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IN PRIMO PIANO
Il Parco tempestivo nell’intervenire sull’inquinamento del sistema carsico del Monte Corchia
In data 28 luglio 2011 il Parco riceveva dalla Federazione Speleologica Toscana la segnalazione di presenza di marmettola in zona RetroCorchia (“Buca del Becco” e “Pozzo della Fangaia”). Il 6 agosto il Comando Guardiaparco richiedeva per scritto ad ARPAT e a Comune di Stazzema un sopralluogo congiunto per le verifiche del caso, con tecnici e strumentazioni necessarie per ottemperare alla segnalazione. Nel frattempo gli Uffici Tecnici del Parco informavano che tale sopralluogo era urgente, in quanto strettamente collegato al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale in corso per la cava, e chiedeva di partecipare al sopralluogo congiunto, così da poter introdurre, nella Pronuncia di Compatibilità Ambientale, tutte le misure di mitigazione e di monitoraggio eventualmente dovute. In data 25 agosto l’ARPAT di Lucca riferiva che, in base a sopralluoghi effettuati da colleghi di Firenze, il problema aveva una certa gravità e veniva fissato il sopralluogo per il successivo giovedì 1 settembre a cui partecipavano Parco (Uffici Tecnici e Comando Guardiaparco), ARPAT Lucca, Federazione Speleologica Toscana e Gruppo Speleologico Alpinistico Valfreddana. Durante tale sopralluogo venivano rilevate zone di potenziali infiltrazioni di marmettola, pur non essendo presenti palesi evidenze; alcuni problemi venivano poi messi in luce dagli esperti ARPAT rispetto al sistema di decantazione dei fanghi nelle vasche della cava, si sensibilizzava inoltre il personale presente ad essere particolarmente solleciti nel cementare eventuali fessure che potessero dar luogo alle infiltrazioni. L’8 settembre anche Regione Toscana, che aveva ricevuto la segnalazione della Federazione Speleologica, invitava Comune di Stazzema, ARPAT e Provincia di Lucca, oltre al Parco, ad attivarsi. Il 16 settembre ARPAT comunicava che “a seguito del suddetto sopralluogo vi erano criticità nel sistema di depurazione delle acque meteoriche e di lavorazione, come pure nella gestione dei limi di decantazione delle stesse, ritenendo prioritari ed urgenti gli interventi finalizzati ad eliminare ogni possibile apporto di tale materiale verso la cavità carsica”. Da altre verifiche compiute tra agosto e fine ottobre 2011, si presumeva che l’apporto di tali materiali potesse essere riconducibile al periodo tra il 23 giugno e il 1 luglio 2011 (in particolare l’evento temporalesco del 29 giugno). Nel frattempo, la Pronuncia di Compatibilità Ambientale rimaneva sospesa in attesa delle integrazioni richieste ai titolari della cava. Il procedimento veniva riaperto il 24 ottobre 2011 data della seconda riunione della Conferenza dei servizi in cui le Amministrazioni interessate esprimevano i seguenti pareri: Provincia di Lucca: comunicava la richiesta di un incontro con il Proponente e i Tecnici incaricati; ARPAT Dip. Di Lucca: confermava il parere favorevole con prescrizioni, già espresso in sede di precedenti Commissioni tecniche del Nulla Osta; altrettanto faceva il Parco. La Conferenza di servizi sospendeva pertanto il rilascio del parere al fine di acquisire gli ulteriori chiarimenti richiesti dalla Provincia, nonché la necessaria autorizzazione paesaggistica da parte del Comune di Stazzema. In data 16 dicembre 2011, in Conferenza dei servizi, veniva redatto il verbale conclusivo dal quale risultava l’acquisizione da parte del Parco di tutte le prescritte autorizzazioni e pareri in materia ambientale: - autorizzazione paesaggistica; - parere sulle acque meteoriche dilavanti; In data 22 dicembre 2011 a conclusione del procedimento, il Parco rilasciava Pronuncia di Compatibilità Ambientale, nonché Nulla Osta comprensivo dell’autorizzazione al vincolo idrogeologico, relativa alla variante al progetto di coltivazione del sito, secondo le prescrizioni contenute nel seguente programma di gestione ambientale:
1. la ripresa delle lavorazioni potrà avvenire soltanto a seguito della completa risoluzione delle criticità ambientali rilevate ed evidenziate nella nota ARPAT, attestata da una relazione tecnica di dettaglio comprensiva di schemi planimetrici a firma del Proponente (legale rappresentante della ditta) e del Tecnico incaricato, da presentare al Parco e alle Amministrazioni interessate contestualmente alla ripresa delle lavorazioni (la nota ARPAT è contenuta nel Rapporto interdisciplinare, allegato al presente atto); 2. prescrizioni e condizioni contenute nel parere dell’ARPAT contenuto nel Rapporto interdisciplinare, allegato al presente atto; 3. nel caso in cui le coltivazioni portino alla luce una cavità carsica il Proponente dovrà sospendere le lavorazioni in quell’area e darne immediata comunicazione al Parco e agli enti competenti. Inoltre dovranno essere messe in opera tutte le misure necessarie ad evitare che le acque di lavorazione penetrino all’interno delle fratture presenti; 4. in corrispondenza dei luoghi di lavorazione in cui si utilizzi acqua dovrà essere realizzato un idoneo sistema di raccolta e convogliamento della medesima tramite canalette e tubazioni in materiale plastico, al fine di evitare infiltrazioni di marmettola nelle eventuali fratture presenti; 5. Si prescrive il mantenimento, anche nel periodo di minima portata, dello stato idrico delle sorgenti di Mosceta;
RIPRISTINO Nella realizzazione delle attività previste nel piano di ripristino, devono essere effettuate le seguenti operazioni e lavorazioni: 6. nella ripulitura finale delle aree di cava dovranno essere rimossi con estrema cura tutti i materiali e utensili residui delle lavorazioni precedenti (serbatoi dell’acqua, ricoveri provvisori, linee aeree di cantiere e ogni altro materiale metallico e/o plastico);
ULTERIORI PRESCRIZIONI E CONDIZIONI 7. nel cantiere estrattivo dovranno essere conservati materiali oleoassorbenti e sistemi di intervento utili in caso di sversamenti; 8. nel caso in cui lo stato finale presenti diversità da quanto previsto nel progetto in esame, sempre che rientranti nei limiti autorizzati, queste dovranno essere documentate da idonea documentazione descrittiva, grafica e fotografica da trasmettere a questo Parco.
Come si evince dalla ricostruzione sopra fatta, il Parco è stato - permetteteci la sottolineatura - ancora una volta rigoroso e tempestivo (compatibilmente con l’acquisizione dei pareri dovuti dagli altri Enti), sia nell’intervenire che nel rilasciare la Pronuncia di Compatibilità Ambientale, in maniera sollecita e trasparente. A conclusione di questa nota ci preme ricordare quanto, a questo proposito, recentemente la Regione Toscana ha evidenziato in materia di competenza degli enti territoriali: “preordinatamente alla funzione di controllo che sarà svolta dagli enti, ognuno per le proprie competenze, nell’approvare un progetto di coltivazione, il comune deve adottare criteri di tutela per un corretto inserimento ambientale e paesaggistico dell’intervento, prescrivendo, ove ritenuto opportuno, di adottare le migliori pratiche per la progettazione, per la realizzazione degli interventi e per il recupero finale del sito estrattivo.”
Sotto il coordinamento di Giovanni Valentini, giornalista de La Repubblica, sono intervenuti gli On. Edo Ronchi e l'On. Valdo Spini, già Ministri dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Sen. Antonio Dalì, attuale Presidente della 13^ Commissione permanente al Senato della Repubblica, il Sen. Francesco Ferrante, componente della stessa Commissione, ed in rappresentanza della Associazioni Vittorio Cogliati Dezza (Presidente di Legambiente), Stefano Leoni (Presidente WWF Italia), Fulvio Mamone Capria (Presidente LIPU), oltre ai rappresentanti di Italia Nostra, C.A.I. e MareVivo. Conclusioni affidate al Presidente di Federparchi-Europarc Italia, Giampiero Sammuri. Sostanzialmente il giudizio sui 20 anni della Legge è stato positivo e sono emersi con chiarezza, quali sfide del futuro, il ruolo delle Aree Protette nella mitigazione climatica e nel potenziamento della rete ecologica (Edo Ronchi); il rilancio della green economy e il preservare il territorio per evitare il dissesto idrogeologico (Valdo Spini); inserire meglio nel Governo del territorio le autonomie locali e la difesa delle royalty nella modifica in discussione alla 394 (Francesco Ferrante). Interessante anche il rapporto tra costi e benefici portato avanti dall’ Università del Molise dal quale risulta che ogni euro speso nelle Aree Protette ne ha portati 7 di benefici (Prof. Davide Marino). Dalle Associazioni una difesa strenua delle Aree Protette e delle loro competenze soprattutto in materia di paesaggio (attualmente di competenza dei Comuni), ma anche in difesa della biodiversità, senza trascurare l’importante ruolo di valorizzazione del territorio che il sistema dei Parchi italiani ha saputo portare avanti. Al Convegno ha partecipato il nostro Presidente Giuseppe Nardini.
Non solo Parco... anche Geoparco
sotto: la cerimonia di premiazione
altra fotogallery (spettacolo finale a Pruno di Stazzema)
sotto: video
ufficiale della visita - riprese di Giuseppe
Nardini
Come già avevamo annunciato dalle pagine del sito, gli esami non sono mai scontati. Per ottenere il riconoscimento quale European and Global Geopark sotto gli auspici dell’Unesco, la strada è dura e bisogna impegnarsi. Ce lo siamo detti all’infinito nei giorni scorsi: non solo dobbiamo far vedere le bellezze delle nostre Apuane, ma anche dimostrare che, come geoparco, siamo e saremo dei bravi gestori. Pur essendo consapevole che il risultato si potrà cogliere solo dal 16 al 20 settembre in Norvegia alla conferenza europea dei Geoparchi, quindi dopo che la rete ci avrà valutato, consentitemi un grazie di cuore a tutti coloro che hanno voluto e saputo essere dei nostri facendo squadra con noi.
Grazie ai due valutatori: Ilias Valiakos e Martina Paskova ci hanno con la loro correttezza e coscienza del ruolo, con il loro comportamento sempre attentissimo e stimolante, fatto capire ancora di più l’importanza della eventuale appartenenza alla rete.
Grazie, grande-grande, al personale del parco che ha saputo essere attento e preciso come non mai. Non ce la sentiamo in questa sede di fare classifiche. Avendo comunque vissuto in questi giorni insieme a voi tutti, sono consapevole di tutto quello che ciascuno di voi ha dato, dell’impegno profuso e della grande capacità di tutti di lavorare insieme con grande sintonia. Ognuno di voi sa, conoscendomi ormai da anni, che il cuore batte forte, e l’abbraccio finale dopo l’esame della scheda di valutazione, dato ad una di voi che si era sciolta in lacrime, era sì per lei, ma anche per tutti gli altri che hanno lavorato con dedizione al progetto.
Grazie agli amministratori del Parco che sono stati presenti. Non voglio fare classifiche, ma sono, anche in questo caso, consapevole di chi ha dato, di cosa ha dato e soprattutto di quanto ha dato.
Grazie al Comitato Scientifico ed in particolare al suo Presidente.
Grazie alla “politica” (uso questo termine, perché lo usavano i due valutatori). Possiamo dire con orgoglio che ci sono stati e abbiamo sentito la loro presenza e la loro vicinanza. Importantissimi i Sindaci, i Vicesindaci, gli Assessori, i presidenti delle comunità montane, la Vicepresidente della provincia di Lucca, l’assessore all’ambiente della provincia di Massa Carrara, tutti membri della nostra comunità di parco, Il presidente della commissione ambiente e tutela del territorio di Regione Toscana e gli altri consiglieri regionali, presenti in momenti diversi e, ultima ma non ultima, la nostra parlamentare di zona.
Grazie a tutti i nostri stakeholders (portatori di interessi), le rappresentanze degli industriali del marmo, dei nostri centri visita, delle guide del parco, delle strutture di accoglienza certificate, dell’associazione rifugi, dei gestori delle grotte, del centro di educazione ambientale di Vinca, del Museo della pietra piegata e di quello del lavoro di Levigliani, del sistema Corchia Underground e dell’orto botanico di Pian della Fioba. Hanno dimostrato che il parco delle Apuane è un organismo multiforme, poliedrico e soprattutto costituito da persone, da comunità, da cuori pulsanti che producono economia, benessere e anche felicità e bellezza.
Grazie ai paesi di Equi Terme e Levigliani , per la loro accoglienza, per come hanno gestito la presenza dei due illustri ospiti. Doppio grazie al paese di Pruno oltre che per l’ospitalità anche per gli eventi sempre di qualità e all’altezza della situazione.
Grazie ai cittadini che hanno risposto alle domande dei valutatori, anche se presi alla sprovvista.
Grazie a Fratello Francesco e al frate che lo accompagnava per l’immenso messaggio, grazie ai due cantori dello spettacolo finale per la intensa emozione, grazie alla cantante per l’immensa voce, forse l’unica vera professionista, grazie al tecnico del suono e delle luci.
Se riusciremo ad ottenere il riconoscimento entrando nella Rete dei Geoparchi dell’ UNESCO ce lo saremo meritato è sarà la vittoria di un intero territorio.
Il Presidente del Parco delle Alpi Apuane Giuseppe Nardini
Un nuovo documentario sul Parco
Si tratta della prima puntata di una serie di documentari realizzati da "MB productions" e realizzato da "Freetime Communication", con la collaborazione del nostro Ente, dal titolo "Parco delle Alpi Apuane - Terra, natura, Tradizione". Il primo documentario che proponiamo è dedicato agli aspetti naturalistici. Buona visione.
Parco uguale fame, cave uguale pane? Con cadenza quasi annuale compaiono nel Parco scritte di contestazione contro l’istituzione dell’area protetta. Riteniamo tali scritte frutto di poche persone che conservano pregiudizi della prima ora sul Parco. Per chiarire comunque cosa sono i Parchi in Italia, dei quali le Apuane a pieno titolo fanno parte, pubblichiamo i dati nazionali forniti da Federparchi.
Come si vede, se le cave sono state e sono fonte di reddito, oggi anche i numeri dei Parchi sono numeri importanti. Forse sarebbe il caso di contribuire alla valorizzazione del nostro territorio come il Parco cerca di fare senza denigrarlo con scritte e cartelli.
Il Presidente Giuseppe Nardini
Rapaci delle
Alpi Apuane Il nuovo
volume della collana "Guide del Parco"
pubblicato con Pacini editore Pisa
I rapaci, predatori e padroni dell’aria, simbolo di forza e
eleganza, sono elementi preziosi degli ecosistemi per il ruolo che svolgono
di regolazione delle popolazioni oggetto delle loro predazioni.
Il volume si rivolge ad un pubblico vasto:
- 150
fotografie quasi tutte inedite e in gran numero scattate sulle Alpi Apuane; - 4 cartine con 8 itinerari escursionistici nel Parco delle Alpi Apuane;
-
dettagliato glossario dei termini specialistici;
Una guida completa al prezzo di € 13,00
N.B.
soltanto per la presentazione dl 30 ottobre 2010, a Pietrasanta, il volume
sarà posto in vendita ad un prezzo scontato del 50%
(26 ottobre 2010)
Al Parco tutti operai…
Organico inadeguato e poche risorse:
“Italia Oggi” – quotidiano economico di palpabile orientamento politico – ha aperto l’edizione del 21 settembre, con il titolo principale della prima pagina “Tutti generali in Toscana”. Si tratta di una critica diretta alla Regione e al governatore Rossi, focalizzata su due punti principali: un organico composto, oltre il 53% di dirigenti e funzionari di massima categoria, nonché una spesa in crescita per consulenze ed incarichi esterni. L’articolo di Francesco Cerisano tira in ballo anche gli enti regionali dipendenti, il cui costo totale di 155 milioni, viene ritenuto eccessivo e spesso un doppione di strutture regionali, con competenze che si accavallano. In questo spazio, si cita anche il Parco delle Alpi Apuane, che peserebbe per ben 1,4 milioni di euro sul bilancio della Regione Toscana. L’articolo di “Italia Oggi” è il figlio naturale di questi tempi scellerati di attacco diffuso ed indiscriminato alla pubblica amministrazione e dunque incline a raccogliere ed alimentare la vulgata popolare sullo spreco di denaro e sull’inefficienza dei dipendenti di ministeri, regioni, province, comuni, ecc. C’è chi ha già pensato a rispondere e a correggere cifre e considerazioni di Cerisano, raccomandandogli, in futuro, di non far di ogni erba un fascio o, meglio ancora, di saper ben distinguere il grano dal loglio. Nello stesso comparto amministrativo e talvolta nello stesso ente e perfino nello stesso ufficio pubblico, possono convivere casi di eccellenza e di mediocrità; di efficienza e di improduttività; di risparmio virtuoso e di spreco dissennato. Non è con i conti e le riflessioni macroeconomiche che si coglie il vero e si separa ciò che è corretto da ciò che è sbagliato. C’è bisogno di analisi di dettaglio e soprattutto di contestualizzare i dati alle singole e diverse realtà. Prendiamo il caso del Parco delle Alpi Apuane. L’organico effettivo dell’Ente presenta oggi un rapporto ancor più squilibrato di quello della Regione Toscana, tra vertice e base degli Uffici. In particolare, l’insieme dei funzionari di categoria D e dell’unico dirigente raggiunge il 69% del numero totale dei dipendenti. Il perché di questa apparente anomalia è presto detto. Le competenze richieste ad un Parco sono sempre di livello elevato e complesso – si pensi soltanto alle valutazioni d’impatto ambientale, di incidenza, alla gestione forestale e faunistica, alla didattica e all’educazione ambientale, ecc. – per cui viene da sé l’esigenza di ricercare personale laureato e/o specializzato, quindi non collocabile in qualifiche generiche e di base. Per di più al Parco delle Apuane è stato affidato, fin da principio, un territorio vasto come una provincia, ma quando si è poi trattato di discutere su soldi e personale sono rimaste soltanto le briciole inadeguate e conseguenti a più generose e precedenti assegnazioni ad altri enti regionali. E così il più vasto, complesso ed articolato Parco della Toscana – purtroppo nato per ultimo – è quello che vanta il minor numero di dipendenti e di risorse economiche complessive, dovendo per altro distribuire le proprie “truppe” su tre diverse e tra loro distanti sedi operative, entro un territorio montano e di difficile attraversamento. E pertanto, con pochi euro e poche persone, i “generali” delle Apuane devono spesso trasformarsi in “soldati” o, meglio, in uscieri, dattilografi, autisti, telefonisti, collaboratori ed istruttori tecnici ed amministrativi, se non addirittura in operai. Queste figure “diversamente” utili non esistono e quindi sono i “colonnelli” e “generali” a sostituirle, grazie alla loro ampia disponibilità. Volete un esempio di questi ultimi mesi? Prendiamo il trasloco della sede di Massa, che oggi si conclude nei termini di tempo stabiliti. Senza risorse economiche per incarichi esterni e senza manovalanza in organico, poteva rimanere una pia intenzione e un progetto irrealizzabile. Così non è stato perché – nonostante il pubblico ludibrio, fomentato ad arte – esiste ancora una coscienza civica nella pubblica amministrazione, che va oltre i doveri e i compiti assegnati. Il trasloco di mobili e pratiche lo hanno fatto direttamente i dipendenti, anche se non dovevano o potevano rifiutarsi. Lo hanno fatto malgrado gli interventi come quello di “Italia Oggi”, che deprezzano il ruolo della pubblica amministrazione e ne sviliscono l’appartenenza. Perciò, al Parco delle Apuane… “tutti generali” come nella Regione Toscana, ma pure “sottufficiali” e “soldati” e, più di ogni altra cosa,…. “tutti operai”, compreso il sottoscritto.
Antonio Bartelletti
Dal 1° settembre aperta la nuova sede degli uffici di Massa
A partire da mercoledì 1° settembre, gli Uffici di Massa del Parco si sono trasferiti nella nuova sede, in via Simon Musico, n. 8.
“Being Green. Strategie geoculturali integrate per il marmo cipollino” è il titolo della tavola rotonda che si svolgerà a Cardoso (Stazzema) nella mattinata di sabato 26 giugno. In questa occasione verrà presentato il progetto della creazione di un distretto geoculturale che veda nella rimessa in commercio – per progetti di qualità e restauro lapideo – del marmo cipollino l'occasione per proporre una diversa idea di risorsa economica del territorio; una idea di sostenibilità che attraverso l'attuazione di azioni integrate produca turismo, occupazione, cultura. Il rilancio dell'area che interessa Pruno, Volegno e Cardoso viene individuato, iniziando dal recupero dei materiali lapidei giacenti in una cava di Cipollino verde di Pruno e la loro commercializzazione per progetti mirati, nell'applicazione di un modello di filiera territoriale sostenibile integrata dei marmi storici. Tale filiera prevede l'organizzazione di un sistema produttivo su scala locale (sensibile alle fragilità ambientali e conservativo delle identità e dei saperi tradizionali) regolamentato rigidamente ed esclusivamente per questo materiale lapideo di nicchia, con la finalità di promuovere lavorazioni in loco di alta qualità, da articolare con un'offerta turistica articolata (scuola per la lavorazione del marmo cipollino, museo del marmo, caviturismo, tradizioni gastronomiche, ecc.). Interessante in questo progetto, il coinvolgimento fattivo degli abitanti e delle associazioni locali, degli enti pubblici territoriali, di imprese private e associazioni di categoria nei processi decisionali, tenendo conto che l'obiettivo finale è lo sviluppo economico sostenibile del territorio e il miglioramento dell'ambiente e della vita delle popolazioni residenti. Hanno aderito a questo progetto: Regione Toscana, Provincia di Lucca, Comune di Stazzema, Ente Parco Regionale Alpi Apuane, Unione di Comuni Alta Versilia, Opera Pia don Stefano Mazzucchi di Pruno, Associazione I Raggi di Belen, Consorzio Cave Pietra del Cardoso.
scarica qui il programma
definitivo
Concorso fotografico
L'Ente Parco ha bandito un concorso
fotografico sul tema "Geositi delle Alpi Apuane", con scadenza al
30 luglio 2010. È previsto un primo premio di 500 €, un
secondo di 200 €, un terzo di 100 € ed altri riconoscimenti minori per
le posizioni seguenti in graduatoria. Possono partecipare i cittadini
italiani ed europei che abbiano compiuto 18 anni, inviando fino ad un
massimo di tre foto, di adeguata risoluzione, in formato *.jpg o *.tif,
all'indirizzo di posta elettronica
info@apuanegeopark.it vai alla pagina del bando di Concorso Nel giorno del 25° anno del Parco si apre la discussione sul Piano estrattivo
Sabato 6 febbraio, il Parco ha
voluto celebrare la data del Venticinquesimo anno della sua istituzione
con una manifestazione, articolata in due tempi. |