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Una delle caratteristiche più sorprendenti delle Apuane è costituita dall’eccezionale varietà della flora spontanea. Dagli arbusti della macchia mediterranea ai boschi di quercia e carpino nero, dalla faggeta alla prateria d’alta quota, dai secolari castagni da frutto al variegato susseguirsi delle fioriture che fanno la loro comparsa già nel mese di febbraio e si protraggono fino ad autunno inoltrato, qui si possono incontrare, nel giro di un’ora e sullo stesso sentiero, una moltitudine di piante appartenenti ad ambienti naturali molto differenti tra loro.
Se in quota sono protagonisti i ciuffi del paleo, una graminacea estremamente resistente alle intemperie, altrove troviamo le fresche presenze di numerose specie di felci, tappeti di ciclamini e profumati roseti. Praterie di narcisi, orchidee e asfodeli, gigli di San Giovanni, campanule, peonie e sassifraghe, arricchiscono ulteriormente tanta diversità biologica.
Tutto ciò è possibile grazie alla presenza di particolari microclimi legati all’esposizione dei versanti e ai repentini cambiamenti di quota. Influenzate dalla diversa natura delle rocce, dalla piovosità e dall’isolamento geografico, un certo numero di piante ha inoltre trovato su queste montagne le condizioni ideali per diversificarsi dalle specie originarie tanto da costituire delle specie del tutto nuove, uniche al mondo, come nel caso della Centaurea montis-borlaeche che vive sulle pendici del Monte Borla nella parte più settentrionale della catena. Globularia incanescens, Cerastium apuanum, Buphthalmum salicifolium subsp. flexile, Santolina leucantha, sono solo alcuni dei nomi di queste emergenze floristiche che il visitatore estivo delle Apuane potrà ammirare nella loro esplosione di colori.
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