
Descrizione del contesto
territoriale e delle politiche ambientali, economiche e sociali promosse
dall’amministrazione coerenti con il processo di Agenda 21 locale.
Il Parco
delle Alpi Apuane è stato istituito nel 1985 e dal
Il sistema
territoriale del Parco Regionale delle Alpi Apuane, si estende, a cavallo delle
Province di Lucca e Massa-Carrara, per complessivi ettari 49.387, di cui 20.598
riferiti all’area Parco, 27.107 all’area contigua e 1.682 all’area contigua di
cava, e comprende quella parte di territorio toscano circoscritta a nord-ovest
dal fiume Magra, a sud-est e nord-est dal fiume Serchio ed a sud-ovest dalla
pianura costiera apuo-versiliese. I Comuni ricompresi, anche parzialmente, nel
perimetro del Parco sono 16, mentre 4 Comuni sono compresi unicamente nelle
aree contigue del Parco stesso.

Le politiche ambientali, economiche
e sociali promosse dal Parco e coerenti con il processo di A21L sono
esplicitate nei suoi strumenti di pianificazione (Piano per il Parco e Piano
Pluriennale Economico Sociale) in fase di adozione. Essi prevedono infatti, al
fine di promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio del Parco, la
realizzazione di
a)
Programmi
di Valorizzazione in rete (vòlti a promuovere e coordinare iniziative ed
interventi per realizzare, potenziare o qualificare le reti di risorse,
servizi ed infrastrutture coinvolgendo la pluralità dei soggetti istituzionali
ed, eventualmente, degli operatori ed attori locali interessati) che
interessano le reti ecologiche, la riqualificazione ambientale, l’accessibilità
ed i trasporti, la fruizione ed il turismo;
b) Programmi
di valorizzazione territoriale (vòlti a promuovere e
coordinare iniziative ed interventi atti a favorire forme di conservazione
attiva e di sviluppo endogeno sostenibile in parti rilevanti del territorio
apuano, stimolando la cooperazione e l’interazione degli Enti locali e degli
operatori ed attori locali interessati) che interessano le Apuane
meridionali (Panie, Prana e Matanna), il sistema dei paesaggi di cava (Forno,
Resceto, Colonnata) e le Apuane settentrionali (Monte Sagro, Vinca, Orto di
Donna e alta valle dell’Edron);
c)
Progetti locali integrati (vòlti a
definire insiemi organici di interventi in ambiti locali di particolare
interesse o criticità garantendone il coordinamento operativo. Essi possono
riguardare ambiti molto diversificati, in relazione alle concrete disponibilità
di risorse, ai bisogni ed alle attese delle popolazioni locali) che
interessano la qualificazione della “porta” principale di accesso al Parco
dalla Garfagnana, posta a Castelnuovo e localizzata nel complesso della
Fortezza di Mont'Alfonso, il recupero e la riqualificazione dei sedimi e delle
strutture dismesse dalle attività estrattive a Tre Fiumi (Arni) del comune di
Stazzema, la realizzazione di un osservatorio didattico-scientifico diretto a seguire
e valutare il processo di sperimentazione dell'estrazione in galleria ed infine
la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Indicazione degli obiettivi, delle azioni previste, dei risultati attesi
e dei tempi (cronogramma).
Obiettivi del progetto A.L.P.I. A.P.U.A.N.E.
Il Parco Regionale delle Alpi Apuane nell’elaborazione dei propri
strumenti di pianificazione ha assunto un atteggiamento dialogico e cooperativo
verso i piani del proprio contesto territoriale, senza che questo significhi un
indebolimento delle istanze di tutela ambientale e di sostenibilità dello
sviluppo. Anzi questa nuova prospettiva può rafforzarle consentendo al Parco di
incidere su dinamiche che, in una logica settoriale, sarebbero comunque
sfuggite in termini di conoscenza e di competenza.
Naturalmente
la prospettiva cooperativa risponde anche a ragioni politiche e culturali
tipiche dell’attuale fase storica: in primo luogo all’affermazione del
principio di sussidiarietà che implica lo sviluppo di un processo di
partecipazione che coinvolge gli attori locali, sia sociali che economici, ed i
decisori collettivi nella fase decisionale.
Nel
progettare questo nuovo modello di rapporti tra il Parco e gli altri soggetti
istituzionali un punto fondamentale è stato quello del riconoscimento al Parco
del ruolo di interprete dei valori del territorio, in particolare di quelli
legati alla conoscenza del patrimonio naturale e culturale e delle loro
relazioni con il processo economico.
Il
progetto A.L.P.I. A.P.U.A.N.E riguarda l’attivazione del processo di Agenda 21
Locale e si inserisce a pieno titolo in questo processo di coinvolgimento delle
comunità locali attraverso l’attivazione di organiche iniziative di
comunicazione ambientale racchiuse in una strategia comune.
Rappresenta
perciò l’obiettivo primario del progetto la definizione di tale strategia
attraverso un percorso basato sul principio del coinvolgimento di tutti:
cittadini, turisti, soggetti economici, studenti, associazioni. La
sensibilizzazione della cittadinanza sui temi dello sviluppo sostenibile è
infatti fondamentale per la garanzia della più ampia partecipazione della
comunità locale ai processi di sviluppo sostenibile. Il progetto stesso
permetterà di fornire a tutti i soggetti coinvolti, elementi per interpretare
la realtà locale dal punto di vista dello sviluppo sostenibile del territorio.
Ciò mette in evidenza come Agenda 21 locale non sia un procedimento tecnico o
amministrativo, ma l’espressione di una volontà politica, condivisa nella
comunità locale, di risolvere i propri problemi. E’ quindi importante non tanto
il documento in quanto tale, ma il processo che porterà a definirlo, cioè aver
creato interesse per lo sviluppo sostenibile, aver coinvolto i soggetti
dell’economia locale insieme ai soggetti istituzionali ed a quelli sociali (i
portatori di interessi differenziati), avviando nel contempo un percorso di
apprendimento sociale
Il
progetto prevede la produzione di materiali per l’informazione sulle tematiche
proprie del Parco che saranno successivamente affrontate attraverso le attività
dei diversi Forum che coinvolgeranno la popolazione e quindi la produzione di
materiale conoscitivo/informativo assume anche il significato di contribuire
alla conoscenza delle tematiche ed alla individuazione degli obiettivi di
sviluppo sostenibile da inserire nel Piano d’Azione Locale. Inoltre i materiali
prodotti e le attività informative potranno essere messe a disposizione dei
molti Comuni del Parco che sono caratterizzati da piccole dimensioni e che sono
penalizzati, in termini di risorse, nell’attivare processi di Agenda 21 Locale.
La
strategia prescelta passa attraverso la comunicazione, ossia attraverso il
“rendere comune” elementi conoscitivi o eventi culturali o altre attività che
coinvolgano tutti i soggetti sul territorio. Gli strumenti che si utilizzeranno
saranno sia cartacei che legati all’utilizzo delle nuove tecnologie (CD-Rom e
Internet) che permettono una fruizione vastissima e collegamenti in rete per
tutti i soggetti coinvolti per superare barriere ad oggi invisibili.
All’interno
delle successive azioni particolare rilevanza è stata data all’attività di
monitoraggio, sia in termini di registrazione dei risultati conseguiti sia in
termini di questionari che con periodicità semestrale saranno rivolti ai
soggetti intervenuti nelle diverse attività. I risultati delle attività di
monitoraggio hanno inoltre un obiettivo ambizioso, la predisposizione di
indicatori della percezione ambientale finalizzati a rilevare la percezione
dello stato dell’ambiente, dei fattori di pressione e delle iniziative di
sviluppo sostenibile. Il monitoraggio finale rappresenta pertanto un’attività
di audit territoriale delle politiche di comunicazione ambientale degli Enti operanti
sul territorio del Parco, preliminare alla redazione del rapporto sullo stato
dell’ambiente, dell’economia e della società su cui sviluppare la discussione
dell’agenda e la costruzione delle conseguenti strategie.
Azioni previste dal Progetto
Il progetto
riguarda l’attivazione del processo di Agenda 21 Locale (misura A) e si
riferisce alle categorie di intervento A1 – Azioni di coinvolgimento degli
attori locali – e A2 – Costituzione e attivazione del Forum permanente.
Come iniziativa propedeutica e sinergica al processo di A21L si prevede anche
l’attivazione di due disciplinari per la concessione dell’emblema del Parco
alle strutture turistico-ricettive e ai materiali di cava peculiari delle Alpi
Apuane, all’interno di un percorso di certificazione di qualità.
Il Parco
può coinvolgere sia i soggetti che sono presenti all’interno del territorio
protetto sia coloro che operano nelle aree contigue e limitrofe, ma che sono
interessati alle politiche del Parco. Questo processo viene attuato attraverso
lo sviluppo delle seguenti azioni a cui corrisponde una fase di attività:
A1 –
Azioni di coinvolgimento degli attori locali.
A1.1 Sensibilizzazione del pubblico
·
Programmazione, progettazione e attuazione di azioni
divulgative di informazione/formazione su larga scala (convegni, seminari,
incontri, manifesti) mirati sia alla popolazione locale ed ai turisti che alle
scuole.
·
Istituzione di uno sportello unico a cui tutti
possono rivolgersi in modo diretto o indiretto per ricevere o comunicare
informazioni. All’attività di sportello si affianca all’interno del sito web
del Parco una sezione dedicata ad A21L che mette a disposizione i materiali
prodotti dalle azioni divulgative nonché un Forum on line di discussione per
tutti coloro che si avvicinano al Parco in qualsiasi veste (cittadini, turisti,
stakeholder).
·
Divulgazione periodica dei temi della sostenibilità
attraverso opuscoli informativi cartacei o informatici.
A1.2 Partecipazione del pubblico
·
Pianificazione
di proposte mirate al coinvolgimento dei ragazzi delle scuole medie inferiori e
superiori attraverso la realizzazione di “offerte educative” sui temi
inerenti l’energia, la biodiversità e gli stili di vita.
·
Attivazione di
percorsi di ricerca mirati al recupero ed alla valorizzazione delle tradizioni
e della cultura del territorio.
·
Definizione
di iniziative relative all’adozione di un sentiero, di un corso d’acqua o di un
bosco.
A1.3 Formazione
ed informazione
·
Programmazione,
progettazione e attuazione di azioni di formazione ed informazione degli
operatori che operano nel settore turistico-ricettivo finalizzati alla
conoscenza del patrimonio di risorse presenti nel Parco, alla sostenibilità
ambientale ed all’accoglienza.
·
Programmazione,
progettazione e attuazione di azioni di formazione del personale dell’Ente
A2 –
Costituzione e attivazione del Forum permanente
·
Definizione
di un elenco (il più completo possibile) dei soggetti portatori di interesse;
·
Definizione
di un possibile FORUM generale di tutta l’Area Parco ed Aree Contigue;
· Definizione di quattro possibili FORUM PILOTA rappresentativi delle quattro zone del Parco;
A2.2 Costituzione del Forum del Parco e dei Forum
territoriali d’area;
·
Costituzione
dei quattro FORUM PILOTA;
·
Concertazione con i FORUM sulle azioni relative alla
strutturazione ed organizzazione della Permanenza;
·
Enfatizzazione delle tipicità delle varie
aree;
·
Programmazione di attività formative indirizzate alla
popolazione ed alle Scuole sui temi della Sostenibilità, Salubre e Consapevole;
A2.3 Individuazione del/i
Facilitatore/i per la conduzione e l’organizzazione dei dibattiti all’interno
dei Forum e definizione di un Gruppo di Coordinamento rappresentativo sia dei
diversi Stakeholder che delle quattro aree geografiche del Parco (Lunigiana, Massa, Versilia e Garfagnana);
·
Integrazione delle Unità Organizzative del
Parco;
A2.4 Individuazione ed
allestimento delle sale per l’attività dei diversi Forum territoriali con
strumenti tecnico-informatici per ampliare il più possibile i dibattiti;
·
Concertazione con i Forum Pilota della strumentazione
necessaria a garantire l’attivazione e la costituzione permanente degli
stessi;
A2.5 Individuazione e
predisposizione degli argomenti o temi (atti amministrativi, programmi e
progetti realizzati e non, nei vari settori di competenza del Parco
<promozione, valorizzazione, manutenzione, conservazione>) per stimolare
il dibattito nei diversi Forum. In questo ambito saranno utilizzate le
procedure EASW (European Awareness Scenario Workshop), cioè i temi e gli
argomenti di cui sopra verranno raggruppati all’interno di quattro/cinque
specifiche tematiche
·
assunzione del convincimento da parte dei Forum
Pilota dei concetti chiave dello sviluppo sostenibile, salubre e
consapevole, come criteri per la selezione e la individuazione dei temi e delle
problematiche da sottoporre al dibattito ed alla discussione con la
popolazione.
A5 - Introduzione di un Sistema di Certificazione
della Qualità
A5.1 Concessione dell’emblema del Parco alle strutture turistico
ricettive
L’azione è rivolta a tutti i gestori delle strutture turistico-ricettive
localizzati entro il perimetro del Parco e nelle aree contigue. Gli esercenti
che aderiscono al progetto si impegnano volontariamente e liberamente ad
osservare uno specifico disciplinare. Le strutture che aderiscono al progetto
devono soddisfare gli standard di qualità ambientale, nonché le leggi cogenti
in materia ambientale. Gli standard ambientali richiesti riguardano,
principalmente, gli aspetti gestionali dell’attività turistico-ricettiva; con
la finalità del risparmio energetico e dell’utilizzo razionale delle risorse ed
il miglioramento della tipicità dell’offerta.
A5.2 Concessione dell’emblema del Parco a materiali di cava peculiari
delle Apuane
In un settore fortemente competitivo come quello del lapideo è
importante far percepire al committente la qualità del proprio prodotto. Il
disciplinare di concessione del marchio a materiali di cava peculiari delle
Alpi Apuane definisce il campo di applicazione, i requisiti e le modalità
operative per attestare l’origine in cava dei blocchi di materiale lapideo. Ai
requisiti relativi alla provenienza, sono state inoltre aggiunte, anche alcune
caratteristiche relative alla certificazione di qualità del prodotto.
Risultati attesi
A1 –
Azioni di coinvolgimento degli attori locali.
·
Portare a conoscenza dei cittadini/attori i concetti
generali relativi allo sviluppo sostenibile ed al metodo di A21L e le
possibilità/potenzialità di attuazione concreta e di coinvolgimento e
responsabilizzazione di ciascuno sia a livello di area geografica che di
sistema Parco;
·
Coinvolgere il maggior numero di attori sociali nella
conoscenza e valutazione della situazione attuale della comunità del Parco
mediante indicatori accettati da tutti e nella attivazione di progetti per la
soluzione comune dei problemi individuati;
·
Comunicare lo stato di avanzamento delle varie
iniziative e del processo di A21L;
·
Rendere comprensibile il messaggio di sostenibilità
ambientale, economica e sociale e la sua valenza per ogni fascia di età;
·
Verificare il livello di accesso alle informazioni ed
ai temi dello sviluppo sostenibile locale da parte dei cittadini.
A2 –
Costituzione e attivazione del Forum permanente
·
Avvio operativo di A21L mediante una struttura
organizzata adeguata a livello di area geografica e di supporto e di
facilitazione nella comunicazione tra i vari soggetti/attori;
·
Condivisione dell’idea di sostenibilità dello
sviluppo locale ottenuta a seguito della discussione ed il confronto sugli
obiettivi che A21L deve perseguire
·
Acquisizione di una nuova consapevolezza e
sensibilità rispetto all’ambiente in cui si è nati e cresciuti;
·
Cambiamento dell’ Immagine Collettiva del
Parco;
·
Acquisizione di nuovi “stili di vita”;
·
Mutamento dei comportamenti nelle giovani
generazioni;
A5 - Introduzione di un Sistema di Certificazione
della qualità
·
Informazione e sensibilizzazione degli attori
economici coinvolti nel processo di A21L;
·
Creazione di vantaggi in modo simultaneo al Parco
(attivazione di politiche ambientali), alle imprese (strumento positivo per il
proprio marketing) ed ai consumatori (strumento informativo);
·
Costruzione di nuove regole comuni che introducano
tra gli operatori economici principi di lealtà e coesione tra loro e verso il
Parco;
·
Qualificazione degli operatori economici e del
prodotto offerto.
Cronogramma dei
tempi di realizzazione delle azioni previste dal progetto
|
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bimestri |
||||||||
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azioni |
descrizione |
I |
II |
III |
IV |
V |
VI |
VII |
VIII |
IX |
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A1 coinvolgimento degli attori locali |
Programmazione, progettazione e
attuazione di azioni divulgative |
X |
X |
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Istituzione
di uno sportello dedicato e implementazione sito web Parco |
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X |
X |
X |
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Divulgazione periodica
opuscoli informativi cartacei o informatici |
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X |
X |
X |
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Pianificazione offerte educative |
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X |
X |
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Attivazione percorsi di ricerca e iniziative adozione
risorse naturali |
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X |
X |
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Azioni di formazione ed informazione degli operatori
economici |
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X |
X |
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Azioni di formazione ed informazione del personale interno |
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X |
X |
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A2
costituzione e attivazione del Forum |
Individuazione e convocazione degli attori sociali |
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X |
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Costituzione del Forum del Parco e dei Forum territoriali
d’area |
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X |
X |
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Individuazione soggetti
conduzione Forum e definizione Gruppo Lavoro |
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X |
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Allestimento delle sale per l’attività dei diversi Forum
territoriali |
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X |
X |
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Attività del Forum del Parco |
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X |
X |
X |
X |
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Attività dei Forum territoriali |
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X |
X |
X |
X |
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A5 sistema
di certificazione della qualità |
Informazione sui contenuti dei disciplinari |
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X |
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Adesioni volontarie all’iniziativa |
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X |
X |
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Azioni di formazione verso gli operatori economici
aderenti |
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X |
X |
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|
Adeguamento ai requisiti ambientali e di origine e qualità |
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X |
X |
X |
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|
Verifica del rispetto degli
standard ambientali richiesti |
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X |
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Realizzazione materiale
divulgativo e contenitore espositivo |
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X |
X |
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Concessione marchio |
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X |
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3 Descrizione delle singole azioni
Indicare per ogni azione il metodo di lavoro previsto, gli
indicatori di performance prescelti per valutare il raggiungimento degli
obiettivi, i tempi.
A1 –
Azioni di coinvolgimento degli attori locali
Obiettivi specifici
·
Creare una
diffusa consapevolezza ambientale;
·
Diffondere
informazioni generali su Agenda 21 e sui processi di sostenibilità locale;
·
Ricercare una
visione condivisa sugli obiettivi che interessano il futuro della comunità
locale;
·
Incoraggiare
la partecipazione della cittadinanza e degli attori locali nell’ambito di
processi decisionali e nella costruzione delle politiche locali
·
Favorire
l’attaccamento alle proprie “radici”, alla propria identità, alle proprie
tipicità;
Descrizione azione
A1.1 Sensibilizzazione del pubblico
A1.1.1 Incontri tradizionali e
interattivi: si prevede l’organizzazione di tre principali modalità
organizzative, convegni, seminari ed incontri. I primi si intendono divulgativi
di tematiche naturalistiche e storico-culturali, i secondi hanno un taglio più
rivolto alla divulgazione scientifica e la terza tipologia è quella invece che
fa ricorso a strumenti diversi, quali mostre, manifestazioni, iniziative
gastronomiche, eventi, proiezioni ed altro. Al fine di garantire la massima
diffusione degli interventi e delle tematiche trattate nei convegni e nei
seminari si prevede la contemporanea diffusione dei contributi anche attraverso
i canali della rete telematica. Questa tipologia di interattività sarà in grado
di garantire non solo una numerosa partecipazione pubblica, ma consentire,
attraverso una serie di link gestiti dai relatori coinvolti o da personale
dell’Ente, una continuità agli interventi con conseguenti sviluppi delle
tematiche trattate. In tal modo i convegni ed i seminari non assumono più
l’aspetto di un incontro isolato o puntuale, ma viene ad inserirsi in un
processo continuo ed aggiornato di informazione ed evoluzione. Rispetto agli
incontri l’esigenza nasce dalla necessità di valorizzare ulteriormente e su
larga scala l’immagine e le risorse del Parco.
A1.1.2 Parcoinforma:
a supporto delle iniziative del Parco risulta di fondamentale importanza la
creazione di uno sportello di riferimento a cui tutti possono rivolgersi in
modo diretto o indiretto per ricevere o comunicare informazioni. All’attività
di sportello si affianca all’interno del sito web del Parco una sezione
dedicata ad A21L che mette a disposizione i materiali prodotti dalle azioni
divulgative nonché un Forum on line di discussione per tutti coloro che si
avvicinano al Parco in qualsiasi veste (cittadini, turisti, stakeholder).
A1.1.3 Divulgazione
periodica: un ulteriore intervento di sensibilizzazione sarà realizzato
attraverso il periodico Parcapuane la rivista edita dal Parco da circa 5 anni
con cadenza semestrale e stampata in 1.500 copie a numero. I destinatari di
tale giornalino sono le scuole, le associazioni, gli Enti locali territoriali,
numerosi soggetti privati. Gli argomenti trattati sono inerenti la politica
ambientale, l’educazione ambientale, la promozione del territorio e delle varie
manifestazioni del Parco ed infine c’è anche una porta aperta verso i lettori
denominata “Angolo del cittadino”.
A1.1.4 Biblioteca
interattiva: In affiancamento alle strutture tradizionali a disposizione
del pubblico per la consultazione e visione di testi scientifici, progetti
speciali ed altra documentazione si propone l’allestimento di una biblioteca
multimediale. Tale struttura prevede l’archiviazione informatizzata di
fotografie, immagini video, principali testate scientifiche, atti, banche dati,
elaborati progettuali, ecc. in modo da essere consultabile senza limiti di
spazio e di tempo. L’interattività del servizio permetterà agli utenti non solo
di navigare all’interno della biblioteca, ma anche di ospitare loro
pubblicazioni, tesi, racconti, ricerche inerenti alla gestione e tutela
dell’ambiente in generale e del territorio del Parco in particolare. Il
coinvolgimento diretto sarà garantito dala possibilità di evidenziare e personalizzare
il proprio contributo all’interno dello spazio web.
A1.1.5 Televisione
del Parco: Una tecnica innovativa per diffondere in tempo reale immagini
degli aspetti più affascinanti presenti all’interno del Parco è quella di
utilizzare telecamere web dislocate nei siti di maggiore interesse del
territorio protetto. La strumentazione eventualmente utilizzata oltre che ad
integrarsi perfettamente nell’ambiente, per le piccolissime dimensioni e
l’assenza di operatore e rumore, sarebbe in grado di garantire allo
spettatore/potenziale visitatore la situazione del territorio (situazione
meteo, percorribilità sentieri, ecc.) 24 ore su 24 ed in ogni periodo
dell’anno, mostrando la ricchezza e la varietà delle risorse naturalistiche e
l’assoluta singolarità di quelle paesistiche. Infine questa metodologia potrà
essere di supporto per consentire un costante monitoraggio dei siti più
sensibili o difficili da raggiungere ed un controllo nei confronti di eventuali
azioni illecite o abusive.
A1.1.6 Monitoraggio
delle attività: su tutte le attività in corso verrà effettuato un
monitoraggio attraverso sia le registrazioni dei partecipanti sia dei contatti
che saranno gestiti con il sito internet ed il call center. Inoltre saranno
somministrati questionari a tutti i soggetti coinvolti per la verifica
dell’efficacia delle diverse azioni. La successiva elaborazione dei dati
ricavati dai questionari permetterà la definizione di indicatori della
percezione ambientale sul territorio e questa attività assume carattere
sperimentale ed innovativo in quanto non sono presenti studi e dati
bibliografici disponibili su questi argomenti.
A1.2 Partecipazione del pubblico
A1.2.1 Pianificazione
di proposte mirate al coinvolgimento dei ragazzi delle scuole medie
inferiori e superiori in attività pratiche da svolgersi come interventi
didattici. Le tematiche potranno riguardare la creazione di microambienti
attraverso una fedele ricostruzione dei vari ambienti dopo averne studiato sul
campo le reali caratteristiche, il recupero di aree degradate attraverso
tecniche eco-compatibili al fine di reintrodurle nel loro contesto, la scoperta
e l’utilizzo dell’agricoltura biologica al fine di divulgare ed illustrare
tutte le iniziative realizzate nel settore, la creazione di piccoli impianti
sperimentali di compostaggio per il recupero della porzione biologica dei
rifiuti e l’utilizzo del prodotto ottenuto.
A1.2.2 Predisposizione
di convenzioni tra il Parco e le scuole per lo svolgimento di corsi
sperimentali direttamente sul territorio e di campi scuola nel periodo estivo.
Nell’ottica della riforma della autonomia scolastica, il Parco potrebbe
rappresentare uno strumento ideale attraverso il quale i ragazzi, con
l’attività ed i servizi svolti, hanno la possibilità di accumulare punteggio
per il credito formativo all’interno del proprio curriculum scolastico.
A1.2.3 Allestimento
di campi archeologici in siti di particolare interesse storico-culturale,
finalizzati allo studio della storia dell’uomo e delle sue tradizioni
attraverso le diverse epoche. L’attività potrebbe inserirsi nell’ambito del
progetto del “Parco archeologico delle
Alpi Apuane” istituito con la legge n.
A1.2.4 Adozione
di una risorsa: l’adozione di un sentiero, di un corso d’acqua o di un
bosco da parte delle singole classi che attraverso un’apposita convenzione con
il parco potranno diventarne responsabili e di conseguenza gestirne le attività
sia di fruizione che di manutenzione.
A1.2.5 Programmazione
di giornate natura: giornate rivolte al pubblico di ogni età da svolgersi
nel corso dell’anno con maggiore concentrazione nelle giornate festive ed in
tutto il periodo estivo. Questi incontri saranno mirati alla fruizione di un
immenso patrimonio naturale e culturale attraverso la scoperta e l’esplorazione
degli ambienti più interessanti e particolari: Non meno spettacolari ed
interessanti potrebbero risultare escursioni all’interno dei bacini marmiferi
delle Alpi Apuane, dove il forte grado di alterazione del territorio non deve
peraltro nascondere l’imponente lavoro millenario dell’uomo.
A1.2.6 Programmazione
di soggiorni: l’attività sarà pianificata in collaborazione con le
strutture turistico-ricettive presenti nel territorio del Parco e finalizzata a
far conoscere il territorio in modo itinerante.
Indicatori di
performance
Numero Comuni
del Parco aderenti alla carta di Aalborg
Numero scuole
coinvolte nel processo di A21L
Numero di
pubblicazioni apparse su riviste e quotidiani legate all’attività del processo
di A21L
Tempi
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bimestri |
||||||||
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azioni |
descrizione |
I |
II |
III |
IV |
V |
VI |
VII |
VIII |
IX |
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A1 coinvolgimento degli attori locali |
Programmazione, progettazione e
attuazione di azioni divulgative |
X |
X |
|
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|
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|
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Istituzione
di uno sportello dedicato e implementazione sito web Parco |
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X |
X |
X |
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Divulgazione
periodica opuscoli informativi cartacei o informatici |
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X |
X |
X |
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|
Pianificazione offerte educative |
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X |
X |
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Attivazione percorsi di ricerca e iniziative adozione
risorse naturali |
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X |
X |
|
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Azioni di formazione ed informazione degli operatori
economici |
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X |
X |
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Azioni di formazione ed informazione del personale interno |
|
X |
X |
|
|
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|
|
A2 – Costituzione e
attivazione del Forum permanente
Obiettivi specifici
·
Messa a punto
degli strumenti operativi e tecnici finalizzati a garantire il funzionamento
del processo di Agenda 21 Locale;
·
Miglioramento
delle pratiche di governo attraverso la partecipazione più consapevole degli
attori locali;
·
Costituzione e
prima gestione del Forum generale e dei Forum territoriali
·
Crescita della credibilità nell’Ente Parco
·
Organizzazione della struttura a garanzia
della permanenza dei FORUM TERRITORIALI
e di quello generale.
Descrizione azione
Infatti
sia l’individuazione che la convocazione dei soggetti portatori di interessi
nel Parco, dovrà essere supportata da un metodologia e da una serie di criteri
che garantiscano una partecipazione attiva del pubblico. E’ presumibile infatti
che tale partecipazione si verifichi non tanto a fronte di una corretta ed
appropriata diffusione ed informazione su di una particolare iniziativa
del Parco, quanto rispetto ad un programma/progetto (nel caso il FORUM
PERMANENTE DEL PARCO) percepito come capace, alla fine, di produrre conseguenze
concrete ed importanti.
L’aspetto
culturale della questione è centrale, ma realisticamente non può essere
considerato quello con la maggiore forza trainante, quindi dovranno
essere messi in campo argomenti e problematiche che abbiano caratteristiche
concrete e tangibili. Su questo piano è di fondamentale importanza il coinvolgimento
impegnato delle due istituzioni fondamentali: il Comune e
La vastità del territorio, che presenta grosse
diversità di carattere socioeconomico notevolissime da zona a zona non facilita
certamente la soluzione del problema della partecipazione anzi, specie in
questa fase, lo complica. Sono infatti impensabili FORUM “di tutti su tutto”.
Pressoché impossibile risulterebbe, catturare l’interesse generale senza
rischiare che questi cada in un interesse generico o di scarso rilievo. Dunque
è indispensabile passare dalla costituzione di un FORUM PILOTA, o meglio di
quattro (Massa, Versilia, Garfagnana, Lunigiana), finalizzati ad una prima
individuazione dei cosiddetti portatori di interesse, rappresentativi di
tutta la realtà socioeconomica esistente.
A2.2 Costituzione del Forum
del Parco e dei Forum territoriali d’area. Questa prima azione, dovrà poi
concretizzarsi con l’allestimento appropriato di almeno quattro sale nelle
quattro aree geografiche del Parco. Ogni sala dovrà essere attrezzata ed
organizzata in maniera tale da consentire la più ampia partecipazione sia
rispetto alla quantità (numeri) che alla qualità (associazioni, ditte, ecc).
Per questo si pensa di utilizzare oltre alle medesime sale all’interno della
stessa zona, (che divengano punti di riferimento stabili e permanenti della
partecipazione), anche un punto mobile di comunicazione. Non si escludono,
tuttavia, altri spazi quali le sale consiliari dei Comuni, le aule scolastiche,
le sale delle Associazioni sia culturali che economiche del territorio.
Questo
primo scalino (FORUM PILOTA) consentirà non solo un primo livello di
sensibilizzazione e coinvolgimento attivo sulle problematiche relative,
giustappunto, alla costituzione dei FORUM PERMANENTI, ma anche la definizione
di un Gruppo di Coordinamento (rappresentativo dei diversi Stakeholder) e delle
quattro aree del Parco, con il quale potrà essere concordata tutta la strategia
necessaria per il raggiungimento dell’obiettivo finale. Sarà nella
enfatizzazione delle tipicità e delle diversità locali delle zone che I FORUM
PILOTA TERRITORIALI potranno poi, rendere possibile e più agevole il passaggio
alla fase successiva del FORUM PERMANENTE, nel quale quelle diversità dovranno
confrontarsi per imparare ad integrarsi e riuscire, alla fine, a far acquisire
a tutto il Territorio il valore aggiunto della complessità.
L’attrezzatura
necessaria e adatta allo scopo dovrà essere costituita da impianti di
microfonia mobile, schermi amovibili e in grado di mettere in collegamento,
eventualmente, diverse sale in cui si svolgono in contemporanea, altri Forum
sullo stesso tema, anche per la realizzazione di vere e proprie videoconferenze interattive.
Nei
FORUM PILOTA gli attori istituzionali, e cioè i Comuni e
In questo
senso non solo sono da portare avanti le azioni già in atto e concertate tra il
Parco e il mondo della scuola (Mare costa e dintorni, realizzazione di Centri
di Esperienza, supporto ai CEA e CREA già in essere, ecc.), ma devono essere
anche realizzati Corsi di Formazione per adulti, nell’ottica dell’apprendimento
per tutto l’arco della vita; corsi di Aggiornamento per gli Operatori
Scolastici e per le Guide del Parco sui temi della Educazione alla
Sostenibilità Salubre e Consapevole; proposte o “offerte” didattiche per le
scuole da realizzare nell’area del Parco.
Appare
altresì necessaria la realizzazione di un Punto mobile di comunicazione
per una informazione costante e continua sulle attività del Parco e degli altri
soggetti che operano nel e per il Parco (artisti, scuole, associazioni ecc.),
nei vari settori (anche in tempo reale)
e la costruzione di una sezione all’interno del sito web del Parco dedicato
all'argomento in cui trovare traccia delle discussioni fatte e poterle
continuare attraverso forum telematici.
Infine si prevede
la costituzione di gruppi mobili di comunicazione e la costruzione di totem in
materiale rigido (tre facce di due metri per un metro) da localizzare presso
scuole e luoghi pubblici con la funzione di bacheche dove appendere le
convocazioni, le informazioni, il materiale disponibile e che potrebbero
funzionare anche da cassetta postale dove i ragazzi (ma anche gli adulti)
possano far pervenire domande, suggerimenti ecc.).
A2.3 Individuazione del/i
Facilitatore/i e del gruppo di lavoro per la conduzione e l’organizzazione dei
dibattiti all’interno dei Forum. o altre persone autorevoli e di spicco
di quella determinata zona o comunità, potrebbero avere una grande valenza
comunicativa. La struttura
organizzativa, invece, alla base di tutta la mobilitazione, quale motore
del tutto, a garanzia del funzionamento, della efficienza, della continuità e
della permanenza del FORUM, dovrà essere all’interno dell’ Ente Parco e
costituita dai Responsabili delle Unità Organiche relative ai settori della
Finanza e Contabilità, della Valorizzazione del Territorio, della Ricerca e
Conservazione e della Educazione Ambientale e Comunicazione e della
Pianificazione Territoriale. La complessità delle azioni previste implica la
ricerca di consulenze esterne all’Ente, in parte individuabile nella fase
iniziale in parte nel corso del procedimento.
A2.4 Individuazione e
predisposizione degli argomenti o temi (atti amministrativi, programmi e
progetti realizzati e non, nei vari settori di competenza del Parco
(conservazione, manutenzione, promozione, valorizzazione) per stimolare il
dibattito nei diversi Forum. La individuazione degli argomenti da trattare
è di fondamentale importanza per promuovere una partecipazione attiva dei
cittadini. Anche per questo i Forum Pilota dovrebbero essere in grado di
effettuare una cernita puntuale delle problematiche più “sentite” delle diverse
zone. E’ certo comunque che alcuni temi, come ad esempio:
o
la tipicità di produzioni alimentari realizzate con
procedure ecocompatibili;
o
la
criticità derivata dalla presenza della escavazione;
o
la
richiesta di “apertura” di nuove vie di comunicazione;
o
la
promozione o la valorizzazione ai fini turistici di particolari zone del
territorio;
o
la
realizzazione di manifestazioni o eventi proposte da Comunità del Parco;
o
la
conservazione ed il restauro di manufatti rilevanti dal punto di vista
culturale, storico,ecc…;
o
la
valorizzazione di siti archeologici o la valorizzazione di realtà museali o
ecomuseali;
o
la
realizzazione di progetti finalizzati al recupero o ad un uso critico delle
risorse non riproducibili;
si candidano, in modo autonomo ed
oggettivo, a divenire momenti di grande partecipazione e dibattito.
Questi temi potranno essere
affrontati preliminarmente dai FORUM PILOTA per far crescere non solo la sensibilità
della gente, ma anche e soprattutto una partecipazione attiva ed attenta alle
attività di “governo” delle varie Comunità soprattutto in merito alle
problematiche ambientali.
Indicatori di
performance
Numero Associazioni Culturali
coinvolte nei Forum
Numero Associazioni Sportive
coinvolte nei Forum
Numero Scuole coinvolte nei Forum
Numero EE.LL. coinvolti nei Forum
Numero Operatori economici
coinvolti nei Forum
Numero di atti
amministrativi emessi dal Parco su istanza diretta o indiretta dei Forum
Tempi
|
|
|
bimestri |
||||||||
|
azioni |
descrizione |
I |
II |
III |
IV |
V |
VI |
VII |
VIII |
IX |
|
A2
costituzione e attivazione del Forum |
Individuazione e convocazione degli attori sociali |
|
|
|
X |
|
|
|
|
|
|
Costituzione del Forum del Parco e dei Forum territoriali
d’area |
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|
|
X |
X |
|
|
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|
|
Individuazione soggetti
conduzione Forum e definizione Gruppo Lavoro |
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|
|
X |
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|
|
Allestimento delle sale per l’attività dei diversi Forum
territoriali |
|
|
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|
X |
X |
|
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|
|
|
Attività del Forum permanente del Parco |
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|
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|
X |
X |
X |
X |
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|
Attività dei Forum territoriali |
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|
|
|
|
X |
X |
X |
X |
|
A5 - Introduzione di un Sistema di Certificazione
della qualità
Obiettivi specifici
·
Consolidare in seno agli Organi del Parco e avviare
nelle comunità locali e con gli operatori economici una discussione su queste
rilevanti tematiche.
·
Promuovere il progressivo passaggio, particolarmente
necessario ed innovativo nelle politiche di tutela ambientale, dal principio
del command and control alla
promozione di strumenti di adesione volontaria;
·
Rendere esplicita la volontà della trasparenza delle
procedure di accesso e decisionali, oltre a quelle di verifica, iniziale e
successiva, e di possesso e mantenimento
degli standard di qualità;
·
Favorire la diffusione di tali strumenti volontari,
individuati da tempo come quelli più idonei per dare concretezza al principio
dello sviluppo sostenibile nei settori in questione;
·
Migliorare il livello di qualità ambientale offerto
ai fruitori del Parco, nonché la tipicità della ricettività.
Descrizione azione
Per il
Parco delle Alpi Apuane queste norme rappresentano non solo l’occasione per
accrescere la propria visibilità all’interno di un percorso di sviluppo
sostenibile del territorio, ma anche per mettere a punto una politica organica
di promozione delle certificazioni, sia ambientali che di carattere sociale,
che privilegi le piccole imprese, aggiungendo un fattore per l’incentivazione
dell’economia locale sostenibile e socialmente responsabile, il quale, pur non
essendo strutturale o decisivo, può rappresentare un tassello importante per
l’immagine complessiva del territorio apuano, con un rafforzamento
dell’identità interna oltre che della riconoscibilità verso il contesto
esterno.
E’
evidente la doppia funzione che la concessione dell’emblema del Parco a servizi
e prodotti locali assolve, sia in termini di promozione generale del territorio
che in termini di strategie di incentivazione di economie integrate compatibili
con l’ambiente e con le finalita’ istitutive del Parco e di rilancio delle
attività tradizionali dell’area delle Apuane.
Assieme
alla concessione dell’emblema si tratta di far entrare nella cultura delle
imprese anche gli altri strumenti essenziali per lo sviluppo sostenibile, collegati
all’attuazione di programmi sulla qualità dei prodotti, di introduzione della
qualità nei processi produttivi [sistema ISO (International Standard
Organization) 9000 e ISO 14001] e di sistemi per la gestione ambientale
[sistema EMAS (Environmental Management Audit Scheme), ISO 14000 e l’etichetta
ecologica europea ECOLABEL].
Affinché
la concessione dell’emblema del Parco alle imprese localizzate nel suo
territorio e nell’area contigua per servizi e prodotti locali che presentino
requisiti di qualità non si riduca ad un atto burocratico/formale, ma sia
realmente leggibile come progetto per il territorio inserito in una strategia
globale di sviluppo locale sarà necessario “premiare
chi persegue la qualità e rendere visibile il sistema virtuoso”.
Questo significa
premiare le imprese che si assoggettano a procedure di certificazione di
qualità per stimolare così tutto il sistema produttivo locale e far percepire
al visitatore che è entrato in un area virtuosa, caratterizzata da un analogo
clima di attenzione e di rispetto della qualità ambientale. Ciò riguarda non
solo il paesaggio, i boschi, le acque, ma anche le attività produttive
localizzate. Ogni impresa certificata “fa
parte del sistema e fa la sua parte nel sistema”.
Inoltre
elaborare un disciplinare per la concessione dell’emblema significa iniziare
un’opera di costruzione di nuove regole comuni che introduce, nei confronti
degli operatori economici, principi di lealtà e coesione tra loro e verso il
Parco. Infatti questo processo di cooperazione e di relazione tra privati e
soggetti pubblici per arrivare a definire linee comportamentali su alcuni
servizi o prodotti, ha ripercussioni molto importanti e positive all’interno
delle risorse immateriali delle comunità locali, anche se comunemente si vedono
nei marchi di qualità e nella concessione di un emblema soprattutto le
implicazioni verso il sistema esterno in termini di maggiore visibilità del
prodotto e quindi maggiori possibilità di affermazione sul mercato.
A5.1 Concessione dell’emblema del Parco alle strutture turistico
ricettive
L’azione è
rivolta a tutti i gestori delle strutture turistico-ricettive (alberghi, case
per ferie, agriturismo, campeggi, ostelli, ristoranti, rifugi, bed&breakfast,
affittacamere, case per vacanza, pensioni, centri residenziali di educazione
ambientale, ecc.), localizzati entro il perimetro del Parco e nelle aree
contigue. L’intero progetto si basa sul principio della partecipazione
volontaria: gli esercenti che aderiscono al progetto si impegnano
volontariamente e liberamente a soddisfare gli standard richiesti, ad osservare
uno specifico disciplinare ed accettare di sottoporsi alle verifiche ed ai
controlli del Parco.
Le
strutture che aderiscono al progetto devono soddisfare gli standard di qualità
ambientale, nonché le leggi cogenti in materia ambientale. Gli standard
ambientali richiesti potranno essere modificati in relazione allo sviluppo
tecnologico ed agli obiettivi del Parco, che sono e saranno sempre, quelli di
migliorare il livello di qualità ambientale offerto ai fruitori del Parco,
nonché la tipicità della ricettività. Tali standard riguardano, principalmente,
gli aspetti gestionali dell’attività turistico-ricettiva; con la finalità del
risparmio energetico, dell’utilizzo razionale delle risorse ed il miglioramento
della tipicità dell’offerta.
I
requisiti ambientali che dovranno essere obbligatoriamente soddisfatti dagli
aderenti al progetto sono qui di seguito sinteticamente richiamati:
·
Ridurre i contenitori per bevande in plastica ed
eliminare le posate ed i piatti monouso;
·
Utilizzare carta riciclata;
·
Adottare lampade a basso consumo e altre misure per
il risparmio energetico e idrico
·
Organizzare la raccolta differenziata dei rifiuti;
·
Suddividere gli spazi tra fumatori e non fumatori;
·
Somministrare e preparare piatti tipici;
·
Fornire informazioni sui mezzi di trasporto pubblici;
·
Fornire informazioni sulle iniziative e sulla
fruizione del Parco;
·
Disporre di pubblicazioni del Parco per la vendita;
·
Nominare un “responsabile ambiente” quale referente
per il personale del Parco;
·
Consegnare ai Clienti i Questionari di soddisfazione
Agli
esercenti che aderiscono al progetto e si impegnano volontariamente e
liberamente ad osservare il disciplinare il Parco, dopo le necessarie verifiche
positive, concederà il proprio marchio.
La
verifica del rispetto degli standard ambientali richiesti, rappresenta lo
strumento che garantisce credibilità ed attendibilità al progetto.
Il
controllo è effettuato in modo obiettivo, esclusivamente su dati oggettivi,
sulla base dell’elenco dei requisiti ambientali da rispettare. Ultimata la
verifica, il Parco redigerà il “verbale di verifica“ e l’esito di tale
controllo sarà comunicato all’azienda.
In caso di
esito favorevole sarà formalizzata l’iscrizione al progetto dì “Esercizio
consigliato dal Parco” e verrà concesso il marchio del Parco.
Dell’avvenuta
concessione del marchio verrà data comunicazione al Consiglio Direttivo del
Parco ogni trimestre, attraverso specifica informativa.
In caso di
esito contrario saranno posti in evidenza, nel “verbale di verifica“, i
requisiti non ancora soddisfatti e fissati i tempi per l’ulteriore verifica.
Un
ulteriore strumento di controllo è il “questionario di soddisfazione”,
elaborato e fornito direttamente dal Parco, che gli aderenti dovranno
consegnare ai propri Clienti.
Il Parco
garantisce alle strutture che hanno ottenuto la denominazione di “Esercizio
consigliato dal Parco” e la concessione del marchio del Parco i seguenti
servizi:
·
spazio
dedicato all’esercizio certificato nello strumento informativo del Parco per la
promozione delle strutture turistiche per un periodo di tempo pari agli anni di
partecipazione al progetto
·
spazio di una
pagina web, riservata ad ogni esercizio certificato, nel sito web del Parco
delle Alpi Apuane
·
promozione
su riviste specializzate in occasione di articoli specifici sui marchi di
qualità e sulla valorizzazione sostenibile delle risorse naturali
·
spazio
dedicato agli esercizi certificati in occasione di 2 fiere annuali per un
periodo di tempo pari agli anni di partecipazione al progetto
·
fornitura
di prodotti e materiale divulgativo ed informativo su turismo e ambiente,
nonché il contenitore espositivo
·
organizzazione
di un corso di formazione ed aggiornamento per gli operatori turistici.
Il marchio, di forma circolare e di diametro di cm. 20, verrà fornito gratuitamente dal Parco e dovrà essere applicato da parte del gestore all’ingresso dell’esercizio.
A5.2 Concessione dell’emblema del Parco a materiali di cava peculiari
delle Apuane

In
un settore fortemente competitivo come quello del lapideo è importante far
percepire al committente la qualità del proprio prodotto, soprattutto quando la
qualità è un valore intrinseco, come nel caso in questione, in quanto il
prodotto proviene da coltivazioni particolarmente pregiate associate ad una
precisa zona di produzione (il valore deriva anche dalla tradizione secolare di
coltivazione della “pietra” nell’area apuana).
Il
disciplinare di concessione del marchio a materiali di cava peculiari delle
Alpi Apuane definisce il campo di applicazione, i requisiti e le modalità
operative per attestare l’origine in cava dei blocchi di materiale lapideo.
L’attestazione garantisce il committente che i blocchi identificati provengono
dalla cava citata nel certificato con l’indicazione di parametri identificativi
fondamentali, quali dimensione e peso. Ai requisiti relativi alla provenienza,
sono state inoltre aggiunte, anche alcune caratteristiche relative alla
certificazione di qualità del prodotto.

La
certificazione di origine e di qualità e la conseguente concessione del marchio
del Parco è riservata ai materiali lapidei estratti nelle specifiche aree
ricomprese nel Parco delle Alpi Apuane e alle qualità merceologiche verdello,
pietra del Cardoso, marmo bianco, venato, nuvolato, bardiglio, statuario,
zerbino, calacatta e arabescato.
Ai fini
della concessione del marchio sono considerati materiali peculiari delle
Alpi Apuane i lapidei ornamentali esclusivi del territorio apuano, appartenenti
alle famiglie dei marmi s.l. e delle arenarie s.l., e/o alla categoria dei marmi nella sua accezione
merceologica e appartenenti all’Autoctono Apuano ed all’Unità di Massa.
La
certificazione di origine dei blocchi di materiale lapideo, da parte di
apposito Organismo, dovrà avvenire, di norma, secondo la seguente procedura
operativa:
·
nel momento che l’azienda prevede di estrarre i
blocchi per i quali intende richiedere il certificato di origine inoltra
all’organismo di certificazione la richiesta di ispezione contenente una serie
di dati quali la denominazione della cava e la sua ubicazione, la denominazione
commerciale del materiale estratto, il metodo di coltivazione adottato nella
cava e la data prevista per l’estrazione;
·
prima dell’abbattimento della bancata l’organismo di
certificazione invia in cava un proprio ispettore per la verifica della
rispondenza dei dati forniti e per svolgere un rilievo fotografico; viene
inoltre concordata la data per la visita successiva;
·
l’ispettore dell’Organismo di certificazione effettua
la visita concordata per identificare i blocchi estratti. Per ciascun blocco
effettua alcune registrazioni quali le misure, il peso stimato, il rilievo
fotografico e si provvede a marcarlo.Il sigillo posto su ogni blocco riporta il
numero progressivo di identificazione e il marchio dell’Organismo di
certificazione.
·
successivamente l’Organismo di certificazione
rilascia all’azienda il certificato attestante l’origine dei blocchi che deve
sempre indicare, oltre le informazioni riferite all’azienda, la denominazione
della cava con l’indicazione del bacino, dell’ambito estrattivo e la sua
ubicazione, la denominazione commerciale del materiale estratto, l’elenco dei
blocchi estratti con indicato, per ciascuno di essi, il numero di sigillo, le
misure, il peso stimato e la data di escavazione.
Rispetto
ai requisiti di qualità dei materiali estratti le Aziende devono assicurare che
le materie prime estratte vengano messe in commercio solamente dopo aver
verificato la loro conformità ad una serie di requisiti prescritti (esame
petrografico, ispezione visiva, massa volumica, assorbimento acqua, urto, Point
load strength test). Le verifiche devono essere effettuate, a cura di un
laboratorio indipendente di prova, in accordo con procedure aziendali
documentate.
Spetta
all’imprenditore o al suo mandatario attestare al Parco, tramite l’invio del
certificato di origine dei blocchi estratti e del certificato di possesso dei
requisiti di qualità, che il proprio materiale è conforme ai requisiti di
origine e di qualità.
Ai
materiali ornamentali storici, su richiesta specifica dell’azienda estrattiva,
il Parco concede direttamente il proprio marchio, senza necessità di altre
certificazioni di origine e qualità.
Nel
periodo di validità delle certificazioni di origine e di qualità il Parco
garantisce alle aziende che hanno ottenuto il marchio i seguenti incentivi:
o
economici, intesi come partenariato nell’accesso a
finanziamenti regionali, statali e comunitari;
o
normativi, intesi come percorso prioritario nel
rilascio di pareri, autorizzazioni, nulla osta e valutazioni di impatto
ambientale da parte dei propri Uffici;
o
temporali, intesi come concessione del periodo di
validità massima, consentita dalla vigente normativa, dell’autorizzazione alla
coltivazione della cava
o
relazionali, intesi come assistenza e supporto
tecnico-amministrativo sia nella procedura di valutazione di impatto ambientale
che nella informazione per l’attivazione di finanziamenti di settore.
Nello
stesso periodo il Parco garantisce alle aziende che hanno ottenuto il marchio i
seguenti servizi:
o
spazio di una pagina web, riservata ad ogni azienda
certificata, nel sito del Parco delle Api Apuane;
o
promozione su riviste specializzate in occasione di
articoli specifici sui marchi di qualità e sulla valorizzazione sostenibile
delle risorse naturali;
Il marchio
è rappresentato dall’emblema del Parco: una siluette, in nero, di corvide con
becco rosso corallino, ascrivibile alla specie Pyrrhocorax pyrrhocorax
erythrorhamphus (Vielliot), che si interseca con la siluette di pteridofita
imenofillacea, di color verde, ascrivibile alla specie Vandenboschia speciosa
(Willd.) Kunkel, per la porzione ricoprente la figura dell’uccello in colore
bianco.
Tale
marchio, di forma circolare e di diametro di cm. 20, dovrà essere stampato a
cura dell’azienda sui blocchi di materiali lapideo oggetto di certificazione di
origine e di possesso dei requisiti di qualità.

Indicatori di
performance
Numero imprese
turistico-ricettive certificate
Numero imprese
settore lapideo certificate
Tempi
|
|
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bimestri |
||||||||
|
azione |
descrizione |
I |
II |
III |
IV |
V |
VI |
VII |
VIII |
IX |
|
A5 sistema
di certificazione della qualità |
Informazione sui contenuti dei disciplinari |
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X |
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|
|
Adesioni volontarie all’iniziativa |
|
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X |
X |
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Azioni di formazione verso gli operatori economici
aderenti |
|
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X |
X |
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|
Adeguamento ai requisiti ambientali e di origine e qualità |
|
|
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X |
X |
X |
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|
|
|
Verifica del rispetto degli
standard ambientali e tecnici richiesti |
|
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X |
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|
|
Realizzazione materiale
divulgativo e contenitore espositivo |
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X |
X |
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|
Concessione marchio |
|
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|
|
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X |
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Carattere strategico e di
coerenza, facilità di esportazione e ripetibilità, capacità di coinvolgimento
finanziario e di attivazione del partenariato, divulgazione del progetto e dei
suoi risultati, qualità tecnica del progetto e
fattibilità dell’iniziativa
a.
carattere strategico
(integrazione del progetto con piani e programmi già predisposti
dall’amministrazione)
L’intervento rappresenta il naturale processo di sviluppo
per l’implementazione dei piani di salvaguardia ambientale da redigersi da
parte dei soggetti competenti territorialmente e permette di acquisire le
conoscenze e gli strumenti per agire sul territorio ed in collaborazione o
supporto di altri programmi per il recupero e la salvaguardia ambientale ed il
mantenimento delle identità locali. Per quanto attiene l’integrazione del
progetto con i piani ed i programmi già predisposti dal Parco (Piano per il
Parco e Piano Pluriennale Economico e Sociale) è possibile affermare che tali
piani sono orientati ai temi dello sviluppo sostenibile e ricomprendono le
azioni proposte nel presente progetto (nel PPES - cap. 8 paragrafo 8.1.2 - è
prevista specificatamente l’attivazione del processo di A21L). Inoltre nel
processo di elaborazione degli stessi il coinvolgimento delle popolazioni
locali è stato costante ed intenso e si è concretizzato con numerosi incontri
sia con gli amministratori locali che con chi abita e fruisce del territorio
del Parco con l’attivazione di un Forum permanente che ha coinvolto oltre un
migliaio di soggetti.
b.
carattere di coerenza
(rispondenza del progetto presentato con il processo di A21L)
Attraverso l’informazione ed il coinvolgimento degli attori
locali nelle varie attività previste si potrà far crescere la coscienza e la
consapevolezza di “vivere un’area protetta”. I canali di diffusione
garantiscono le basi per coinvolgere spontaneamente il cittadino in tutte le
azioni di protezione, salvaguardia, tutela, sviluppo e sostenibilità del
territorio. La rispondenza tra il progetto ed il processo di A21L è assicurata
da questi elementi che stimolano il Parco ad esercitare sempre di più un’azione
positiva per lo sviluppo sostenibile dell’area delle Alpi Apuane e di
coinvolgere in questa azione il più ampio numero di attori locali. Ad esempio
il metodo di passare i programmi ed i progetti attraverso la partecipazione ed
il coinvolgimento (anche virtuale) delle comunità locali prima di essere
adottati non è solo una modalità innovativa, ma rappresenta anche
l’occasione/opportunità per implementare di proposte sociali i contenuti del
programma o del progetto.
c.
facilità di esportazione e ripetibilità (utilizzazione di un modello facilmente esportabile in
altre realtà locali e capacità di trasferimento di know-how in situazioni
analoghe)
La metodologia proposta in questo
progetto non pare di difficile riproducibilità, in quanto fa riferimento a
tutta una serie di procedure di facile, anche se complessa, attuazione e
realizzazione. L’unica difficoltà emersa è da ricercarsi nella vastità e nella
complessità oggettive che la realtà interessata presenta. Questo fatto, nella
progettazione della partecipazione, ha determinato la individuazione di
un’ulteriore passaggio: il/i FORUM PILOTA (o preforum), la cui opportunità, tra
le altre, dovrebbe essere anche quella di evitare che il primo contatto con i portatori
di interesse dell’Area Protetta (di tutto il Territorio o di una sola zona)
si trasformi in un insuccesso irrimediabile. Al di là di questo, questa
metodologia, che riguarda, in massima parte, le dinamiche della
partecipazione, prescinde dalla realtà di riferimento. Per questo,
l’attivazione e la costituzione del Forum permanente di A21L, per un Parco
Naturale, può essere considerata come una delle azioni fondamentali da inserire
in un vero e proprio manuale dal titolo: “Il buon governo del Parco”, sempre
che, ovviamente, se ne condividano i principi ed i presupposti.
d.
capacità di
coinvolgimento finanziario
(descrizione degli eventuali cofinanziatori,
soggetti pubblici e privati che partecipano al cofinanziamento del progetto con
proprie risorse)
I soggetti sotto indicati hanno dichiarato la disponibilità
a partecipare al progetto anche con proprie risorse finanziarie:
e.
capacità di
attivazione del partenariato (verrà valutata la partecipazione
all’iniziativa e coinvolgimento di soggetti pubblici e privati come partner che
condividono le finalità del progetto);
La vastità e la varietà del territorio implica il
coinvolgimento di soggetti pubblici e privati (amministrazioni comunali,
scuole, operatori economici, associazioni, ecc.) che sono sia attori che
strumenti di diffusione delle attività. La costante sinergia tra Enti pubblici
e la realtà locale costituita da attori privati garantisce l’efficacia
dell’azione e la sua implementazione nel tempo. Al progetto hanno aderito come
partner che ne condividono le finalità:
o
Provincia di
Massa-Carrara
o
Comuni di Careggine,
Carrara, Casola Lunigiana, Fabbriche di Vallico, Fivizzano, Massa, Minucciano,
Montignoso, Stazzema e Vergemoli;
o
Comunità
Montane Alta Versilia, Area Lucchese, Lunigiana e Media
Valle del Serchio;
o
Istituti
comprensivi di Gallicano, Forte dei Marmi, Castelnuovo Garfagnana, Marina
di Carrara, Pietrasanta 1, Martiri di S: Anna di Stazzema e Camaiore, Versilia
Format.
o
ARPAT ed ASL di Massa-Carrara
o
Legambiente
Lunigiana, Legambiente Massa-Montignoso, Legambiente Carrara, Pubblica
Assistenza di Minazzana, Valversilia Projects Onlus,
o
Società
Cooperativa “Garfagnana Vacanze”, Società “Antro del Corchia s.r.l.”, Consorzio “Apuane & Natura”, Cooperativa
“Valversilia s.c.r.l., Cooperativa “Ambiente s.c.r.l.”, Mammalapis
Illustrazioni, Consorzio “Garfagnana Produce”, Associazione
Naturalistica “Il Sentiero”.
I soggetti indicati in carattere corsivo oltre al
partenariato hanno dichiarato la disponibilità a partecipare al progetto anche
con risorse umane e strumentali (disponibilità a contribuire alla diffusione
sul territorio dell’iniziativa, disponibilità di locali per riunioni
promozionali del Forum, conferenze, seminari ed altri tipi di riunioni previsti
nel progetto).
f.
divulgazione del progetto
e dei suoi risultati (definizione
di un piano di diffusione dei risultati indicando i metodi, i messaggi, gli
strumenti);
La comunicazione dell’efficacia del progetto, dei traguardi
conseguiti e delle future azioni sarà garantita dal costante interfacciarsi con
il pubblico e l’Ente in tempo reale e dalla programmazione di una serie di
incontri formali attraverso cui diffondere gli obiettivi raggiunti.
g.
qualità tecnica del progetto e fattibilità dell’iniziativa (congruità rispetto ai costi indicati e concreta
possibilità di attuazione delle azioni).
Le azioni intraprese dall’Ente sono finalizzate a sviluppare
un continuo dialogo e partecipazione di tutti coloro che si interfacciano con
l’area protetta. Attraverso questo
progetto si offriranno gli strumenti ed il supporto necessario per garantire le
basi del successo dell’iniziativa. Rispetto alla congruità dei costi si
evidenzia il carattere analitico con il quale sono stati individuati, pur nella
consapevolezza che soltanto una progettazione di maggiore dettaglio fornirà il
quadro economico definitivo. per l’attuazione del progetto stesso.
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BANDO PER IL COFINANZIAMENTO DI PROGRAMMI DI
ATTIVAZIONE E DI ATTUAZIONE DI AGENDE 21 LOCALI |
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PROGETTO Agenda21 Locale: Progettare Informazione Ambientale Per Una Azione di Nuova Educazione |
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Ente proponente PARCO REGIONALE
DELLE ALPI APUANE
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Riepilogo
Finanziario |
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Piano di
distribuzione delle risorse |
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Macrovoci |
TOTALE |
Cofinanziamento richiesto alla Regione Toscana
ripartito per macrovoci di spesa |
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Importo |
%
sul totale generale |
Importo |
%
sul valore del cofinanziamento richiesto |
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1 Costi del personale interno |
27.216,00 |
29,00 |
25.704,00 |
40,00 |
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2 Costi per l'assistenza esterna |
36.514,80 |
39,00 |
24.418,80 |
38,00 |
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3 Beni durevoli |
23.436,00 |
25,00 |
12.852,00 |
20,00 |
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4 Prodotti di consumo |
2.797,20 |
3,00 |
1.285,20 |
2,00 |
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5 Altri costi |
4.536,00 |
4,00 |
0 |
0,00 |
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TOTALE GENERALE |
94.500,00 |
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TOTALE COFINANZIAMENTO RICHIESTO |
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64.260,00 |
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Piano di ripartizione dei costi |
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Importo |
%
sul totale generale |
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Cofinanziamento richiesto alla Regione
Toscana |
64.260,00 |
68,00 |
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Contributo proprio del beneficiario |
28.290,00 |
29,95 |
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Contributo dei cofinanziatori |
1.950,00 |
2,05 |
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TOTALE GENERALE |
94.500,00 |
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