Gli adattamenti delle piante all'ambiente

Draba di Bertoloni (Draba aspera Bertol.)

Gli ambienti di altitudine sono caratterizzati da condizioni climatiche ed edafiche molto difficili per la vita delle piante, che hanno a disposizione pochissimo suolo e sono sottoposte a un intenso soleggiamento e alla costante presenza di vento.
Le temperature subiscono notevoli escursioni sia nel corso dell'anno, sia tra il giorno e la notte. Le correnti d'aria e il peso della coltre nevosa inducono lo sviluppo di forme striscianti e a cuscinetto, come quelle della draba.

Semprevivo (Sempervivum tectorum L.)

Alcune piante presenti in altitudine hanno dimensioni piuttosto ridotte, foglie piccole e disposte in rosette compatte.
Le rosette basali possono talvolta essere strettamente appressate a formare cuscinetti o pulvini; ne è un esempio il semprevivo. Le foglie non di rado sono carnose, tali da consentire l'accumulo di riserve idriche, o sono dotate di densa peluria e tricomi che limitano la perdita d'acqua attraverso la superficie.

Leccio (Quercus ilex L.)

Sui primi rilievi apuani esposti a mare, fino a 300 m circa di altitudine, vivono diverse specie di piante mediterranee, evolutesi in condizioni di alta temperatura e scarsa disponibilità idrica, che hanno sviluppato adattamenti volti alla riduzione delle perdite d'acqua attraverso la superficie della foglia; presentano infatti tipicamente foglie persistenti, piccole, coriacee e lucide, e vengono per questo indicate come "sclerofille sempreverdi". Ne sono esempi il leccio, il mirto (Myrtus communis L.) ed il corbezzolo (Arbutus unedo L.).

Erba di San Giuseppe (Saxifraga latina Terr.)

Su piccole specie erbacee di dimensioni ridotte sbocciano fiori che talvolta stupiscono anche gli osservatori più distratti per i loro evidenti pregi estetici; le loro dimensioni possono essere sproporzionatamente grandi rispetto a quelle della pianta, ed hanno il significato di un richiamo ben evidente per i pochi insetti impollinatori presenti in altitudine. Una specie erbacea dalle foglie minuscole, l'erba di San Giuseppe, si nota facilmente quando sbocciano i vistosi fiori di un intenso color rosa.

Sassifraga toscana (Saxifraga aspera L. subsp. etrusca (Pignatti) Romagnoli & Foggi)

Le condizioni di aridità possono accomunare ambienti posti in situazioni geografiche molto differenti. Sono aridi gli ambienti rocciosi di altitudine così come lo sono i litorali sabbiosi.
Un fattore quale la scarsità di acqua può indurre la medesima strategia adattativa in specie presenti in ambienti tanto diversi.
I margini spinosi che caratterizzano le foglie di alcune piante rappresentano una riduzione della superficie della foglia finalizzata alla riduzione della traspirazione.
 

Silene lanuginosa (Silene lanuginosa Bertol.)

Nonostante le abbondanti precipitazioni gli ambienti di altitudine si presentano aridi: l'acqua piovana scorre velocemente verso il basso e percola rapidamente nelle profondità delle montagne calcaree. Le precipitazioni nevose non mitigano l'aridità, poiché l'acqua non può essere utilizzata allo stato solido.
Per questi motivi le poche specie vegetali che vivono alle quote più elevate hanno evoluto marcati adattamenti, che rappresentano una difesa contro le perdite d'acqua per traspirazione, come la presenza di peli e tricomi, le cuticole e le sostanze cerose che rivestono le foglie di alcune specie, tra le quali la silene lanuginosa, un'entità endemica apuana.