Il paesaggio vegetale delle Alpi Apuane

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IL PAESAGGIO VEGETALE

Pian della Fioba rappresenta un ottimo punto di osservazione del tratto centrale della catena apuana, che sovrasta imponente la pianura massese. Le vette che dal Monte Sagro a NW si susseguono verso E fino al Monte Sella si ergono come una repentina barriera dalla quale le acque corrono tumultuosamente a valle, scavando profondi solchi, che vanno a confluire nel fiume Frigido.
La copertura vegetale di questo tratto di catena è un campione molto significativo della flora e della vegetazione delle Apuane, la cui ricchezza e diversità sono dovute a vari fattori, quali la particolare geografia, la variabilità climatica dell'area e la complessa natura geologica che vede l'alternarsi di zone calcaree, generalmente aride, con scarso suolo basico, ad altre prevalentemente silicee, impermeabili, con terreni acidi e più ricchi di acqua.

ZONE DI PIANURA

Le pianure costiere, di origine alluvionale, sono oggi molto densamente antropizzate. Sul litorale sono ancora presenti scarsi popolamenti di specie psammofile, con significato relittuale, che colonizzano i litorali sabbiosi. Nella pianura, un tempo coperta da un unico e continuo manto boschivo, di cui oggi rimane qualche isolata vestigia, alcune località portano ancora nomi che derivano chiaramente da specie vegetali, come ad esempio Quercioli, Querceta, Castagnola, Mirteto, ed altri. In vasti tratti della pianura apuana si trovano pinete di pino marittimo (Pinus pinaster Aiton) e di pino domestico o pino da pinoli (Pinus pinea L.), entrambi impiantati recentemente dall'uomo, a partire da metà del 1700.

ZONE DI COLLINA

Vegetazione a scerofille sempreverdi
Sui primi rilievi, esposti a mare, la copertura vegetale è di tipo mediterraneo: dove il terreno è calcareo, fino a 300 m circa di altitudine è presente la macchia mediterranea a sclerofille sempreverdi, composta oltre che dal leccio (Quercus ilex L.), dal mirto (Myrtus communis L.), dal terebinto (Pistacia terebinthus L.) e dalla fillirea (Phillirea latifolia L.); questa copertura vegetale in vaste zone è stata sostituita con oliveti.
Dove il terreno è siliceo, fino a 600 m circa di altitudine, si trova la pineta di pino marittimo (Pinus pinaster Aiton) il cui sottobosco è costituito da arbusti mediterranei, quali mirto (Myrtus communis L.) e corbezzolo (Arbutus unedo L.), e altri di tipo subatlantico, come il ginestrone (Ulex europaeus L.). Il pino marittimo, contrariamente a quanto avviene in pianura, cresce spontaneo da sempre sulle colline silicee apuane. Questa copertura vegetale è stata in gran parte eliminata per impiantare i vigneti, che caratterizzano il paesaggio delle colline del Candia, tra Massa e Carrara.

ZONE MONTANE

Querceto-carpineti
Sono diffusi in tutti i terreni calcarei soleggiati del versante tirrenico delle Apuane da una quota di 400 metri fino a 1400 metri circa. L'albero che domina è il carpino nero (Ostrya carpinifolia Scop.), accompagnato dalla roverella (Quercus pubescens Willd.) e dall'orniello (Fraxinus ornus L.).
Nelle zone del querceto-carpineto, sui roccioni e fra i detriti, sono frequenti alcune delle specie endemiche delle Apuane: la globularia (Globularia incanescens Viv.), la santolina (Santolina leucantha Bertol.), l'asteroide salicina flessuosa (Buphthalmum salicifolium L. subsp. flexile (Bertol.) Garbari), la molchia (Moltkia suffruticosa (L.) Brand), ed altre.

Cerreto-carpineti
Sono diffusi per lo più nei terreni freschi, specialmente del versante lunigianese e garfagnino. E' sempre presente il cerro (Quercus cerris L.) insieme al carpino nero (Ostrya carpinifolia Scop.), al carpino bianco (Carpinus betulus L.) ed al nocciolo (Corylus avellana L.).

Castagneti
Gran parte dei boschi caducifogli in passato è stata trasformata in castagneti cedui o da frutto: l'uomo ha piantato o favorito il castagno (Castanea sativa Miller) in tutti i terreni leggermente acidi adatti alla pianta per ricavare castagne e legname; è infatti largamente conosciuta l'importanza che il castagno ha rivestito, soprattutto in passato, nella vita e nell'economia delle popolazioni apuane.

Faggete
A maggiori altitudini si trovano le faggete, con più ampia estensione nel versante settentrionale delle Apuane, nella Garfagnana e nella Lunigiana, da quota 800-900 m fino a 1600-1700 m. Nel versante tirrenico, specialmente dove il substrato è costituito dal marmo, le faggete hanno una minore estensione, e si trovano per lo più comprese fra la quote 1200-1400 m. Il sottobosco della faggeta comprende poche specie erbacee, quali l'acetosella dei boschi (Oxalis acetosella L.), l'anemone bianca (Anemone nemorosa L.), la dentaria minore (Cardamine bulbifera (L.) Crantz), e poche altre. Ad Orto di Donna, sul versante settentrionale del M. Contrario, la faggeta presenta un interessante aspetto di bosco misto a faggio ed abete bianco (Abies alba Miller); quest'ultimo assume il significato di specie relitta, e testimonia un tipo di copertura forestale che doveva essere ben più diffusa nel postglaciale.

Rimboschimenti
Non è raro osservare in questa fascia altitudinale rimboschimenti a conifere operati dall'uomo negli ultimi decenni; la stessa area dell'Orto botanico è stata oggetto negli anni '60 di un consistente rimboschimento ad abete di Douglas (Pseudotsuga menziesii (Mirb.) Franco), specie in gran parte eliminata dal territorio dell'Orto, e presente solo in pochi esemplari; altre specie frequentemente utilizzate nell'area apuana sono il pino nero (Pinus nigra Arnold) e l'ontano napoletano (Alnus cordata (Loisel.) Desf.).

ZONE DI ALTITUDINE

La vegetazione che caratterizza le zone di altitudine presenta aspetti differenti sulle vette di natura calcarea rispetto a quelle di natura silicea.

Vegetazione di altitudine su substrato siliceo
Sulle parti più elevate delle vette costituite da rocce silicee vegetano le brughiere di altitudine. Si trovano per lo più nelle Apuane centrosettentrionali, ad esempio a Passo Giovo (tra il Pizzo d'Uccello e la Cresta Garnerone) e sulla parte più elevata del Monte Fiocca. Queste formazioni sono costituite principalmente da due diverse specie di mirtillo (Vaccinium myrtillus L. e V. gaultherioides Bigelow). In ristretti settori della catena (Monte Pisanino, Monte Contrario, Zucchi di Cardeto) sono presenti anche specie più rare, quali la moretta (Empetrum nigrum L.), la rosa alpina (Rosa pendulina L.) e la tossilaggine alpina (Homogyne alpina (L.) Cass.).

Vegetazione di altitudine su substrato calcareo
Le aride vette calcaree, apparentemente prive di vegetazione, ospitano in realtà numerose specie erbacee che vivono sulle pareti rocciose; si tratta per lo più di erbe non graminoidi, cespugli ed arbusti, che determinano un tipo di vegetazione discontinua, chiamata vegetazione casmofila. Questa rada copertura vegetale caratterizza largamente il paesaggio vegetale apuano d'altitudine e si sviluppa sulle vette costituite da marmo (parte del Monte Contrario, Monte Tambura, Monte Sella, parte del Monte Sumbra, Monte Altissimo, Monte Corchia), grezzone (Pizzo d'Uccello, Cresta Garnerone, Monte Grondilice, Catena degli Uncini, "Torrioni" del Monte Corchia), e calcare selcifero (Monte Sagro, parte del Monte Contrario, Zucchi di Cardeto, parte del Monte Sumbra). In queste situazioni ambientali compaiono numerose specie endemiche, quali l'atamanta (Athamanta cortiana Ferrarini) e la silene lanuginosa (Silene lanuginosa Bertol.).