Il Sistema Toscano di educazione ambientale
L’educazione
ambientale è un settore di studi pedagogici e di pratiche di intervento
abbastanza recenti. La sua nascita ed il suo affermarsi vanno di pari passo
con l’acuirsi di fenomeni degenerativi che hanno portato a grandi catastrofi
ecologiche, capaci di mettere in discussione il futuro stesso del nostro
pianeta. Per molti anni l’educazione ambientale ha coinciso con l’impegno
per la difesa dell’ambiente naturale o delle specie in via di estinzione.
Secondo il concetto (in verità non sempre vero) che più si è informati e più
ci si comporta responsabilmente, con l’educazione ambientale si è cercato di
creare una sensibilità verso i problemi del pianeta che, come dicevamo con
uno slogan molto fortunato, "non era nostro ma l’avevamo avuto in prestito
dai nostri figli".
Oggi è
cambiato il significato da attribuire al termine ambiente. Esso viene
concepito come contesto spaziale nel quale la vicenda delle collettività
umane si manifesta e si trasforma nel procedere della storia. Questo
contesto non si riferisce solo al campo dei fenomeni fisici e naturali che
contraddistinguono l’ambiente naturale, ma si riferisce anche alla
manifestazione dei modi con cui l’uomo si rapporta all’ambiente,
strutturando il territorio (ambiente costruito) e vivendo in esso fenomeni
personali e sociali (ambiente sociale).
Ecco
allora che gli scopi fondamentali dell’educazione ambientale diventano
quelli di sviluppare la conoscenza e le azioni dell’uomo, in modo tale che
egli riesca ad analizzare i vari aspetti del contesto spaziale, ne conosca
le caratteristiche, comprenda sempre più profondamente i modi attraverso i
quali salvaguardare e sviluppare le risorse di varia natura presenti in
esso.
L’iniziativa educativa in questi ultimi anni si è fatta sempre più
massiccia. Occorre ricordare al riguardo le campagne per le raccolte
differenziate dei rifiuti, i cittadini che adottano monumenti o opere
d’arte, i piani regolatori delle città che cominciano a porsi i problemi
della vivibilità e del recupero dei centri urbani e non solo dello sviluppo
quantitativo legato al profitto, l’integrazione dei disabili, l’accoglienza
degli immigrati etc. Il concetto di educazione ambientale si evolve allora
verso la concezione di educazione allo sviluppo sostenibile.
Possiamo senza dubbio affermare che l’educazione ambientale partecipa
all’impegno di tutta la società per costruire uno sviluppo che apporti il
più alto livello di benessere possibile a tutti gli esseri umani, ma che sia
compatibile con le risorse a disposizione, e che soprattutto non le tolga a
chi verrà dopo e forse anche al nostro futuro.
Questa
idea deve guidare l’agire quotidiano degli amministratori, delle forze
produttive, delle associazioni, del mondo della scuola, di tutti i cittadini
di tutte le età.
Per
questo l’educazione ambientale non può essere una nuova materia
d’insegnamento, non può essere circoscritta al solo tempo scolastico, ma
deve contribuire a "…..ricostruire il senso di identità e le radici di
appartenenza, dei singoli e dei gruppi, a sviluppare il senso civico e di
responsabilità verso la res pubblica, a diffondere la cultura della
partecipazione e della cura per la qualità del proprio ambiente, creando
anche un rapporto affettivo tra le persone, la comunità ed il territorio"
(Carta dei principi per l’educazione ambientale orientata allo sviluppo
sostenibile e consapevole – Fiuggi 24 aprile 1997).
Il ruolo dei Parchi e delle Aree Protette
L’attuale
modello di sviluppo ha profondamente alterato l’equilibrio dinamico tra
attività umane e natura; ai sempre più evidenti problemi locali si
affiancano problemi globali le cui soluzioni non possono basarsi puramente
su conoscenze tecnico-scientifiche, ma devono necessariamente considerare e
interagire con prospettive storiche, politiche, economiche e culturali. E’
pertanto necessario agire su stili di vita e di pensiero acquisiti e
consolidati, ormai incompatibili con un futuro sostenibile.
L’educazione
ambientale, rivolta a tutti i soggetti sociali e in particolare ai giovani,
assume quindi un ruolo importante, veicolando le competenze e i valori
necessari per innescare un circolo virtuoso di modifica degli atteggiamenti
e una potenziale sfida per la prevenzione di problemi futuri.
Vi sono ambiti in cui
appare particolarmente necessario agire oggi, diffondendo nuovi
comportamenti e scelte economiche e di consumo, come ad esempio la
conservazione della biodiversità, il risparmio energetico e delle risorse
naturali, l’utilizzo di fonti rinnovabili, l’impiego dei materiali
riciclati, la mobilità sostenibile, il turismo ambientale.
A fronte di
un’acquisizione del sapere in cui le competenze ambientali sono marginali,
appare inoltre fondamentale il rafforzamento e l’istituzione di reti tra
soggetti diversi (associazioni, enti pubblici e privati, istituzioni
educative) volte alla diffusione di una coscienza ambientale e di un agire
responsabile ed autonomo.
In particolar modo è
auspicabile cogliere le opportunità derivanti da una maggior conoscenza
dell’ambiente, incrementando le capacità dei singoli e delle comunità, di
contribuire al mantenimento e miglioramento della qualità
del proprio territorio.
La
Regione Toscana sta sviluppando una politica per costruire il sistema di
educazione ambientale che individua le realtà territoriali locali come punto
di partenza. Già nella “Guida all’offerta educativa territoriale” i Parchi e
le Aree Protette erano evidenziati come realtà ad alto valore, adesso si ha
l’opportunità di proporci come dei veri laboratori per lo sviluppo
sostenibile proprio perché i principi dell’educazione ambientale coincidono
con gli obiettivi istituzionali e politici del sistema delle aree protette.
Infatti l’educazione ambientale, intesa come processo idoneo a sviluppare
conoscenze ed a promuovere comportamenti consapevoli, non può considerarsi
disgiunta dal territorio, anzi può trarre forza vitale dalla naturalità
dell’ambiente e quindi contribuire a rivitalizzare e gestire il patrimonio
naturale.
In
tale direzione emerge che il sistema di educazione ambientale, specialmente
se ampliato ed accreditato con criteri di qualità, può concorrere a
promuovere la fruizione sostenibile delle aree protette, integrando
l’ambiente naturale, culturale ed umano rispettando i fragili equilibri che
caratterizzano, in genere, le aree protette, in modo da restituire al
contatto con la natura il suo senso più autentico: sentirsi parte attiva
nella tutela del bene comune, dedicando tempo alla scoperta dei luoghi e
dell’ambiente e traendo ricchezza da questo contatto.
L’area naturale protetta è un laboratorio dove si sperimentano anche nuove
forme di sviluppo economico sostenibile, coerenti con l’obiettivo
prioritario di tutelare il patrimonio ambientale, ed il Parco delle Alpi
Apuane all’interno del Sistema Regionale dell’educazione ambientale svolge
un ruolo importante come attore di progetti, indirizzi e metodologie.