Il carsismo delle Alpi Apuane

IL CARSISMO

Le Alpi Apuane rappresentano una delle aree carsiche più importanti d'Italia; vi si contano quasi 1000 grotte. Tra le 50 grotte più profonde della penisola, 17 sono apuane, così come tra le 50 più estese in lunghezza, 8 sono apuane. Il carsismo rappresenta uno dei processi geologici più conosciuti per la capacità di dare vita a forme e paesaggi spettacolari. La maggior parte dei fenomeni carsici è dovuta all'azione delle acque d'origine meteorica sulle rocce, principalmente di tipo carbonatico (calcari e dolomie). Per la natura calcarea delle rocce affioranti, per la permeabilità dovuta alla forte fratturazione e per la elevata piovosità che le contraddistingue, le Alpi Apuane presentano imponenti fenomeni carsici. L'acqua piovana prima di raggiungere la roccia si arricchisce di anidride carbonica attraversando l'atmosfera o filtrando attraverso un terreno ricco di sostanze d'origine animale e vegetale (humus). Questo le conferisce una debole acidità che provoca un'azione di dissoluzione del calcare secondo la seguente reazione chimica:
CaCO3 + H2O + CO2 = Ca(HCO3)2

In questo modo piccole fratture esistenti nella roccia si allargano nel corso del tempo, dando origine a diverse forme di erosione carsica, quali campi carreggiati o solcati, doline, pozzi e grotte. Nonostante valori molto elevati di piovosità, nelle Alpi Apuane non sono tuttavia presenti significativi corsi d'acqua permanenti: queste montagne in realtà sono ricche di acqua, che però scorre prevalentemente nel sottosuolo, attraverso ampi e sviluppati sistemi carsici sotterranei, per poi emergere in corrispondenza delle sorgenti. Queste sono distribuite lungo il perimetro delle strutture carbonatiche, in corrispondenza del contatto tra le rocce carsificabili ed il sottostante substrato impermeabile ed è qui che le acque percolate in profondità tornano all'esterno. Il regime delle sorgenti risente di variazioni di portata stagionali molto marcate.

CARCARAIA

In superficie il paesaggio carsico è caratterizzato dal colore chiaro delle rocce calcaree e da una morfologia accidentata a causa dell'intensa fratturazione; questa determina l'infiltrazione delle acque in profondità, e conseguentemente l'aridità dell'ambiente e una scarsa presenza di vegetazione. Un'ampia zona carsica con numerosissime doline, fratture e pozzi è la Carcaraia, sul versante settentrionale del M. Tambura; la morfologia a doline caratterizza anche alcune zone del M. Sagro ed il versante nord del M. Fiocca.

VETRICIA

Sul versante settentrionale del gruppo delle Panie è possibile osservare un tipico ambiente carsico apuano a campi carreggiati, rappresentato dall'altopiano della Vetricia. Noto anche con i termini di "Karren" o di "campi solcati", si presenta costituito da solchi più o meno paralleli, profondi da qualche centimetro a qualche metro e separati da creste piatte e arrotondate.

POZZI E GALLERIE

Le forme dovute al fenomeno carsico che più affascinano sono quelle sotterranee. Nel sottosuolo, infatti, si formano una serie di cavità che presentano diverse tipologie di sviluppo; si va da quelle sub-orizzontali (grotte e gallerie) a quelle ad asse d'allungamento inclinato, per finire alle cavità verticali (pozzi ed abissi). Esse hanno forme, dimensioni ed aspetti diversi che dipendono principalmente dalle modalità di circolazione dell'acqua, la quale si apre la strada nella massa calcarea non solo con l'azione chimica, ma spesso anche con l'azione meccanica dovuta al suo stesso movimento e con il concorso dei processi di crollo che si verificano nella volta delle cavità. Frequenti sono i pozzi, che arrivano a 50-100 m di profondità; due di essi superano 200 m (l'abisso Enrico Revel o Buca della Vetricia, grande voragine formata da un unico pozzo che è profondo ben 316 m).

GROTTE

Una delle caratteristiche peculiari delle grotte carsiche è che esse sono ornate da concrezioni carbonatiche che formano stalattiti, stalagmiti, vele, colonne ecc. che rendono il paesaggio carsico sotterraneo splendido e surreale. La loro formazione è dovuta al lento depositarsi del carbonato di calcio dalle acque percolanti a stillicidio o a sottilissimi veli.
Nel Monte Corchia (1676 m) è degno di particolare rilievo l'Antro del Corchia (o Grotta di Eolo), con oltre 70 km di sviluppo complessivo e 1210 metri di dislivello, che figura tra le più grandi grotte italiane come sviluppo longitudinale (1800 m) e addirittura al secondo posto nel mondo per profondità (805 m).

GEOTRITONE DI BIANCHI

Speleomantes ambrosii (Lanza, 1955) subsp. bianchii è una sottospecie strettamente endemica apuana che predilig i ripari umidi e ombrosi e trova nell'ambiente carsico di grotte e anfratti l'habitat ideale per la sua sopravvivenza.