Introduzione

Orti botanici universitari ed Orti botanici alpini

L'Orto botanico "Pietro Pellegrini" viene istituito a Pian della Fioba, all'interno di quella che successivamente sarà l'area protetta del Parco Regionale delle Alpi Apuane, alla fine degli anni sessanta del secolo scorso. Appartiene alla categoria degli Orti botanici alpini, ultima nata all'interno della grande ed antica famiglia degli Orti botanici che affonda le proprie radici nell'Italia del XVI secolo.
Gli Orti botanici nascono e si sviluppano nel fecondo clima scientifico e culturale dell'Italia rinascimentale. L'interesse per l'osservazione della natura che in quel periodo accomunava gli uomini di scienza con quelli d'arte, rappresenta uno dei motivi che condusse alla realizzazione dell'Orto botanico, inteso come istituzione accademica concepita per la coltivazione e laconservazione di piante a scopo didattico e di ricerca scientifica.

1) Rappresentazione dell'Orto del Giardino dei Semplici nel XVIII sec. (incisione da M. Tilli, Catalogus Plantarum Orti Pisani, 1723) L'Orto botanico dell'Università di Pisa sorge nel 1544 per l'intuizione di Luca Ghini, famoso medico e botanico imolese, grazie ai finanziamenti concessi dal Granduca di Toscana, Cosimo I de' Medici, che l'anno precedente l'aveva chiamato ad occupare la cattedra di botanica nella città toscana. Si tratta del più antico Orto botanico universitario del mondo, anche se la localizzazione scelta dal Ghini era diversa dall'attuale. L'impatto sulla comunità scientifica dell'epoca è tale, che ben presto altri Orti vengono costituiti presso le più prestigiose sedi universitarie d'Italia e d'Europa. L'eccezionale lungimiranza del Ghini è oggi testimoniata dagli oltre 1.700 Orti botanici in funzione nel mondo.
Gli Orti botanici rinascimentali mutuano i caratteri degli altri giardini dell'epoca, e segnatamente quelli degli horti sanitatis dei conventi medievali, il luogo ove il frate erborista educava alla conoscenza dei "semplici" gli allievi e traeva elementi per le sue sperimentazioni. L'impianto dell'Orto botanico di Padova, di poco posteriore a quello pisano e tuttora perfettamente conservato, mostra con chiarezza i connotati dei giardini claustrali. Fondato nel 1545 su un terreno dei Monaci Benedettini è il più antico Orto botanico universitario del mondo tuttora esistente. Fu istituito per la coltivazione delle piante medicinali, che allora costituivano la grande maggioranza dei "semplici", cioè di quei medicamenti che provenivano direttamente dalla natura. Proprio per questa ragione i primi Orti botanici vennero denominati Giardini dei Semplici ovvero Horti simplicium. Regnava allora grande incertezza circa l'identificazione delle piante usate in terapia dai celebri medici dell'antichità e frequenti erano gli errori ed anche le frodi, con grave danno per la salute pubblica. L'istituzione di un orto medicinale avrebbe permesso agli studenti un più facile riconoscimento delle vere piante officinali dalle sofisticazioni. L'Orto era continuamente arricchito di piante provenienti da varie parti del mondo e specialmente dai paesi dove la Repubblica di Venezia aveva possedimenti, o scambi commerciali; proprio per questa ragione Padova ha avuto un posto preminente nell'introduzione e nello studio di molte specie esotiche.
Non esistono documenti che attestino la paternità del progetto di questo Orto, ma è documentato il coinvolgimento nei lavori di esecuzione dell'architetto bergamasco Andrea Moroni, a testimonianza del fatto che sin dall'inizio e nel pieno rispetto della cultura unitaria rinascimentale, scienziati, artisti ed architetti hanno collaborato alla ideazione e costruzione di queste particolari parti di città.
Agli Orti botanici universitari, nati all'interno delle mura urbane, si sono successivamente affiancati gli Orti o Giardini botanici alpini, che nascono lontano dalle città, in ambienti caratterizzati da grande naturalità. A differenza degli Orti botanici universitari, si tratta di istituzioni relativamente recenti. I più antichi risalgono alla seconda metà del 1800, quando il botanico Henry Correvon si fece promotore della istituzione di giardini botanici alpini in Svizzera, non solo con motivazioni scientifiche, ma anche allo scopo di fare cosa utile alla protezione della flora alpina e di sensibilizzare il pubblico alle sue bellezze. Questa ultima motivazione che accompagna la nascita degli Orti alpini, li rende perfettamente inseriti nella cultura contemporanea.
Il più antico giardino alpino italiano è quello denominato "Chanousia", sorto alla fine del 1800 presso il Passo del Piccolo S. Bernardo, al tempo in territorio italiano, ad un'altitudine di 2200 m s.l.m. La sua fondazione risale al 1897, quando la collezione di piante dell'abate Pierre Chanoux, rettore dell'Ospizio dell'Ordine Mauriziano fu, per iniziativa dello stesso abate, trasformata in un Orto botanico alpino che, in seguito, avrebbe ricevuto il nome di "Chanousia", per onorare la memoria del fondatore. Sin dalle origini, Chanousia fu un vero e proprio Orto botanico, fornito di un laboratorio di ricerca. Dapprima sotto la guida dello stesso Chanoux e successivamente sotto la direzione di Lino Vaccari e il sostegno del C.A.I., prosperò svolgendo importanti ricerche, soprattutto sull'ecologia delle piante alpine, e operando una seria divulgazione scientifica. Dopo anni di abbandono, l'opera di ricostruzione avviata alla fine degli anni settanta ha condotto all'attuale totale riassetto.
Il secondo Giardino botanico alpino in Italia fu istituito nel 1904 sull'Etna e fu denominato "Gussonea" in onore del botanico G. Gussone. Successivamente fu distrutto da un'eruzione vulcanica e solo nel 1979 fu ricostruito con il nome di "Nuova Gussonea".
Nel 1938, ad opera dell'allora "Museo di Storia Naturale della Venezia Tridentina" fu istituito il "Giardino Botanico Alpino delle Viotte di Monte Bondone" che può, tra i Giardini botanici alpini italiani, essere considerato il più antico attualmente esistente in quanto è l'unico che ha svolto un'attività continua dalla fondazione sino ad oggi. Nel dopoguerra infine numerosi Orti e Giardini alpini sono stati istituiti in tutta Italia ad opera di enti, istituzioni e privati fino ad arrivare alla consistenza attuale, che ammonta a circa 20 unità distribuite sulle Alpi e sugli Appennini. Tra i diversi siti presenti in Italia ricordiamo in particolare quelli istituiti nelle province di Lucca e Massa Carrara: l'Orto botanico delle Alpi Apuane "Pietro Pellegrini" nel comune di Massa del 1966, l'Orto botanico "Pania di Corfino" del 1984, il Giardino Montano dell'Orecchiella del 1990 nel comune di Villa Collemandina e il Giardino Botanico "Frignoli" nel comune di Fivizzano del 1990.

L'Orto botanico "Pietro Pellegrini" nel Parco delle Alpi Apuane

La presente pubblicazione ha lo scopo di descrivere le caratteristiche dell'Orto botanico "Pietro Pellegrini" nel contesto ambientale delle Alpi Apuane.
Si inizia ricordando i numerosi studiosi che sin da tempi remoti sono stati attirati dalle peculiarità naturalistiche delle Alpi Apuane all'esplorazione di queste montagne e si prosegue nella descrizione delle loro caratteristiche geografiche, climatiche e vegetazionali.
Dell'Orto botanico "Pietro Pellegrini" si ricorda in particolare la breve storia nonchè i settori, le collezioni e gli ambienti che lo caratterizzano: l'arboreto, il castagneto, il vaccinieto, il querceto-carpineto ed altri. La descrizione dell'Orto si conclude con i recenti interventi di restauro e valorizzazione che il Parco Regionale delle Alpi Apuane ha realizzato avvalendosi di un finanziamento della Regione Toscana e della Unione Europea.
Nella seconda parte della pubblicazione si espongono in forma didattica i contenuti e le peculiarità dell'Orto botanico, riprendendoli dalla cartellonistica illustrativa sistemata lungo il percorso che lo attraversa, collegandone l'ingresso al Centro visite. Questa seconda parte vuole essere una sorta di guida per accompagnare ed approfondire quanto visibile percorrendo la passerella pedonale lunga oltre 150 metri che con i cartelli illustrativi posizionati ad intervalli regolari realizza una sorta di percorso didattico all'aperto, immerso nell'ambiente naturale dell'Orto botanico. Con sintesi di testi e prevalenza di immagini si descrivono tematiche relative al clima, alla geologia, al carsismo, al paesaggio vegetale delle Alpi Apuane, per poi passare ai fiori, agli arbusti e agli alberi, per finire con temi più specifici ma non meno importanti per l'ambiente dell'Orto e di queste montagne come i funghi, gli uccelli e la coltivazione del castagno.
Nella terza ed ultima parte della pubblicazione sono riportate alcune schede che descrivono i fiori e le piante più significative dell'Orto botanico "Pietro Pellegrini". Gli individui vegetali vi sono rappresentati con disegni al tratto; accanto, una piccola sagoma della penisola italiana ne riporta l'area di distribuzione. Si tratta delle medesime schede che all'interno dell'Orto fiancheggiano gli esemplari reali.