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presentazione della carta geomorfologica del parco delle alpi apuane - seravezza, 5 marzo 2016

 


News
2008

29/12/08 - INCARICHI ESTERNI 1° SEMESTRE 2008
Si pubblicano gli incarichi affidati dell’Ente Parco a consulenti e collaboratori esterni nel 1° semestre 2008, comunicati all’Anagrafe delle Prestazioni, Dipartimento Funzione Pubblica, ai sensi dell’art. 53 del D.Lgs. n. 165/2001”,

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28/11/2008
Habemus Junctam


Il Consiglio direttivo definisce l'assetto dell'organo esecutivo dell'Ente Parco:
Presidente:
Giuseppe Nardini
Vice-Presidente:
Alberto Putamorsi
Vice-Presidente:
Pietro Vecchi
Componente:
Emanuele Guglielmi
Componente: Franco Pucci

Nella stessa seduta, il Consiglio direttivo ha provveduto alla nomina del nuovo Comitato scientifico dell'Ente Parco:
sc. geologiche: Luigi Carmignani
sc. botaniche: Gianni Bedini
sc. zoologiche: Natale E. Baldaccini
sc. agronomiche: Silvio Menghini
sc. forestali: Iacopo Bernetti
sc. ecologiche: Guido Chelazzi
sc. urbanistiche: Roberto G. Pierini


18/11/2008 - Avviso pubblico di mobilità esterna per un posto di categoria "C", profilo "Esperto in Difesa del Suolo"
È stato pubblicato il bando di selezione per dipendenti già in servizio presso amministrazioni pubbliche di qualsiasi comparto, in possesso di requisiti specifici.
Scadenza domande 9 dicembre 2008

leggi l'avviso


18/11/2008 - NARDINI E’ IL NUOVO COORDINATORE DI FEDERPARCHI TOSCANA. Sollecito alla Regione perché si acceleri l’iter della nuova legge su Parchi e aree protette

FIRENZE. Il coordinamento toscano di Federparchi si è riunito martedì in vista del consiglio nazionale che si terrà a Roma il 30 e 31 novembre. Nel corso della riunione fiorentina è stata presa in esame la situazione delle aree protette toscane anche in relazione al quadro nazionale. A margine del confronto si è proceduto all’avvicendamento del coordinatore. Giampiero Sammuri, che negli ultimi anni aveva ricoperto questo ruolo con dedizione e competenza, ha lasciato il posto a Giuseppe Nardini, presidente del Parco delle Apuane. Sammuri è stato ringraziato e lodato per il suo lavoro dai colleghi del direttivo.
Nel corso della seduta è stata espressa da più parti preoccupazione per il quadro nazionale e per i tagli che subirà il settore a seguito della Legge Finanziaria. Non solo. Il coordinamento ha sottolineato l’allungarsi dei tempi per la discussione della nuova legge regionale su parchi e aree protette, “un ritardo che risulta tanto più negativo dal momento che, in questa fase, vengono prese decisioni penalizzanti riguardo al ruolo dei parchi (per esempio in materia paesaggistica) al di fuori e ignorando la nuova legge regionale attualmente in discussione.
Per questo motivo il coordinamento toscano di Federparchi sollecita la giunta regionale e l’assessore ai Parchi affinchè venga presentato al più presto il testo della nuova legge, così da aprire un vasto confronto con le istituzioni, le associazioni, il mondo della cultura. L’auspicio del consiglio toscano di Federparchi e  che si apra una stagione di impegno e coinvolgimento di tutti (dai parchi nazionali alle anpil) per la costruzione di un moderno sistema regionale di aree protette.


04/11/2008 - Record di avvistamenti di "Aquila dei serpenti" sulle Apuane

I Guardiaparco del Parco delle Alpi Apuane hanno partecipato come di consueto al monitoraggio della migrazione autunnale del biancone (Circaetus gallicus), maestoso uccello rapace noto anche come “Aquila dei serpenti” poiché è specializzato nella predazione di questi rettili.
Il campo d’avvistamento, coordinato dall’ornitologo Guido Premuda, è giunto all’undicesimo anno di attività e, quasi a festeggiare il traguardo raggiunto, è stato stabilito il record di bianconi avvistati: più di 900 esemplari diretti a nord lungo le pendici delle Apuane, per raggiungere le zone di svernamento in Africa. La cosa singolare, scoperta in questi anni da Premuda, è che i bianconi migrano in direzione opposta alle altre specie di rapaci in transito, poiché preferiscono veleggiare lungo le coste italiane, francesi e spagnole e poi attraversare lo Stretto di Gibilterra, piuttosto che affrontare la via più breve, ma più pericolosa, del mare aperto a sud della Sicilia. Lo stesso fenomeno, ma in direzione opposta, accade in primavera quando le aquile dei serpenti arrivano nei nostri cieli dal nord e puntano dritti verso i quartieri riproduttivi del centro e sud Italia. La notevole entità del flusso migratorio conferma la primaria importanza del Parco delle Alpi Apuane per la migrazione di questa specie, che qui raggiunge picchi di transito confrontabili con pochi altri posti del mondo. Durante il campo sono state osservate altre specie di rapaci migratori, tra cui diverse aquile minori, nibbi bruni, nibbi reali, falchi pecchiaioli, falchi lodolai, falchi della regina e falchi di palude. Tra le specie stanziali avvistati gheppi, sparvieri, poiane e falchi pellegrini. Di particolare rilievo l’avvistamento di 2 aquile reali e di 1 aquila anatraia maggiore in migrazione, specie mai osservata negli anni precedenti. Il presidente del Parco delle Alpi Apuane, Giuseppe Nardini, esprime un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti al monitoraggio che hanno consentito la raccolta di questi dati di fondamentale rilievo sulla strategia migratoria del biancone.

28/10/2008 - Il Parco presenta il suo centro agricolo e naturalistico della "Bosa"

Si è svolta martedì 28 ottobre a Careggine la presentazione e discussione della proposta progettuale: “La Bosa: centro agricolo-naturalistico d’eccellenza del Parco Regionale delle Alpi Apuane”. Erano presenti, tra gli altri, amministratori comunali e del Parco. L’ambizioso progetto vuol essere il tentativo di far nascere all’interno del Parco - come ha sottolineato il sindaco di Careggine Mario Puppa - una sorta di “Orecchiella” delle Apuane che funzioni, da un lato, come centro di educazione ambientale per gli istituti scolastici, dall’altro come polo di attrattiva di un turismo sostenibile a misura di famiglia. Nei due edifici di proprietà dell’Ente Parco, di cui uno già funzionante, troveranno infatti collocazione: il museo “della castagna e del territorio” e quello di “storia naturale” oltre a specifici spazi destinati alla didattica naturalistica. All’esterno invece, vicino a spazi di coltivazione di varietà locali rare ed in via di estinzione di un’azienda agricola, sorgerà il centro di osservazione degli ungulati che, gestito dal WWF, darà ricovero ad animali in via di riabilitazione e potrà essere visitato. Al termine della presentazione il sindaco di Careggine, dopo aver sottolineato il rapporto di fattiva collaborazione che ha sempre contraddistinto il suo comune e il Parco, ha espresso la sua piena soddisfazione per il progetto presentato ed il lavoro svolto dai tecnici dell’Ente. Bosa, afferma, non appartiene al solo territorio di Careggine ma a tutto il Parco. Anche il Presidente del Parco Nardini ha poi ribadito l’importanza di questo progetto che, in un territorio esteso come le Alpi Apuane, consente di percepire immediatamente la presenza e l’importanza dell’Area protetta: “C’è un Parco che va spesso alla ribalta delle cronache locali, ha detto il Presidente, per questioni marginali e per polemiche sterili; c’è poi il Parco vero, che non appare quasi mai fatto di strutture funzionali e di opportunità turistiche per i visitatori e residenti, questo progetto ne è una dimostrazione”. La mattinata è stata inoltre allietata dall’arrivo dei bambini della scuola elementare di Careggine che, accolti e guidati dal personale del Parco, hanno potuto osservare sia gli animali imbalsamati sistemati nelle teche sia, nello spazio esterno, i primi prodotti della parte coltivata. Un gustoso buffet, a base di prodotti tipici locali e caldarroste, particolarmente gradite ai piccoli ospiti, ha concluso questa giornata fissando la prima pietra per il prosieguo di questo importante progetto

FOTOGALLERY

Le "piane" attigue all'edificio principale

 

la preparazione dei tavoli

Vista esterna dell'edificio principale del Centro

Vista esterna de "La Bosa"

Verso la vallata

Un momento della presentazione del progetto

L'intervento del Sindaco di Careggine Mario Puppa

Il saluto del Presidente del Parco Giuseppe Nardini

L'Architetto del Parco Raffaello Puccini illustra i particolari del progetto

I bimbi della Scuola Primaria di Careggine fanno visita al Centro

Tutti a tavola !

Uno dei tavoli con le prime "produzioni" del Centro

La gara di torte !

La vincitrice della gara di torte, dott. geol. Anna Spazzafumo !


 

20/10/2008 - Il Parco a Economia3


Dal 25 al 28 settembre 2008  la regione Toscana ha organizzato a Prato l’Evento “Economia3”; il Parco delle Alpi Apuane ha partecipato al Seminario “Turismo sostenibile : Fondi strutturali e valorizzazione del territorio” nella sezione dedicata a “Le buone pratiche di turismo sostenibile realizzate con i fondi Docup 2000-2006” ; Dora Bonuccelli, del Servizio “Valorizzazione territoriale”, ha illustrato il Progetto “Il treno dei Parchi”, come riportato nell’articolo dedicato sul sito della Regione Toscana (clicca)
Inoltre, il Parco era presente con pannelli illustrativi  sul recupero e valorizzazione dell’Orto Botanico e il Rifugio di Pian della Fioba nella mostra tenutasi in contemporanea al teatro Magnolfi e nella brochure distribuita per l’occasione

1/10/2008 - Offerta educativa 2008-2009

TRA AMBIENTE E TRADIZIONE: conoscere, sapere e fare

Nella sezione educazione ambientale è possibile trovare informazioni e modulistica dei nostri progetti.
Il modulo di adesione dovrà essere inviato entro il 31 gennaio 2009.
Scarica il depliant illustrativo.

1/10/2008 - Naturolimpiadi 2008
Dipendenti e collaboratori del Parco delle Alpi Apuane hanno partecipato alla 3° Edizione delle “Naturolimpiadi” che si sono svolte al Parco “La Mandria” (TO), ed agli eventi collaterali,  dal 5 al 7  settembre 2008.

Nella foto: Leonardo Rapisarda, Gianfranco Genovesi, Gordon Cavalloni  e Roberto Niccoli,  GuardiaParco a Migliarino-SanRossore.

da Cuneocronaca.it:
Si è appena conclusa al Parco La Mandria la seconda edizione delle “NaturOlimpiadi”, versione estiva del “Trofeo Danilo Re”, competizione sportiva non professionistica fra i dipendenti degli enti di gestione dei parchi europei, che ha avuto notevole eco sulla stampa e sulla televisione piemontese. Le NaturOlimpiadi si sono svolte sabato 6 settembre alla Mandria di Venaria Reale, organizzate dall’Ente di gestione del Parco Regionale omonimo, in occasione dell’anniversario dei 30 anni di istituzione dell’Area Protetta. L’evento sportivo è stato preceduto da un “prologo” a carattere culturale, venerdì 5 settembre, quando si sono svolte, al mattino l’assemblea annuale dell’Associazione Italiana Guardie delle Aree Protette (AIGAP), seguita nel pomeriggio da un interessantissimo seminario sul riconoscimento e tutela delle specie e degli habitat protetti dalla direttiva 92/43/CEE.
La giornata di venerdì è poi proseguita con una cena-degustazione dei prodotti tipici portati dai parchi partecipanti, cui è seguita una escursione notturna a piedi nel Parco della Mandria per osservare i cervi in bramito.
Le competizioni sportive si sono svolte nella giornata di sabato 6 settembre, quando, di buon’ora alle 8.30, è iniziata la gara di mountain bike, con percorso di 21 km vinta da Erik Rolando del Parco Valle Pesio e Tanaro. Successivamente si è svolta la gara podistica su percorso di 7 chilometri con vittoria di Massimo Bellavista del sistema Aree Protette del Lazio, mentre tutto il pomeriggio è stato dedicato alla gara di tiro con la carabina vinta con 10 centri su dieci dalla bravissima Guardaparco Simona Zaghi del Parco Fluviale del Po tratto Torinese, all’interno del cortile della Cascina Vittoria, aperte dall’Assessore Regionale all’Agricoltura Mino Taricco e dalla Presidentessa del Parco La Mandria, Emanuela Guarino. Testimonial della Gara l’ultramaratoneta Marco Olmo che nonostante il terreno a lui avverso, ossia piatto e corto, si è piazzato secondo.
Unico Parco cuneese in gara il Parco naturale Alta Valle Pesio e Tanaro che si è classificato 5°   su trentaquattro squadre e che è stato il primo organizzatore della manifestazione nel 2007.
Alle NaturOlimpiadi si sono presentate più di 30 squadre, rappresentati di varie aree naturali protette, prevalentemente piemontesi, ma anche del Lazio , Alpi Apuane, dei Colli Euganei e addirittura una squadra costituita da dipendenti del Parco della Sierra Espuna, nella Murcia.

1/10/2008 - Erika Stanciu rieletta presidente di Europarc Federation all'unanimità

Si e' conclusa con la rielezione all’unanimita' della presidente Erika Stanciu, l’assemblea generale di Europarc Federation, svoltasi a Poiana Brasov, in Romania. Nel corso dell’incontro, oltre ad approvare il nuovo statuto dell’associazione e a sottoscrivere altri importanti documenti, i delegati hanno rinnovato il Consiglio Direttivo di Europarc, giunto al termine del proprio mandato. Tra gli altri, l’assemblea, alla quale era presente anche il Presidente del Parco delle Alpi Apuane Giuseppe Nardini, ha eletto gli italiani Valter Zago, vicepresidente di Federparchi - Europarc Italia, e Pio Forte, del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con incarico di tesoriere. Gli altri nuovi consiglieri sono Roland Auzins (LV), Presidente della Sezione Baltica di Europarc; Juan del Nido (E), della Junta de Castilla y Leon - Dipartimento Aree Protette; Eberhard Henne (D), Presidente della Sezione Tedesca di Europarc; Gabor Szilagyi (H), Direttore del Parco Nazionale di Hortobagy. Durante i lavori dell’assemblea, e' stata sottolineata la significativa crescita dell’associazione, che nell’ultimo anno ha visto aumentare di circa il 25 per cento il numero degli associati, grazie soprattutto ai 120 Parchi italiani entrati in Europarc “attraverso” la Federparchi che dallo scorso giugno e' divenuta la sezione italiana di Europarc Federation.

1/10/2008 - Censimento popolazione di mufloni

Il 10 e 11 ottobre p.v. i Guardiaparco del Parco Regionale delle Alpi Apuane effettueranno come di consueto il censimento da punti di favore della popolazione di mufloni nell'area delle "Panie" (Apuane Meridionali).
Il conteggio si svolgerà su due ripetizioni consecutive: la prima al tramonto del venerdì e la seconda all'alba del sabato per cui sarà necessario pernottare in quota presso i rifugi CAI "Del Freo" (Mosceta,  Versilia) e "Rossi" (Pania Secca, Garfagnana) o presso il rifugio autogestito Alpe di S. Antonio (quest'ultimo raggiungibile in automobile dalla Garfagnana).
Per i volontari che parteciperanno a titolo personale l'Ente Parco delle Alpi Apuane coprirà parte delle spese di pernottamento e vitto per cui sarà a loro carico una quota forfettaria di 15 Euro da pagare direttamente presso i rifugi CAI, mentre per il rifugio autogestito è necessario  solamente portarsi i viveri da cucinarsi. Chi ha la possibilità di partecipare in missione a spese del proprio Ente è pregato di specificarlo. Sul versante versiliese sono presenti inoltre alcuni punti di osservazione raggiungibili in macchina per cui chi abita vicino e volesse pernottare a casa può chiedere di essere assegnato in quei settori (zona Antro Corchia).

Chi fosse interessato a partecipare è pregato di dare al più presto comunicazione telefonica o a mezzo e-mail specificando la zona dove vorrebbe essere assegnato e se partecipa a spese del proprio ente o come volontario privato ed evidenziando eventuali precedenti esperienze nel settore. Verranno accettati un numero massimo di 30 partecipanti, scelti ad insindacabile giudizio dell'Ente Parco.

Per maggiori infomazioni:
COMANDO GUARDIAPARCO
Parco Regionale delle Alpi Apuane
Via C. Del Greco, 11
55047 Seravezza (LU)
Tel. 0584.758244 -45
Fax 0584.758203
fviviani@parcapuane.it

15/09/2008 - Incarichi esterni 2007
Si pubblicano gli incarichi affidati dall’Ente Parco a consulenti e collaboratori esterni nell’anno 2007, comunicati all’ Anagrafe delle Prestazioni, Dipartimento della Funzione Pubblica, ai sensi dell’art. 53 del Dlgs: 165/2001.

incarichi esterni 1° semestre 2007
incarichi esterni 2° semestre 2007

11/09/2008 - Isola Santa: proseguono gli scavi archeologici
Il Parco collabora con l'Università di Pisa alla valorizzazione del sito



Sono continuati, per la seconda settimana consecutiva, le indagini archeologiche all'Isola Santa (Comune di Careggine), sotto la guida del prof. Carlo Tozzi del Dipartimento di Scienze archeologiche dell'Università degli Studi di Pisa, che si avvale della preziosa collaborazione del dott. Mario Dini di Lucca. 
Il lavoro prosegue quello dello scorso anno e si sviluppa in due cantieri contigui. Da una parte, l'intervento principale sui livelli profondi della sezione di scavo, scoperti nel 1973 ed indagati nel 1976-77, che hanno restituito abbondantissima industria litica del Mesolitico. Dall'altra parte, l'opera di progressiva individuazione di una struttura muraria, forse appartenente ad un edificio medievale, in seguito abbandonato e ricoperto da detriti e suolo agrario.
L'Ente Parco contribuisce alla campagna archeologica dell'Isola Santa, con propri esperti incaricati (Paolo Notini e Silvio Fioravanti), nonché con l'apporto fattivo dell'Ufficio di Direzione e dell'U.O. Ricerca e conservazione, nonché del Comando Guardiaparco e dell'Ufficio Valorizzazione territoriale.
L'intervento del Parco era stato a suo tempo promosso e sostenuto dall'ex Vice-Presidente, Feliciano Ravera.


 

13 settembre 2008 - ore 16,00

Sala Convegni

Terme di S. Carlo

Massa

Cerimonia della premiazione

RELAZIONE

della Presidente del Premio

Poetessa

NEDDA MARIOTTI GIROMELLA

 

INTERVENTI

Prof. LAURA BONFIGLI:

Un ricordo di Enrico Pea nel 50°

anniversario della morte

 

Prof. WALTER FOCHESATO

coordinatore sezioni fiaba

 

PREMIAZIONE DEI VINCITORI

Le poesie saranno lette dall’attrice

CINZIA SBRANA

 

CONSEGNA

Dei premi “Voce delle Apuane”

all’Ambasciatore

CESARE RAGAGLINI

e allo scultore

RENZO MAGGI

 

INTERMEZZO MUSICALE

Del gruppo IPERMODUS:

Arpa celtica: RICCARDO LOCOROTONDO

Percussioni: RICCARDO GIANNICO

Flauti: FILIPPO GIANNICO

 

PRESENTA

SIMONE DOMENICONI

18/08/2008 - APE-Appennino Parco D'Europa
Presentato a Festambiente il nuovo Protocollo “Parchi di Mare e d'Appennino”: verso la Rete dei Parchi delle Montagne tosco-liguri-emiliane-romagnole.

In occasione della XX^ edizione di Festambiente, sabato 9 Agosto a Rispescia, in Maremma, è stato presentato un nuovo e rafforzato protocollo del Progetto Parchi di Mare e d’Appennino che vede estendere le adesioni. Ai Parchi Nazionali Appennino Tosco Emiliano e Cinque Terre e ai Parchi Regionali, Alpi Apuane, Cento Laghi, Frignano e Monte Marcello Magra, aderiranno anche il Parco Nazionale Foreste Casentinesi, il Parco Regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli e Legambiente.
Parchi di Mare e d’Appennino non aumenta solo la quantità dei partner, ma avvia la strutturazione di una vera e prorpia rete 
permanente dei Parchi delle Montagne tosco-liguri-emiliane romagnole, con un programma di lavoro, un Comitato di Pilotaggio e l’istituzione dell’Osservatorio dell’Appennino Settentrionale che sarà ospitato dal Parco Nazionale delle Cinque Terre e animato da Legambiente.
Il mare, la montagna e l'esperienza dei Parchi quali strumenti non solo di conservazione ma anche di riscatto culturale economico e sociale di aree segnate da secoli di marginalità. Questo in breve il 
cuore tematico dell’incontro promosso da Legambiente nello spazio dibattiti di Festambiente, per offrire un confronto sulle azioni e le strategie attuate dai parchi, nuovi protagonisti dello sviluppo sostenibile delle comunità locali.

L’appuntamento, coordinato da Matteo Tollini Responsabile Appennino Settentrionale di Legambiente, ha visto la partecipazione di Marco Betti, Assessore Difesa del Suolo e del Servizio Idrico Regione Toscana; Luigi Sacchini, Presidente del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi; Giuseppe Vignali, Direttore del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano; Giuseppe Nardini, Presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane; Carlo Galletti, rappresentante del Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli; Luca Natale, Responsabile Comunicazione del  Parco Nazionale delle Cinque Terre; Antonio Nicoletti Responsabile Nazionale Parchi Legambiente. Si è 
concentrato sul racconto dell'esperienza e dell'evoluzione del progetto “Parchi di Mare e d'Appennino”, un accordo volontario che 
affonda le sue radici nel progetto APE, Appennino Parco d'Europa, ideato e realizzato nel 1995 da Legambiente e Regione Abruzzo per rilanciare la centralità dell'Appennino, visto non più come barriera 
ma come elemento di traino per un’economia attenta all’ambiente e 
alle risorse identitarie fondamentali.

“I Progetti Pilota di APE hanno dato vita ad azioni di sviluppo sostenibile - ha sottolineato Antonio Nicoletti Responsabile 
Nazionale Parchi di Legambiente - portate avanti individuando nel sistema composto dalle aree protette il soggetto più adatto per promuovere una nuova dinamicità dell’Appennino, che oggi potrà essere sostenuta dalla rete di Parchi di Mare e d’Appennino." “Per animare questa rete – continua Nicoletti - Legambiente farà partire 
il ‘numero zero’ della nuova campagna nazionale “La Carovana degli Appennini” proprio nell’Appennino Settentrionale ed in 
particolare nel versante toscano, anche grazie al sostegno che ci ha assicurato l’Assessore Regionale Betti”.

11/08/2008 - INAUGURATO IL PERCORSO ATTREZZATO ALLE MINIERE DI LEVIGLIANI
Cerimonia familiare e paesana quella di ieri mattina, alle ore 10, per la riapertura del percorso attrezzato alle Miniere dell'Argento vivo di Levigliani di Stazzema. Già inaugurate provvisoriamente lo scorso 1° giugno - all'interno del programma della giornata conclusiva della Settimana 2008 di "Toscana Underground" - hanno richiesto ulteriori interventi di messa in sicurezza, terminati da pochissimi giorni.
Il sito viene così a completare l'offerta di fruizione turistica "sotterranea" dell'area del Monte Corchia ed aggiunge un elemento importante al "Sistema archeominerario delle Alpi Apuane".
Alla riapertura delle miniere erano presenti, tra gli altri, il Presidente del Parco, Giuseppe Nardini, il Vice-Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, nonché  il Presidente della Beni Comuni di Levigliani, Alberto Vannucci, che ha tagliato il nastro tricolore.

05/08/2008 - GIUSEPPE NARDINI CONFERMATO PRESIDENTE DEL PARCO, GRANDI NOVITA' NEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Con decreto n. 12 di ieri, 4 agosto, il Presidente del Consiglio Regionale, On.le Riccardo Nencini, ha decretato le nomine degli organi del Parco, che rimarranno in carica, per quattro anni, fino all'agosto del 2012.
Per la Presidenza dell'Ente, viene confermato Giuseppe Nardini.
Grandi novità invece, nella composizione del Consiglio direttivo, con scelte che - per la prima volta - risultano diverse dall'orientamento maggioritario della Comunità del Parco, espresso in sede di designazione dei candidati. In effetti, i sette rappresentanti degli enti locali, sono: Emanuele Guglielmi, Daniele Giuseppe Marchetti, Marco Musoni, Franco Pucci, Alberto Putamorsi, Vittorio Torre e Pietro Vecchi. 
Relativamente ai membri di competenza del Consiglio Regionale, faranno parte del Consiglio direttivo del Parco, per la maggioranza, Armando Della Pina e, per la minoranza, Bruno Battini.
Completano la composizione del Consiglio direttivo i tre rappresentanti delle associazioni "ambientaliste" e del mondo scientifico. La scelta è qui caduta su Emanuele Bertocchi (Terranostra Toscana), Riccardo Forfori (Associazione ambiente e/è vita), nonché Giuseppe Ottria (C.N.R.).

18/07/2008 - LA COMUNITÀ DEL PARCO HA DESIGNATO I PROPRI RAPPRESENTANTI PER I NUOVI ORGANI DEL PARCO
Fumata bianca, questa mattina, per le designazioni di competenza della Comunità del Parco. La legge e lo statuto attribuiscono ai rappresentanti degli enti locali il potere di indicare una terna di nomi, tra i quali la Regione Toscana sceglierà il nuovo Presidente del Parco. In questa rosa ristretta sono andati a finire Antonelli, Nardini e Sacchetti.
Simile procedura è prevista per il Consiglio direttivo, in cui la lista dei designati raggiunge il numero di 14, mentre la metà (sette) saranno poi scelti in sede regionale. La Comunità del Parco ha inserito nella rosa dei papabili (in ordine di quote di preferenza): Guglielmi, Musoni, Pucci, Torre, Putamorsi, Ravera, Vecchi, Marchetti, Sacchetti, Bertolucci, Ulivi, Pifferi, Puppa, Collecchia.

16/07/2008 - SALVATE, PER ORA, LE VACCHE DEL PUNTATO
Grazie all'interessamento della famiglia Tavoni, che gestisce i rifugi "il Robbio" e "la Quiete" del Puntato, è stata trovata una accoglienza provvisoria alle due vacche superstiti della mandria brada del Retrocorchia. Ricoverate nella stalla alle pendici del Freddone, le due bestie non hanno così seguito la sorte del toro, capobranco, abbattuto con metodo eutanasico, in esecuzione dell'ordinanza del Sindaco di Stazzema n. 48/2008.
Il nostro accorato appello per salvare la vita alle due vacche rendene è stato dunque raccolto, soprattutto per la grande disponibilità della famiglia Tavoni e per il continuo prodigarsi del Comando Guardiaparco e del tecnico responsabile delle attività agro-silvo-pastorali dell'Ente Parco, Gianfranco Genovesi. A ciò va aggiunta la sensibilità dimostrata dal servizio veterinario dell'ASL 12 Versilia.
Nonostante questo significativo passo in avanti, il problema non è ancora del tutto risolto. Il Parco ha già messo a disposizione risorse, umane ed economiche, per aiutare i Tavoni nella difficile gestione dei bovini. C'è però bisogno che il Comune di Stazzema - di fatto proprietario di ogni capo di bestiame abbandonato - compia tutti gli atti formali per il passaggio definitivo di questi animali agli attuali custodi.

11/07/2008 - L'ULTIMO TORO DEL PUNTATO

Oggi è il giorno estremo per l’ultimo toro del Puntato. Pur giovane non riesce più a sollevarsi e verrà dunque abbattuto, ormai inabile e cosa di nessuno. Con lui forse finirà presto ciò che resta della mandria della Vincenzina Vagli dell’Isola Santa: una vitella e una vacca più anziana.
Alla fine degli anni Settanta, più di quaranta bovini vivevano ancora bradi nei coltivi abbandonati, nei pascoli e nei boschi del Retrocorchia. Poco tempo prima, la Vincè li aveva lasciati liberi di vagare e di riprodursi in quel fazzoletto di alpeggio, che gira tutto intorno all’oratorio della SS. Trinità. Non avevano né stalla, né uomini a governarli. Ben presto avevano imparato a brucare l’erba nei chiari tra la neve, che a lungo riveste quei fianchi di monte. In fretta, erano riusciti a conoscere i luoghi nascosti tra i faggi e a scovare l’acqua sottoterra, quando il sole d’estate arde le pietre e secca il paléo. D’incanto, tra il Freddone e il Col di Favilla, risuonava il fiero istinto dell’Uro, in quell’unico toro che dominava geloso il proprio harem, fino al punto di uccidere, uno ad uno, i giovani maschi rivali. Nero più dei cugini di Spagna, la fantasia popolare, negli anni di piombo, gli aveva imposto “Almirante” come nome.
Quei bovini però un nemico lo hanno sempre avuto: la stupidità e la cattiveria degli uomini. Di sicuro, l’ignoranza alberga nella mente di chi tende trappole mortali per qualche chilo di carne, senza più la fame che giustifichi il mezzo.
Insidiati e lentamente decimati, gli animali del Puntato avevano già corso il pericolo di estinguersi, sul finire dello scorso secolo, nei giorni in cui la Vincè, padrona della loro fuga dal mondo, li precedeva sulla strada verso i campi elisi.
Nessuno aveva mai mosso un dito per salvarli. Rimanevano gli scritti, nei Quaderni d’Ontignano, a vagheggiare il prezioso genoma di una razza, ora nuova ora antica, mosaico di incroci casuali e corsari, così da renderla unica ed irripetibile. 
Erano gli stessi giorni in cui il Parco si interrogava sul che fare. Nessun obbligo correva. Erano e rimanevano animali domestici rinselvatichiti, anche se ormai parte del paesaggio del Retrocorchia.
Il nostro Gianni Genovesi prese a cuore la cosa. Capì il fenotipo e la somiglianza stretta con la razza Rendena. Dalla stessa valle del Trentino fece arrivare due vitelle sane e robuste, ancora con l’odore carnale del trifoglio alpino dei pascoli di Pinzolo.
Al Puntato le fece accostare, piano piano, al toro svagato e stanco della Vincè, figlio superstite del più grande Almirante. Bastarono pochi giorni e il miracolo si compì. Quel flusso intenso di geni apuani scorreva già nel grembo delle vitelle Rendene.
Le bestie, gravide, furono poi condotte a Pian di Lago, dalla famiglia Guglielmi, che le accolse benevola nella propria grande stalla. Da sette anni continuano a riprodursi e i sette bovini di oggi tramandano, nei loro cromosomi, i caratteri e la memoria della mandria della Vincè.
Rimaneva ancora in vita il piccolo gruppo brado del Puntato. La speranza di vederlo rifiorire era tutta affidata alla nascita, pochi anni fa, di un torello agile e forte, come mai visto prima.
Il Parco non aveva nessun obbligo verso questi bovini abbandonati a se stessi, soprattutto dopo aver conservato il loro genoma con le vitelle di Pian di Lago.
Tuttavia, l’amore per gli animali è così forte che talvolta supera il dovere d’ufficio. E allora quante volte, i Guardiaparco sono saliti al Puntato per controllare quel piccolo gruppo, per aiutarlo negli inverni più lunghi a superare le ultime più dure settimane, ancora di gelo e di neve, prima del rinverdire di erbe e di foglie. E poi, purtroppo, veniva sempre il tempo del recupero delle bestie morte o del soccorso di quelle malate.
La malattia è un ponte tra la vita e la morte che il destino ti getta di fronte all’improvviso. E così oggi è stato per l’ultimo giovane toro del Puntato, nero anch’esso ma meno fortunato del nonno Almirante. 
La scienza non può più nulla e ai malati terminali, non umani, concede il raro privilegio dell’eutanasia.
La sorte del giovane toro, oggi segnata, rischia di essere fatale anche per la vitella e la vacca più anziana. Come al tempo degli Imperatori cinesi, di dinastie lontane, la morte del loro signore padrone si portava dietro inevitabilmente lo sterminio di mogli e concubine. 
Non è qui però la consuetudine regale, né forse la sostanza di una strana legge.
Ci dicono che nessun bovino può vivere libero nei pascoli, senza più controlli e senza un tutore. La situazione sarebbe così grave da mettere in serio pericolo - almeno formale -  gli allevamenti lucchesi. La burocrazia europea, senza certificati e carta bollata, teme i gruppi incontrollati come potenziali vettori di malattie, tra cui forse la brucellosi o la tubercolosi.
Per fortuna c’è ancora un piccolo spiraglio che può evitare la mannaia dell’ordinanza sanitaria: qualcuno adotti e si prenda cura delle due vacche del Puntato. Almeno della più giovane – la Vincenzina – che porta un nome che è segno di speranza…

Antonio Bartelletti
Direttore dell’Ente Parco Regionale delle Alpi Apuane

15/06/2008 - IL PARCO ARCHEOLOGICO È MORTO!… VIVA IL SISTEMA ARCHEO-MINERARIO!...


ex riparo di cave Sordola, foto Franco

Il Parco archeologico delle Alpi Apuane – purtroppo – è morto e sepolto! E numerosi sono i mandanti, gli esecutori e i complici dell’assassinio di una creatura soppressa ancora inerme nella culla. La lista delle persone coinvolte si compone anche di nomi famosi, perfino di Ministri e Sottosegretari, ugualmente distribuiti nel centro-destra e nel centro-sinistra, sia nelle strutture centrali che periferiche dello Stato. 
Oggi, non ha alcun senso un dibattito sulla necessità o meno del Parco archeologico. Sarebbe tempo inutilmente sprecato in discussioni dal sapore ormai teorico ed accademico. L’occasione andava subito colta nel 2001, al momento in cui si è presentata, passando sopra alle imperfezioni e alle incertezze che il progetto si portava inevitabilmente dietro...
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Antonio Bartelletti
Direttore dell’Ente Parco Regionale delle Alpi Apuane

11/06/2008 - WORKSHOP SU BIODIVERSITA' E RETE NATURA 2000
lunedì 16-martedì 17 giugno A VAGLI SOTTO
In collaborazione con la Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli), è stato organizzato un workshop di aggiornamento e formazione su biodiversità, conservazione della natura ed educazione ambientale, con specifico riferimento ai siti di Natura 2000. Il workshop - riferito ai Responsabili e ai Direttori di Oasi e Riserve Lipu - avrà luogo presso l'Hotel delle Alpi a Vagli di Sotto, a partire dalla mattina di lunedì 16, a proseguire fino al pomeriggio di martedì 17 giugno pp.vv. Durante le giornate di corso è prevista un'escursione con esercitazioni (raccolta dati, transetti, punti di ascolto, mappaggio), presso la Riserva integrale del Monte Roccandagia (Oasi Lipu di Campocatino).

02/06/2008 - UNA GRANDE FESTA DI GENTE CONCLUDE A Stazzema LA Settimana 2008 di toscana underground

Il risultato è andato al di là delle più rosee previsioni, nonostante gli imprevisti organizzativi e le incertezze del tempo. Un pubblico numeroso di visitatori attenti e motivati ha partecipato, nel Comune di Stazzema, alle due giornate conclusive della Settimana 2008 di Toscana Underground.
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28/05/2008 - IL PARCO INAUGURA IL SUO PRIMO MUSEO NELLA SETTIMANA 2008 DI TOSCANA UNDERGROUND

Tra Parco e marmo il dissidio è solo apparente. In realtà tra i due c’è un amore tormentato, ma profondo, che va al di là dei piccoli alterchi del quotidiano. Il Parco è così innamorato del marmo che, a questo amante incostante, ha perfino dedicato un Museo, di prossima apertura. L’appuntamento è a Levigliani di Stazzema, alle ore 11 di sabato 31 maggio, per godere tutti del nuovo e piccolo gioiello, così amorevolmente donato. 
Il Parco lo ha chiamato Museo della Pietra piegata, prendendo a prestito il nome da un conosciuto lavoro di Costantino Paolicchi del 1981. Anche il Museo celebra quella parte delle Alpi Apuane, dove da secoli gli uomini conoscono il segreto di “piegare”, a loro genio, la “pietra” più nobile e pura che vi affiora: il marmo, appunto.
Il cadeau non è effimero, ma prima di tutto utile, poiché vuole sempre ricordare, al proprio amante, quale lunga e gloriosa storia si porta dietro, spesso distante anni luce da recenti cadute di dignità e di stile.
L’amore non è sempre cieco e stupido, quando ha la forza di indicare la migliore della strade per riscattarsi e tornare quelli di un tempo. Il Parco lo ha fatto, ricordando al marmo la qualità positiva del lavoro umano, con il suo aggiungere valore alla grezza materia. Nel Museo si conservano produzioni esemplari e testimonianze talvolta uniche di usi di qualità e dunque durevoli di una risorsa non rinnovabile come il marmo.
Il Museo, nel piccolo, tramanda il senso del “bello” attraverso antichi manufatti, pensati e preziosi, che sono riusciti a stabilire un rispetto assoluto verso la materia: in passato massimamente lavorata nelle quantità giustamente estratte.

04/04/2008 - Le proposte dELL'AIGAP ai candidati premier
L'AIGAP, Associazione Italiana Guardie dei Parchi e delle Aree Protette, ha inviato ai candidati delle imminenti elezioni politiche un appello con alcune importanti proposte da attuare nella prossima legislatura.
Di seguito sono riportati i tre punti cardine su cui si ritiene necessario un rapido intervento del futuro Governo.
QUALIFICHE E UNIFORMITA' DEL PERSONALE DI SORVEGLIANZA DEI PARCHI E' necessario un provvedimento legislativo nazionale che prenda atto delle diverse ma diffuse realtà costituitesi in questi anni nelle Aree Protette Regionali e Nazionali riconoscendo la qualifica professionale del Guardiaparco stabilendo alcune prerogative comuni nonché il riconoscimento pieno delle qualifiche di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza al fine di espletare al meglio le caratteristiche attività di controllo e intervento sul territorio.
RISORSE PER GLI ENTI PARCO E PER LE DOTAZIONI ORGANICHE I Parchi naturali sono una realtà consolidata ormai a livello internazionale e in particolar modo a livello europeo. Per fare sì che l'Italia esca da una sua fase ancora immatura nel campo del sistema delle Aree Protette è necessario che gli Enti Parco vengano messi in condizione di operare fattivamente per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali. In particolar modo riteniamo fondamentale liberare risorse o quantomeno prevedere delle deroghe in Finanziaria per l'assunzione di personale, soprattutto di vigilanza, anche nelle Aree Protette regionali che molto spesso risultano estremamente carenti o addirittura completamente sprovviste di un proprio servizio di sorveglianza.
SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO: MEZZI E RISORSE PER LA PROTEZIONE CIVILE
Le Aree Protette, proprio nell'ambito delle loro finalità di tutela e conservazione del territorio, svolgono un importantissimo servizio di Protezione Civile sia attraverso il proprio personale tecnico che attraverso i Guardiaparco soprattutto, ma non solo, nell'ambito degli incendi boschivi. La scorsa stagione estiva portando alla ribalta nazionale l'estrema gravità del fenomeno ha visto l'impegno di centinaia di Guardiaparco che si sono trovati ad operare spesso con mezzi limitati e talvolta con problemi legati alla competenza territoriale. E' necessario utilizzare al meglio il servizio già espletato dai Guardiaparco italiani fornendo gli Enti di Gestione delle Aree Protette di mezzi e risorse idonei per operare efficacemente nei casi di incendi o calamità naturali e per ampliare al massimo la possibilità d'intervento degli operatori dei Parchi.

Dott. Gordon Cavalloni
AIGAP (Associazione Italiana Guardie dei Parchi e delle Aree Protette) Presidente Nazionale c/o Parco Regionale delle Alpi Apuane Via C. Del Greco, 11
55047 Seravezza (LU)
Tel. 0584.758244
Fax 0584.758203

14/03/08 - Comunicato stampa - RIPARTE L’ANTRO DEL CORCHIA CON TOSCANA UNDERGROUND
L’Antro del Corchia è pronto a ripartire, voltando pagina, dopo tre anni difficili e, purtroppo, un calo costante di presenze. Nuovi amministratori e la prospettiva dell’entrata di nuovi soci, da ricercare nel mondo bancario, per una forma societaria da rivedere, sono elementi non solo di novità, ma pure garanzia di mutamento di volontà e di azione. C’è poi la conclusione dei lavori sulla strada di collegamento alla grotta turistica – ad opera del Comune di Stazzema – per garantire ulteriore sicurezza nel trasporto dei visitatori e maggiore tranquillità ai turisti.
L’apertura del 2008 dell’Antro del Corchia è prevista per il ponte del prossimo 25 aprile, a proseguire, in modo ordinario, lungo tutto l’arco dell’anno, fino ai mesi invernali.
Il rilancio dell’attività dell’Antro del Corchia passa anche attraverso iniziative collaterali di promozione e valorizzazione di questa meravigliosa risorsa ambientale e turistica. Proprio oggi, il Parco Regionale delle Alpi Apuane ha colto l’opportunità, presso la Regione Toscana, di far svolgere a Levigliani, l’evento principale e conclusivo della “Settimana Underground”, che avrà luogo a fine maggio. In tutta la Toscana, i 24 siti che partecipano al sistema “Toscana Underground” – con le loro grotte, miniere, ipogei archeologici, bottini e acquedotti – stanno organizzando, per i giorni della “Settimana”, manifestazioni straordinarie di visita turistica e di approfondimento culturale sul mondo sotterraneo. Il tutto si concluderà, tra sabato 31 maggio e domenica 1° giugno, a Levigliani e all’Antro del Corchia, dove si concentreranno iniziative promozionali e l’attenzione dei media.

13/03/2008 - TELE P@B - Comune di Fabbriche di Vallico
L’amministrazione del Comune di Fabbriche di Vallico, nell’ambito del progetto di E-democracy TELE_P@B, ha promosso un importante incontro, come descritto nell’unita lettera che è stata trasmessa a tutte le famiglie residenti nel Comune di Fabbriche di Vallico, che si terrà presso la sede del Comune
sabato 15 marzo 2008 a partire dalle ore 10.

scarica il programma

07/03/2008 - ATTIVITA' TRADUZIONI
Si pubblica l’elenco per l’affidamento di incarichi esterni per l’attività di traduzione in lingua inglese, francese e tedesca, predisposto a seguito dell’esame dei curriculum presentati.
Si precisa che trattasi di semplice elenco alfabetico e non di graduatoria.

INGLESE

BALDERI Lorena

BARSANTI Caterina

BRICCA Annarita

CANTARELLI Silvia

CATARSI Beatrice

DE LUCIA Stefania

MEACCI Federica

TENORINI Laura

VANNI Enrica

FRANCESE

SILVESTRI Laura

TENORINI Laura

VANNI Fatima

TEDESCO

BARSANTI Caterina

CANTARELLI Silvia

CATARSI Beatrice

DE LUCIA Stefania

SILVESTRI Laura

VANNI Enrica

07/03/2008 - Le proposte di Federparchi ai candidati premier
Le proposte di Federparchi ai candidati premier In un documento di proposte indirizzato ai possibili presidenti del Consiglio, la Federazione esprime la sua idea di un'Italia moderna e consapevole del proprio valore.
Un programma di governo che attribuisca centralità alla conservazione delle risorse naturali del Paese, che punti con decisione verso strategie di sviluppo sostenibili e rispettose dell'ambiente, che affronti con consapevolezza e senso pratico le conseguenze ormai inevitabili del cambiamento climatico in atto. Sono queste, in sintesi, le osservazioni presentate da Federparchi ai candidati alla
presidenza del Consiglio dei ministri, ai quali la Federazione ha indirizzato un documento con alcune proposte per la prossima legislatura.
Per cominciare, l'aggiornamento dell'articolo 9 della Costituzione, con l'aggiunta della natura fra i valori costituzionalmente protetti dalla Repubblica, sarebbe un gesto di grande valore, concreto e allo stesso tempo denso di significati simbolici, da cui potrebbero
discendere molti provvedimenti altrettanto importanti. Come la definizione di una Rete ecologica in cui i parchi rappresentino i nodi di un fitto intreccio di zone umide, corridoi ecologici e tracciati fluviali, ad esempio. Oppure l'adozione di una Legge quadro sulla biodiversità, o ancora la definizione di Accordi di programma per la
gestione territoriale e ambientale dei grandi sistemi geografici italiani: le Alpi, l'Appennino, il bacino del Po, le coste e le isole.

In questo processo di ammodernamento della gestione ambientale del Paese, i parchi, forti dell'impegno professionale dei loro amministratori, delle buone pratiche già messe a punto e della loro capacità di generare consenso, costituiscono una risorsa essenziale a servizio dell'intero "sistema Italia". È con questa precisa
consapevolezza che la Federparchi chiede al futuro governo di impegnarsi a riformare gli Enti gestori delle aree protette terrestri
e marine, aumentandone l'efficienza e il grado di autonomia, semplificando la procedura di nomina dei presidenti, migliorando le piante organiche e la dotazione finanziaria a loro disposizione.
Interventi, questi, misurati sulle necessità e le ambizioni di un Paese moderno, consapevole delle proprie ricchezze, delle potenzialità che può esprimere e del dovere morale di assicurarle anche alle
generazioni future.

Il documento sintetico con le proposte di Federparchi ai candidati
premier può essere scaricato da questo collegamento:

http://www.parks.it/federparchi/pdf/
politiche_2008_proposte_federparchi.pdf

28/02/08 - LE OSSERVAZIONI DI LEGAMBIENTE AL PIANO DEL PARCO DELLE APUANE.
Legambiente punta al rafforzamento del ruolo del Parco delle Alpi
apuane sul territorio. Monito agli Enti locali ed alla regione ad avvalersi delle competenze del parco in materia di pianificazione e all'adeguamento del piano alla recente normativa in materia di biodiversità.
Le osservazionei di Legambiente al Piano del Parco Regionale delle Alpi
Apuane: basta tagli, il perimetro e' gia' tutto un compromesso, i confini naturali
vanno ampliati e restituite al Parco le aree di cava. La Regione e gli enti locali devono sostenere il Parco come regista dello
Sviluppo Sostenibile delle Alpi Apuane.
Legambiente ha presentato le osservazioni al Piano del Parco Regionale delle Alpi Apuane con una premessa generale molto critica, ribadendo il proprio profondo dissenso per l'adozione di un Piano 'mutilato' dal Consiglio Regionale - e su pressione degli Enti Locali della Comunità di Parco - dalla disciplina e quindi dalla competenza delle aree estrattive, sollevando dubbi addirittura sulle legittimità del Piano.
Le osservazioni di Legambiente, in netta controtendenza rispetto alle posizioni di Associazioni venatorie ed Enti Locali, chiedono l'ampiamento del Parco per alcune aree naturali rimaste fuori e l'inclusione dei borghi di montagna all'interno dei confini.
La terza osservazione critica di Legambiente riguarda la tutela della
biodiversita': il Piano, ormai datato a diversi anni fa, non considera le piu' recenti normative regionali ed europee sulla tutela della diversita' ecologica e, per Legambiente, va assoltamente aggiornato in quanto settore di fondamentale importanza per la missione istituzionale di un Parco naturale.
Ma Legambiente lancia anche un netto richiamo alle Istituzioni regionali e locali.
"Dopo anni di gestazione - dichiara Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente - mediazioni, ripetute riduzioni dei confini e addirittura lo stralcio delle cave, il Piano del Parco delle
Alpi Apuane va sostenuto e implementato invece di impallinarlo sotto un tiro
incrociato. La Regione e la Comunita' del Parco hanno il dovere istituzionale e politico di sostenere un Ente voluto con Legge Regionale, rilanciandone il ruolo di regia di uno sviluppo delle Alpi Apuane
ecologicamente e socialmente sostenibile."

20/02/2008: AGLI ENTI PUBBLICI ALTRI SESSANTA GIORNI PER OSSERVARE IL PIANO PER IL PARCO
Il Consiglio direttivo ha approvato il raddoppio dei tempi per la presentazione delle osservazioni al Piano per il Parco. Pertanto, sono stati concessi altri sessanta giorni a favore di Comuni e Province, in prosecuzione del periodo già accordato ad ognuno di essi, il cui inizio e termine è diverso da caso a caso, poiché dipendente dal giorno di effettivo ricevimento del Piano.
È stata dunque accolta una richiesta deliberata la scorsa settimana dalla Comunità di Parco che – su proposta del Direttore Bartelletti e subito accolta dal Presidente Nardini – ha come principale obiettivo l’ulteriore possibilità offerta ai soggetti pubblici di eseguire più approfonditi confronti e verifiche di compatibilità, nel dettaglio, tra gli elaborati del Piano per il Parco e le norme e le tavole dei Piani territoriali di coordinamento, dei Piani strutturali e dei Regolamenti urbanistici.
Riguardo a notizie imprecise apparse di recente sulle cronache locali, si informa che l’attuale superficie protetta del Parco delle Alpi Apuane assomma a 20.598 ettari, provvisoriamente ridotti a 17.610 con la derubricazione di aree per il temporaneo esercizio dell’attività venatoria, mentre il Piano per il Parco ha proposto un nuovo perimetro di 23.525 ettari. Si tratta dunque di un aumento del 14,5%, con distribuzione pressoché omogenea nelle varie aree geografiche (+16,3% in Provincia di Lucca; +12,5% in Provincia di Massa).
Il Piano per il Parco poi, non introduce “vincoli stretti” che impediscono il recupero di case isolate (l’insediamento sparso). Anzi, le azioni di riqualificazione e riuso del patrimonio edilizio, soprattutto se di valore storico-ambientale, sono particolarmente sostenute, con direttive ai comuni per favorire i cittadini in questa opera meritoria. Inoltre, i paesi e i borghi (l’insediamento accentrato) non rientrano neppure nell’area protetta e dunque non sono stati presi in considerazione dal Piano. Altra notizia fantasiosa e priva di fondamento è quella che legherebbe il recupero dei fabbricati all’obbligo di intervenire sull’ettaro di terreno intorno agli stessi edifici.
Neppure il taglio dei boschi, su iniziativa delle Comunità Montana e dei cittadini, è impedito dal Piano, come dimostra l’attività ultradecennale di autorizzazione degli Uffici dell’Ente Parco. Farebbero eccezione soltanto 1.141 ettari di superficie (appena il 4,8% del totale), in cui il Piano propone di istituire “riserve integrali”, che in effetti limiterebbero questa attività, stante il prioritario obiettivo della conservazione naturalistica. Va detto però che meno di un quarto di questa superficie, a stretta protezione, è coperta da boschi, per cui il problema – se esiste – è di limitatissimo impatto territoriale e – se non tollerabile – sempre risolvibile con una modifica della zonizzazione interna della proposta di Piano.

18/02/08 - Decreto del Presidente del Parco - Affidamento all’Avvocatura Regionale dell’incarico di rappresentanza, patrocinio e assistenza in giudizio dell’Ente Parco Regionale delle Alpi Apuane

Con tale atto il Presidente affida la rappresentanza e la difesa degli interessi dell’Ente Parco Regionale delle Alpi Apuane all’Avvocatura Regionale, nel procedimento pendente dinanzi al TAR Toscana promosso da Vagli Turistica s.r.l., notificato il 10.12.2007, per l’annullamento della delibera del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Alpi Apuane n. 33 del 11.09.2007, avente ad oggetto “Atto generale di indirizzo per gli uffici tecnici – integrazione in merito alle attività di asportazione dei ravaneti”

Scarica il documento

07/02/08 - Comunicazione alle Guide del Parco
L’Ente Parco Regionale delle Alpi Apuane nel dicembre scorso ha approvato la nuova Struttura Organizzativa degli Uffici e dei Servizi. In particolare l’U.O.C. “Attività culturali e turistiche” è stata accorpata all’U.O.C. “Valorizzazione territoriale” trasferendo a quest’ ultima anche l’attività del servizio delle Guide del Parco. Siccome è necessario un breve periodo di tempo per organizzare la struttura e trovare un giusto assetto è stato deciso di far slittare al 31 marzo 2008 l’invio della disponibilità delle Guide ad esercitare l’attività per l’anno 2008.
Si sottolinea che tale proroga ha valore solo per l’anno in corso e non modifica il Regolamento delle attività della “Guida del Parco delle Alpi Apuane” al quale le Guide sono tenute a fare riferimento.

In allegato:
Regolamento delle attività della “Guida del Parco delle Alpi Apuane”
Modulo di attivazione 2008

29/01/08 - IL PARCO NON CONDIVIDE
LA VERIFICA DEMANIALE SU TERRINCA
Il Parco delle Alpi Apuane si è opposto alle conclusioni di una Verifica demaniale condotta nella frazione di Terrinca di Stazzema, poiché “tecnicamente” sbagliate e soprattutto pericolose per le ripercussioni che potrebbero indurre su altri analoghi procedimenti in corso.
L’opposizione sta sia nel metodo che nel merito della questione. Basterebbe ricordare che la legge istitutiva del Parco riconosce allo stesso ente una specifica competenza amministrativa in materia di “usi civici”. Nonostante ciò, nessuna informazione e nessun contatto è stato preso con il Parco, né prima, né durante lo svolgimento delle operazioni di verifica demaniale.
La prima conseguenza è rintracciabile nel difetto di “memoria storica” e nella conseguente carenza di documentazione che la relazione conclusiva su Terrinca si porta inevitabilmente dietro.
Va infatti ricordato come, dal 1983 al 1987, la Regione Toscana avesse già promosso un’analoga operazione, per l’accertamento di terre di uso civico, su un territorio molto più esteso e comprendente i comuni di Stazzema e Seravezza. Dopo anni di lavoro ed una copiosa messe di prove a sostegno, si era giunti alla dimostrazione che in Alta Versilia – Terrinca compresa – erano e sono presenti estese superfici di terre di proprietà collettiva, mai legittimamente privatizzate e dunque da reintegrare nel possesso delle Comunità naturali residenti (cioè dei vari paesi del territorio; l’uno distinto dall’altro). In effetti, le disposizioni granducali di fine XVIII ed inizi XIX secolo, avevano indotto le Magistrature civiche di Stazzema e Seravezza (oggi diremo i Consigli comunali) a vendere gran parte dei demani civici dei vari “Popoli”, senza esserne i veri soggetti titolari. Pertanto, tutti i contratti di alienazione delle terre collettive dell’Alta Versilia, celebrati tra il 1794 e il 1827, sono da considerare nulli.
Queste conclusioni – fatte proprie dall’Assessore regionale agli usi civici il 31 dicembre 1987 – furono depositate presso le segreterie comunali e, di lì a poco, alcuni cittadini ed imprese estrattive presentarono opposizione. Il “contenzioso” fu trasferito a Roma, presso il Commissariato agli Usi civici per l’Italia centrale, dove la causa, è tutt’ora pendente. I comuni di Seravezza e di Stazzema e perfino la Regione Toscana si sono costituiti contro i privati ricorrenti, per sostenere le ragioni dell’esistenza dei demani collettivi in Alta Versilia.
Oggi, invece di proseguire lungo questa coerente linea politico-amministrativa, l’Ufficio regionale competente ha pensato bene di riverificare la questione, seppur limitando il tutto al solo caso di Terrinca. Il 20 giugno 2006, con un impegno di spesa non modesto, il dirigente responsabile ha incaricato un nuovo perito istruttore per un accertamento ulteriore, a nostro parere inutile e dannoso.
L’ultima Verifica demaniale, depositata a Stazzema lo scorso dicembre, non ha preso minimamente in considerazione la precedente del 1983-87, giustificando la cosa con il mancato reperimento degli atti a suo tempo depositatati, ignorando pure a quale livello fosse giunto il primo procedimento. Sarebbe bastato telefonare o prendere contatti con la direzione dell’Ente Parco per ottenere informazioni e copia dei documenti necessari.
Nel merito delle conclusioni poi, la nuova Verifica demaniale – senza una motivazione convincente – ha sostenuto l’insostenibile tesi (diametralmente opposta alla precedente), della validità del contratto di alienazione dei demani civici del “Popolo” di Terrinca, rogato nel 1827 dal notaio Guidoni. In questo modo, il perito ha voluto sancire l’inesistenza di terre collettive nel territorio assegnato alla Verifica e, forse inconsapevolmente, ha offerto pretestuose ed inconsistenti argomentazioni per negare la medesima cosa nelle altre Comunità dello stazzemese e della montagna di Seravezza. In effetti, se risultasse valido il contratto Guidoni del 1827 sarebbero valide anche tutte le altre alienazioni, celebrate nello stesso periodo e negli stessi modi, a Levigliani, Retignano, Cardoso, Pruno e Volegno, Stazzema, ecc.
È dunque improprio dire che, con l’opposizione presentata, il Parco ha difeso le ragioni della Comunità di Terrinca, poiché sarebbe un concetto del tutto limitativo. Il Parco ha piuttosto difeso le ragioni di tutte le Comunità di Stazzema e di Seravezza, tra cui Terrinca. Ancora più in generale, ha difeso le ragioni di tutti i “Popoli” delle Alpi Apuane.
E lo ha fatto a prescindere da ragioni contingenti o da calcoli utili al momento. Non importa se, nella fattispecie, il ritorno in auge degli “usi civici” sia figlio di una disputa – che affiora ogni tanto tra Terrinca e Levigliani – sui confini del possesso del Monte Corchia.
L’Ente Parco condivide la proprietà collettiva e non privata di quella e di altre montagne delle Alpi Apuane. Una volta stabilita, con sentenza definitiva, la natura demaniale del Corchia, sarà allora possibile disegnare l’esatto confine tra le due Comunità, in origine unite, ma separatesi nel corso del XVI secolo. I documenti storici sono in grado di sciogliere facilmente il nodo.
L’Ente Parco Regionale si è opposto alle conclusioni di questa Verifica demaniale senza imbarazzo e senza stabilire contrasti o conflitti nei confronti della Regione Toscana. Non è qui in discussione alcun indirizzo di politica regionale, ma le conclusioni “tecniche” sbagliate a cui è giunto un perito istruttore, incaricato da un dipendente regionale.

29/01/08 - CORSO DI AGGIORNAMENTO SU "IL PIANO PER IL PARCO DELLE ALPI APUANE"
La recente adozione del Piano per il Parco delle Alpi Apuane e la successiva fase della presentazione delle “osservazioni” per cittadini ed enti, hanno suggerito di diffondere ulteriormente le basilari informazioni su tale strumento di attuazione dell’area protetta, oltre quanto già fatto negli innumerevoli incontri e nei forum svolti dal 1995 ad oggi, in diverse località dell’area parco e contigua. Tra i primi soggetti individuati dalla strategia comunicativa del Piano, si annoverano i dipendenti dell’ente e i tecnici degli enti interessati, a cui spesso il cittadino si rivolge, per ottenere una risposta certa a quesiti legati soprattutto agli interventi, agli usi e alle attività consentiti o meno nei vari territori a diverso grado di tutela.
Al fine di potenziare e diffondere la conoscenza sul Piano per il Parco e – se possibile – sciogliere dubbi interpretativi riguardo alle norme contenute, è stato organizzato un Seminario di aggiornamento sul tema specifico, che si terrà giovedì 7 febbraio 2008, dalle ore 10 in poi presso il Ristorante “Raffaello” di Levigliani di Stazzema (Lucca).
Il programma prevede – nelle ore antimeridiane – un’illustrazione del percorso di formazione e una disamina sui contenuti e sugli effetti del Piano. Nel primo pomeriggio (non oltre le 17,00) è poi previsto un confronto ed una discussione di approfondimento su quesiti specifici, che i partecipanti avranno modo di porre all’ordine del giorno.
La partecipazione al Seminario è gratuita e comprende pure il pranzo di lavoro. Possono iscriversi – oltre i dipendenti dell’ente gestore dell’area protetta – anche tecnici degli enti della Comunità del Parco, in numero massimo di uno per ogni soggetto istituzionale. Eventuali eccezioni saranno vagliate caso per caso.
La pre-iscrizione è obbligatoria e va fatta entro le ore 12 di martedì 5 febbraio, telefonando allo 0585/799457, oppure inviando un fax allo 0585/799439 o una mail all’indirizzo gciari@parcapuane.it

15/01/08 - Stralcio del verbale di gara del 10/01/2008 per l’aggiudicazione delle Opere di restauro della ex Cappella di San Luigi nel Comune di Fabbriche di Vallico (LU).
la Commissione procede alla lettura delle seguenti offerte economiche, ricordando che le somme poste a base di gara ammontano complessivamente a € 43.830,00 di cui € 38.580,00 soggetti a ribasso d’asta ed € 5.250,00 per oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso d’asta:

impresa

Offerta a ribasso

Percentuale di ribasso

 

EDILTMACOLOR srl, San Donato Milanese (MI)

€ 36.946,17

17,843%

EDILE GIACCHINI GIUSEPPE srl, Ponte all’Ania (LU)

€ 40.705,02

8,100%

LA MONTANA Società Cooperativa, Gallicano (LU)

€ 37.232,80

17,100%

LORENZINI PIETRO srl, Barga (LU)

€ 42.012,88

4,71%

 

La Commissione dichiara aggiudicataria in via provvisoria, dell’appalto delle Opere di restauro della ex Cappella di San Luigi, nel Comune di Fabbriche di Vallico, l’impresa EDILTMACOLOR srl, con sede a San Donato Milanese (MI), via Trieste 10, che ha offerto il ribasso del 17,843% per l’importo complessivo di € 36.946,17, di cui € 5.250,00 per oneri per la sicurezza, oltre IVA nella misura di legge, fatti salvi gli accertamenti di legge, quelli previsti dalla Legge Antimafia e l’approvazione definitiva del presente verbale…

08/01/2008 - ATTIVATO L'U.R.P. ANCHE NEGLI UFFICI DI MASSA
Con i primi giorni del 2008 è entrato in funzione l'Ufficio Relazioni con il Pubblico presso la Sede di Massa, in viale della Stazione n. 82.
Responsabile istruttore la dott.ssa Giovanna Ciari; l'ufficio è aperto al pubblico, ogni martedì e venerdì mattina, dalle ore 9 alle 13, nonché il martedì pomeriggio, dalle 15 alle 17.

02/01/2008 - IL BURT HA PUBBLICATO L'AVVISO DI ADOZIONE DEL PIANO PER IL PARCO

I CITTADINI POSSONO PRESENTARE OSSERVAZIONI FINO AL 15 FEBBRAIO 2008

per la visione degli atti approvati
(clicca qui sopra)

scarica il modulo per le osservazioni
file
(*.doc)

 

e-mail: info@parcapuane.it  - posta certificata: parcoalpiapuane@pec.it

 

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ultimo aggiornamento: 26/05/2015