruzione sopra fatta, il Parco è stato - permetteteci la sottolineatura - ancora una volta rigoroso e tempestivo (compatibilmente con l’acquisizione dei pareri dovuti dagli altri Enti), sia nell’intervenire che nel rilasciare la Pronuncia di Compatibilità Ambientale, in maniera sollecita e trasparente.

A conclusione di questa nota ci preme ricordare quanto, a questo proposito, recentemente la Regione Toscana ha evidenziato in materia di competenza degli enti territoriali:

preordinatamente alla funzione di controllo che sarà svolta dagli enti, ognuno per le proprie competenze, nell’approvare un progetto di coltivazione, il comune deve adottare criteri di tutela per un corretto inserimento ambientale e paesaggistico dell’intervento, prescrivendo, ove ritenuto opportuno, di adottare le migliori pratiche per la progettazione, per la realizzazione degli interventi e per il recupero finale del sito estrattivo.”

 

Buon compleanno 394 !
i 20 anni della legge quadro sui parchi

 

Si è svolta ieri a Roma, nella Sala Cristallo dell'Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio, un interessante convegno sulla ricorrenza dei 20 anni della Legge 394 sulle Aree Protette.

Dopo la comunicazione che la Presidenza della Repubblica ha concesso la medaglia a Federparchi quale premio di rappresentanza, il dibattito è entrato nel vivo.

Il Presidente del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, Giuseppe Rossi, quale rappresentante del primo parco istituito in Italia, insieme al Parco Nazionale del Gran Paradiso, ha presentato la prima relazione ricordando i 20 anni positivi, ma anche i problemi che si prospettano per il variegato mondo delle Aree Protette.
Interessanti spunti alla discussione sono stati offerti dagli interventi di Fabio Renzi, già membro della Segreteria Tecnica del Ministero dell 'Ambiente, e da Maria Carmela Giarratano, attuale rappresentante del Ministero.

Sotto il coordinamento di Giovanni Valentini, giornalista de La Repubblica, sono intervenuti gli On. Edo Ronchi e l'On. Valdo Spini, già Ministri dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Sen. Antonio Dalì, attuale Presidente della 13^ Commissione permanente al Senato della Repubblica, il Sen. Francesco Ferrante, componente della stessa Commissione, ed in rappresentanza della Associazioni Vittorio Cogliati Dezza (Presidente di Legambiente), Stefano Leoni (Presidente WWF Italia), Fulvio Mamone Capria (Presidente LIPU), oltre ai rappresentanti di Italia Nostra, C.A.I. e MareVivo. Conclusioni affidate al Presidente di Federparchi-Europarc Italia, Giampiero Sammuri.

Sostanzialmente il giudizio sui 20 anni della Legge è stato positivo e sono emersi con chiarezza, quali sfide del futuro, il ruolo delle Aree Protette nella mitigazione climatica e nel potenziamento della rete ecologica (Edo Ronchi); il rilancio della green economy e il preservare il territorio per evitare il dissesto idrogeologico (Valdo Spini); inserire meglio nel Governo del territorio le autonomie locali e la difesa delle royalty nella modifica in discussione alla 394 (Francesco Ferrante). Interessante anche il rapporto tra costi e benefici portato avanti dall’ Università del Molise dal quale risulta che ogni euro speso nelle Aree Protette ne ha portati 7 di benefici (Prof. Davide Marino).

Dalle Associazioni una difesa strenua delle Aree Protette e delle loro competenze soprattutto in materia di paesaggio (attualmente di competenza dei Comuni), ma anche in difesa della biodiversità, senza trascurare l’importante ruolo di valorizzazione del territorio che il sistema dei Parchi italiani ha saputo portare avanti.

Al Convegno ha partecipato il nostro Presidente Giuseppe Nardini.



Il lupo sulle Alpi Apuane !

 

 


 

Non solo Parco... anche Geoparco


10th E.G.N. Conference
Langesund (Norvegia)
(15-21 settembre 2011)


 

sotto: la cerimonia di premiazione

 



fotocronaca definitiva dell'evento

 



Missione di valutazione E.G.N.
Alpi Apuane
(25-26 giugno 2011)


fotogallery ufficiale e definitiva

 

altra fotogallery (spettacolo finale a Pruno di Stazzema)

 

sotto: video ufficiale della visita - riprese di Giuseppe Nardini
 

 

 



Un caloroso Ringraziamento

 

Come già avevamo annunciato dalle pagine del sito, gli esami non sono mai scontati. Per ottenere il riconoscimento quale European and Global  Geopark sotto gli auspici dell’Unesco, la strada è dura e bisogna impegnarsi.

Ce lo siamo detti all’infinito nei giorni scorsi: non solo dobbiamo far vedere le  bellezze delle nostre Apuane, ma anche dimostrare che, come geoparco, siamo e saremo dei bravi  gestori.

Pur essendo consapevole che il risultato si potrà cogliere solo dal 16 al 20 settembre  in Norvegia alla conferenza europea dei Geoparchi, quindi dopo che la rete ci avrà valutato, consentitemi un grazie di cuore a tutti coloro che hanno voluto e saputo essere dei nostri facendo squadra con noi.

 

Grazie ai due valutatori: Ilias Valiakos e Martina Paskova ci hanno con la loro correttezza e coscienza del ruolo, con il loro comportamento sempre attentissimo e stimolante, fatto capire ancora di più l’importanza della eventuale appartenenza alla rete.

 

Grazie, grande-grande, al personale del parco che ha saputo essere attento e preciso come non mai. Non ce la sentiamo in questa sede di fare classifiche. Avendo comunque vissuto  in questi giorni insieme a voi tutti,  sono consapevole di tutto quello che ciascuno di voi ha dato, dell’impegno profuso e della grande capacità di tutti di lavorare insieme con grande sintonia. Ognuno di voi sa, conoscendomi ormai da anni,  che il cuore batte forte, e l’abbraccio finale dopo l’esame della scheda di valutazione, dato ad una di voi che si era sciolta in lacrime, era sì per lei, ma anche per tutti gli altri che hanno lavorato con dedizione al progetto.

 

Grazie agli amministratori del Parco che sono stati presenti. Non voglio fare  classifiche,  ma sono, anche in questo caso, consapevole  di chi ha dato, di cosa ha dato e soprattutto di quanto ha dato.

 

Grazie al Comitato Scientifico ed in particolare al suo Presidente.

 

Grazie alla “politica” (uso questo termine, perché lo usavano i due valutatori).  Possiamo dire con orgoglio che ci sono stati e abbiamo sentito la loro presenza e la loro vicinanza. Importantissimi i Sindaci, i Vicesindaci, gli  Assessori, i presidenti delle comunità montane, la Vicepresidente della provincia di Lucca, l’assessore all’ambiente della provincia di Massa Carrara, tutti membri della nostra comunità di parco, Il presidente della commissione ambiente e tutela del territorio di Regione Toscana e gli altri  consiglieri regionali, presenti in  momenti diversi e, ultima ma non ultima, la nostra parlamentare di zona.

 

Grazie a tutti i nostri stakeholders (portatori di interessi), le rappresentanze degli industriali del marmo, dei nostri centri visita, delle guide del parco,  delle strutture di accoglienza certificate, dell’associazione rifugi, dei gestori delle grotte, del centro di educazione ambientale di Vinca, del Museo della pietra piegata e di quello del lavoro di Levigliani, del sistema Corchia Underground e dell’orto botanico di Pian della Fioba. Hanno dimostrato che il parco delle Apuane è un organismo multiforme, poliedrico e soprattutto costituito da persone, da comunità, da cuori pulsanti che producono economia, benessere e anche felicità e bellezza.

 

Grazie ai paesi di  Equi Terme e Levigliani , per la loro accoglienza, per come hanno gestito la presenza dei due illustri ospiti. Doppio grazie al paese di Pruno oltre che per l’ospitalità anche per gli eventi sempre di qualità e all’altezza della situazione.

 

Grazie ai cittadini che hanno risposto alle domande dei valutatori, anche se presi alla sprovvista

 

Grazie a Fratello Francesco e al  frate che lo accompagnava per l’immenso messaggio, grazie ai due cantori dello spettacolo finale per la intensa emozione, grazie alla cantante per l’immensa voce, forse l’unica vera professionista, grazie al tecnico del suono e delle luci.

 

Se riusciremo ad ottenere il riconoscimento entrando nella Rete dei Geoparchi dell’ UNESCO ce lo saremo meritato è sarà la vittoria di un intero territorio.

 

                           Il Presidente del  Parco delle Alpi Apuane

                                             Giuseppe Nardini

 


 

Un nuovo documentario sul Parco

 

 

 

Si tratta della prima puntata di una serie di documentari realizzati da "MB productions" e realizzato da "Freetime Communication", con la collaborazione del nostro Ente, dal titolo "Parco delle Alpi Apuane - Terra, natura, Tradizione". Il primo documentario che proponiamo è dedicato agli aspetti naturalistici. Buona visione.

 


 

Parco uguale fame, cave uguale pane?

 

Con cadenza quasi annuale compaiono nel Parco scritte di contestazione contro l’istituzione dell’area protetta. Riteniamo tali scritte frutto di poche persone che conservano pregiudizi della prima ora sul Parco. Per chiarire comunque cosa sono i Parchi in Italia, dei quali le Apuane a pieno titolo fanno parte, pubblichiamo i dati nazionali forniti da Federparchi.

  
clicca sulle foto per ingrandire

Come si vede, se le cave sono state e sono fonte di reddito, oggi anche i numeri dei Parchi sono numeri importanti. Forse sarebbe il caso di contribuire alla valorizzazione del nostro territorio come il Parco cerca di fare senza denigrarlo con scritte e cartelli.

 

Il Presidente

Giuseppe Nardini

 


 

Rapaci delle Alpi Apuane
di Premuda, Ricci e Viviani

Il nuovo volume della collana "Guide del Parco" pubblicato con Pacini editore Pisa
Presentazione, sabato 30 ottobre 2010 alle ore 10, salone dell'Annunziata Chiostro di Sant'Agostino, Pietrasanta (Lu)
 


 

I rapaci, predatori e padroni dell’aria, simbolo di forza e eleganza, sono elementi preziosi degli ecosistemi per il ruolo che svolgono di regolazione delle popolazioni oggetto delle loro predazioni.
Per il venticinquesimo anno dall’istituzione dell’area protetta, il Parco delle Alpi Apuane cura l’uscita di un libro dedicato proprio a questi splendidi animali che da sempre stimolano l’immaginazione, emozionano e alimentano miti e leggende. Una guida per conoscere ma anche per decidere di andare a vedere con i propri occhi: armati di pazienza, rispetto e discrezione, sarà molto più facile di quanto si pensi vedere i maestosi battiti d’ali e udire i loro striduli richiami.

Il volume si rivolge ad un pubblico vasto:
agli appassionati che desiderano scoprire le bellezze delle Apuane attraverso i loro magnifici uccelli rapaci, ma pure ai birdwatchers che vorrebbero approfondire le proprie conoscenze, così come agli ornitologi esperti che richiedono contenuti scientifici e dati completi e aggiornati.
In un percorso ideale, il lettore è accompagnato attraverso gli ambienti delle Apuane, alla scoperta dei rapaci stanziali di quelli migratori, per poi affrontare le tecniche di identificazione sul campo e addentrarsi nella schedatura delle singole specie.
Infine, la scoperta del Parco è realizzata attraverso itinerari dedicati ai all'osservazione discreta dei rapaci, dei quali si raccontano anche storie e racconti popolari, non dimenticando le minacce e le tutele esistenti.


Il volume scritto da Guido Premuda, Ubaldo Ricci e Fabio Viviani, presenta:

-
208 pagine totali; 

- 150 fotografie quasi tutte inedite e in gran numero scattate sulle Alpi Apuane; 
- 25 disegni delle sagome di tutti i rapaci diurni trattati; 
- 24 specie di rapaci diurni e 6 di rapaci notturni, con dettagliate schede, fotografie e informazioni aggiornate per ogni singola
entità;
-
tutti i dati aggiornati delle ricerche svolte dagli autori sulle Alpi Apuane per lo studio dei rapaci stanziali e migratori;

- 4 cartine con 8 itinerari escursionistici nel Parco delle Alpi Apuane;

- dettagliato glossario dei termini specialistici;
- ampia bibliografia in riferimento agli specifici argomenti trattati

 

Una guida completa al prezzo di € 13,00

 

N.B. soltanto per la presentazione dl 30 ottobre 2010, a Pietrasanta, il volume sarà posto in vendita ad un prezzo scontato del 50%
 

(26 ottobre 2010)
 


 

Al Parco tutti operai…

Organico inadeguato e poche risorse:
i dipendenti gestiscono in proprio il trasferimento della sede di Massa



 

“Italia Oggi” – quotidiano economico di palpabile orientamento politico – ha aperto l’edizione del 21 settembre, con il titolo principale della prima pagina “Tutti generali in Toscana”. Si tratta di una critica diretta alla Regione e al governatore Rossi, focalizzata su due punti principali: un organico composto, oltre il 53% di dirigenti e funzionari di massima categoria, nonché una spesa in crescita per consulenze ed incarichi esterni. L’articolo di Francesco Cerisano tira in ballo anche gli enti regionali dipendenti, il cui costo totale di 155 milioni, viene ritenuto eccessivo e spesso un doppione di strutture regionali, con competenze che si accavallano. In questo spazio, si cita anche il Parco delle Alpi Apuane, che peserebbe per ben 1,4 milioni di euro sul bilancio della Regione Toscana.

L’articolo di “Italia Oggi” è il figlio naturale di questi tempi scellerati di attacco diffuso ed indiscriminato alla pubblica amministrazione e dunque incline a raccogliere ed alimentare la vulgata popolare sullo spreco di denaro e sull’inefficienza dei dipendenti di ministeri, regioni, province, comuni, ecc.

C’è chi ha già pensato a rispondere e a correggere cifre e considerazioni di Cerisano, raccomandandogli, in futuro, di non far di ogni erba un fascio o, meglio ancora, di saper ben distinguere il grano dal loglio. Nello stesso comparto amministrativo e talvolta nello stesso ente e perfino nello stesso ufficio pubblico, possono convivere casi di eccellenza e di mediocrità; di efficienza e di improduttività; di risparmio virtuoso e di spreco dissennato.

Non è con i conti e le riflessioni macroeconomiche che si coglie il vero e si separa ciò che è corretto da ciò che è sbagliato. C’è bisogno di analisi di dettaglio e soprattutto di contestualizzare i dati alle singole e diverse realtà.

Prendiamo il caso del Parco delle Alpi Apuane. L’organico effettivo dell’Ente presenta oggi un rapporto ancor più squilibrato di quello della Regione Toscana, tra vertice e base degli Uffici. In particolare, l’insieme dei funzionari di categoria D e dell’unico dirigente raggiunge il 69% del numero totale dei dipendenti.

Il perché di questa apparente anomalia è presto detto. Le competenze richieste ad un Parco sono sempre di livello elevato e complesso – si pensi soltanto alle valutazioni d’impatto ambientale, di incidenza, alla gestione forestale e faunistica, alla didattica e all’educazione ambientale, ecc. – per cui viene da sé l’esigenza di ricercare personale laureato e/o specializzato, quindi non collocabile in qualifiche generiche e di base.

Per di più al Parco delle Apuane è stato affidato, fin da principio, un territorio vasto come una provincia, ma quando si è poi trattato di discutere su soldi e personale sono rimaste soltanto le briciole inadeguate e conseguenti a più generose e precedenti assegnazioni ad altri enti regionali. E così il più vasto, complesso ed articolato Parco della Toscana – purtroppo nato per ultimo – è quello che vanta il minor numero di dipendenti e di risorse economiche complessive, dovendo per altro distribuire le proprie “truppe” su tre diverse e tra loro distanti sedi operative, entro un territorio montano e di difficile attraversamento.

E pertanto, con pochi euro e poche persone, i “generali” delle Apuane devono spesso trasformarsi in “soldati” o, meglio, in uscieri, dattilografi, autisti, telefonisti, collaboratori ed istruttori tecnici ed amministrativi, se non addirittura in operai. Queste figure “diversamente” utili non esistono e quindi sono i “colonnelli” e “generali” a sostituirle, grazie alla loro ampia disponibilità.

Volete un esempio di questi ultimi mesi? Prendiamo il trasloco della sede di Massa, che oggi si conclude nei termini di tempo stabiliti. Senza risorse economiche per incarichi esterni e senza manovalanza in organico, poteva rimanere una pia intenzione e un progetto irrealizzabile. Così non è stato perché – nonostante il pubblico ludibrio, fomentato ad arte – esiste ancora una coscienza civica nella pubblica amministrazione, che va oltre i doveri e i compiti assegnati.

Il trasloco di mobili e pratiche lo hanno fatto direttamente i dipendenti, anche se non dovevano o potevano rifiutarsi. Lo hanno fatto malgrado gli interventi come quello di “Italia Oggi”, che deprezzano il ruolo della pubblica amministrazione e ne sviliscono l’appartenenza.

Perciò, al Parco delle Apuane… “tutti generali” come nella Regione Toscana, ma pure “sottufficiali” e “soldati” e, più di ogni altra cosa,…. “tutti operai”, compreso il sottoscritto.

 

Antonio Bartelletti
(30 settembre 2010)
 


 

Dal 1° settembre aperta la nuova sede degli uffici di Massa

 

 

A partire da mercoledì 1° settembre, gli Uffici di Massa del Parco si sono trasferiti nella nuova sede, in via Simon Musico, n. 8.

 

visualizza la mappa

 



Marmo Cipollino e risorse del territorio al Solstizio d'Estate



 

“Being Green. Strategie geoculturali integrate per il marmo cipollino” è il titolo della tavola rotonda che si svolgerà a Cardoso (Stazzema) nella mattinata di sabato 26 giugno. In questa occasione verrà presentato il progetto della creazione di un distretto geoculturale che veda nella rimessa in commercio – per progetti di qualità e restauro lapideo – del marmo cipollino l'occasione per proporre una diversa idea di risorsa economica del territorio; una idea di sostenibilità che attraverso l'attuazione di azioni integrate produca turismo, occupazione, cultura.

Il rilancio dell'area che interessa Pruno, Volegno e Cardoso viene individuato, iniziando dal recupero dei materiali lapidei giacenti in una cava di Cipollino verde di Pruno e la loro commercializzazione per progetti mirati, nell'applicazione di un modello di filiera territoriale sostenibile integrata dei marmi storici. Tale filiera prevede l'organizzazione di un sistema produttivo su scala locale (sensibile alle fragilità ambientali e conservativo delle identità e dei saperi tradizionali) regolamentato rigidamente ed esclusivamente per questo materiale lapideo di nicchia, con la finalità di promuovere lavorazioni in loco di alta qualità, da articolare con un'offerta turistica articolata (scuola per la lavorazione del marmo cipollino, museo del marmo, caviturismo, tradizioni gastronomiche, ecc.).

Interessante in questo progetto, il coinvolgimento fattivo degli abitanti e delle associazioni locali, degli enti pubblici territoriali, di imprese private e associazioni di categoria nei processi decisionali, tenendo conto che l'obiettivo finale è lo sviluppo economico sostenibile del territorio e il miglioramento dell'ambiente e della vita delle popolazioni residenti.

Hanno aderito a questo progetto: Regione Toscana, Provincia di Lucca, Comune di Stazzema, Ente Parco Regionale Alpi Apuane, Unione di Comuni Alta Versilia, Opera Pia don Stefano Mazzucchi di Pruno, Associazione I Raggi di Belen, Consorzio Cave Pietra del Cardoso.

 

scarica qui il programma definitivo
 


Concorso fotografico
"Geositi delle Alpi Apuane"

L'Ente Parco ha bandito un concorso fotografico sul tema "Geositi delle Alpi Apuane", con scadenza al 30 luglio 2010. È previsto un primo premio di 500 €, un secondo di 200 €, un terzo di 100 € ed altri riconoscimenti minori per le posizioni seguenti in graduatoria. Possono partecipare i cittadini italiani ed europei che abbiano compiuto 18 anni, inviando fino ad un massimo di tre foto, di adeguata risoluzione, in formato *.jpg o *.tif, all'indirizzo di posta elettronica info@apuanegeopark.it
La domanda di partecipazione, completa di tutte le informazioni richieste, va spedita contemporaneamente, tramite servizio postale, alla sede amministrativa del Parco, in via Corrado Del Greco, n. 11 a Seravezza (Lucca).
Con il termine "Geositi" si indicano i beni geologici e geomorfologici di un dato territorio, che assumono un particolare pregio scientifico, ambientale e paesaggistico. Questi elementi fondamentali del patrimonio naturale sono particolarmente diffusi nelle Alpi Apuane, per cui il Parco ha deciso di promuoverli e valorizzarli.
In questi giorni, si sta raccogliendo la documentazione necessaria all'ammissione dell'area protetta alla rete europea e mondiale dei Geoparchi, sostenuta dall'Unesco.
Le immagini partecipanti al concorso, una volta divenute di proprietà dell'Ente, costituiranno il corredo iconografico del dossier di candidatura.

vai alla pagina del bando di Concorso


Nel giorno del 25° anno del Parco si apre la discussione sul Piano estrattivo

Sabato 6 febbraio, il Parco ha voluto celebrare la data del Venticinquesimo anno della sua istituzione con una manifestazione, articolata in due tempi.
Presso il Teatrino dei Servi a Massa, nel primo mattino, si è svolta la presentazione del calendario 2010 del Parco, interamente dedicato alla leggenda del M. Grondilice e conosciuta come "il barbone e la bella addormentata". Le illustrazioni sono state eseguite dai bambini della Scuola dell'Infanzia, che ha sede in viale della Stazione a Massa e fanno riferimento alla Direzione Didattica Statale del 2° Circolo. Dopo il calendario è stata la volta del nuovo poster a colori sulla fauna delle Apuane, che ricompone precedenti manifesti degli anni '90. In particolare, ricompaiono in diversa distribuzione acquarelli di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi, usciti dal pennello di Mario Pegollo. Alle dott.sse Isabella Ronchieri e Alessia Amorfini è stata rispettivamente affidata la descrizioni dei due nuovi prodotti di promozione del Parco.
Dopo una breve pausa, la seconda parte della mattinata ha avuto come tema dominante l'illustrazione del documento di ricognizione e di nuova ripartenza dell'allegato "Attività estrattive" del Piano per il Parco, a suo tempo stralciato.
Col titolo "La pianificazione delle attività di cava nel Parco: stato dell'arte e questioni aperte", è stato distribuita una relazione (qui scaricabile in formato *.pdf) che, in modo oggettivo, cerca di ricostruire la storia degli ultimi anni di attività pianificatoria sulle cave apuane, indicando i maggiori scogli futuri da superare e il ventaglio di tutte le opportunità offerte.
Nonostante questa premessa - introdotta dal Presidente Nardini e ribadita dal Direttore Bartelletti nel corso della presentazione - la stampa locale ha voluto poi trarre delle conclusioni affrettate che nessuno ha indicato o preteso, neppure velatamente durante tutta la manifestazione. Dire infatti che le cave di dolomia del Frigido verranno riaperte è oggi una forzatura indebita, rispetto all'informazione data, che si limitava a riportare come la Regione avesse chiesto al Parco di valutarne la possibilità.
La giornata è stata arricchita dagli interventi degli imprenditori del settore estrattivo e dal rappresentante del CAI. Non è stato possibile registrare il commento dei Sindaci dei Comuni e dei Presidenti delle Province e delle Comunità Montane, poiché nessuno di loro era presente in sala. I pochi amministratori intervenuti all'evento e delegati nell'occasione, non hanno preso la parola.
Il discorso di chiusura dell'assessore regionale ai Parchi, Marco Betti, ha apprezzato il clima finalmente disteso e costruttivo con cui si è svolto questo primo confronto sul Piano estrattivo. Ciò fa ben sperare sull'apertura di una nuova stagione di fattiva cooperazione tra tutti i soggetti in campo.

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